L'energia
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Introduzione
Gli uomini hanno sempre saputo che è faticoso portare
in alto pesi e anche trascinarli su suoli ruvidi: è lavoro. Circa 3 secoli fa i fisici (seguendo Newton)
definirono il lavoro meccanico come il prodotto
dell'intensità di una forza per lo spostamento che la
contrasta (cioè una forza per una lunghezza). Se
sollevo di 10 metri un peso di 50 kg, il lavoro usato
è lo stesso che per sollevare 500 kg di 1 metro - o 5
kg per 100 metri. Il lavoro meccanico è una forma di
energia.
L'uomo sa da millenni che il calore è utile per scaldare case e per cuocere cibi, ma solo da circa 250
anni si è capito che anche il calore è energia e si
può trasformare in lavoro meccanico (con i motori
termici).
Che il lavoro meccanico si trasforma in calore, lo
sapevano già i primitivi che facevano fuoco sfregando
fra loro due pezzi di legno. E si sapeva bene che
serve calore per trasformare il ghiaccio in acqua o
l'acqua in vapore. Poi si è capito che l'energia può
essere
accumulata
in una forma e utilizzata in un altra. Poi, che anche
certe reazioni chimiche producono calore anche senza
fiamma e che altre assorbono calore. Infine si è capito che l'energia
può essere elettrica (si
trasforma in calore nelle stufe e in lavoro meccanico
coi motori elettrici) e che può essere generata da
reazioni nucleari di fissione o fusione e distribuita
facilmente attraverso una
rete
elettrica.

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Le fonti di energia
Negli ultimi due secoli si è fatto ricorso per
usi diversi a fonti di energia di
volta in volta innovative e si è avuto (con
riferimento alla situazione mondiale):
·
Un declino costante del legno dalla metà del secolo
XIX fino a rappresentare oggi una porzione
trascurabile.
·
Sviluppo del carbone per produrre calore e alimentare
le macchine a vapore, fino a un massimo percentuale
nel secondo decennio del secolo XX, seguito da un
declino (nel 1999 forniva il 26,7%).
·
Sviluppo del petrolio (e delle auto, il cui parco sta
smettendo di crescere nella maggioranza dei paesi
industriali) fin quando raggiunse un massimo
percentuale verso il 1973 (nel 1999 forniva il 39,7%).
·
Sviluppo del gas naturale che raggiunse il 10% dei
consumi mondiali nel 1955 e, forse, raggiungerà il
proprio massimo nei primi decenni del secolo XXI (nel
1997 forniva il 22,5%).
·
Sviluppo del nucleare negli anni '70, poi bloccato per
impopolarità (nel 1999 nucleare + geotermico +
idroelettrico fornivano il 10,4%).
Nei periodi indicati in cui predominavano o si
sostituivano le une alle altre le fonti di energia,
nell'industria
si sviluppavano in successione i settori: meccanico,
chimico, elettrotecnico, elettronico, aerospaziale,
informatico.
Le porzioni di energia fornite dalle fonti primarie di
energia (carbone, petrolio, gas, idroelettrico,
nucleare, geotermico) possono essere rappresentate in
alcuni diagrammi.
Chiamiamo Fi la
frazione di energia fornita dalla fonte i. Un
diagramma di consumi riporta, in funzione dell'anno,
la grandezza Fi/(1
- Fi)
che confronta i consumi della fonte i con
quelli di tutte le altre messe insieme. E'
significativa perché ha valore 1, se Fi =
0,5; ha circa il valore 10, se Fi =
0,9; ha circa il valore 100, se Fi =
0,99.
Osservando il grafico dei consumi mondiali, ad esempio,
si nota che il consumo del carbone dal 1920 in poi
diminuì più o meno altrettanto velocemente di quanto
aveva fatto il legno un secolo prima. Dopo il 1973 il
petrolio sembrava avviato a diminuire seguendo un
diagramma circa parallelo a quello del carbone. Il
consumo del gas crebbe (sia nel mondo che in Italia)
con un andamento simile a quello del petrolio fino al
1970. Alcuni studiosi proposero allora un modello
deterministico preannunciando che nel 1980 la quota
crescente del gas naturale avrebbe sorpassato quello
decrescente del carbone. Vent'anni dopo questo - nel
mondo - non è ancora successo e le 4 fonti primarie
considerate sembra mirino a mantenere proporzioni
costanti (ma, nel 1999 il gas ha ripreso a crescere e
il carbone a diminuire). Sarebbe interessante riuscire
a prevedere da questi dati quali saranno i consumi
futuri, ma il fenomeno è complicato e dobbiamo
accontentarci di analizzare quello che è successo.
Forse in avvenire si troveranno modi più efficaci di
fare previsioni.
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L'aumento dei consumi e l'avvenire dell'energia
Il consumo mondiale di energia è cresciuto senza posa
nel secolo XX. Nel 1999 era di 365 EJ/anno [1 ExaJoule
= 1018 Joule]
corrispondenti a 8.530
MTEP
(milioni di tonnellate equivalenti di petrolio). Si
calcola che nel prossimo mezzo secolo avremo nel mondo
un aumento dei consumi di energia del 20%. Ciò
implicherà problemi relativi alla disponibilità di
risorse e agli impatti ambientali. Si teme un
riscaldamento globale del pianeta dovuto a ulteriori
incrementi dell'anidride carbonica contenuta
nell'atmosfera. In effetti: è vero che la temperatura
dell'atmosfera terrestre sta crescendo da circa due
secoli ed è vero che la percentuale di CO2 nell'atmosfera
sta crescendo di circa 1,5 parti per milione all'anno
- ma non è dimostrato affatto che questo secondo
processo sia causa del primo. Intanto altri temono
rischi dovuti a eventuali
guasti dei reattori nucleari.
Altri problemi potranno insorgere dalla mancata
armonizzazione
della rete di distribuzione con i sistemi tecnologici.
Le fonti più plausibili come surrogati di quelle
attuali sono:
·
reattori a fissione ipersicuri (ad alta temperatura
raffreddati a gas)
·
centrali idroelettriche (che potrebbero produrre nel
mondo l'80% dell'aumento citato); queste si dovranno
costruire in luoghi remoti in Africa, Asia e Sud
America e la potenza si dovrà trasportare a migliaia
di km in corrente continua a tensioni di oltre 1 MV.
·
centrali fotovoltaiche (purché il loro rendimento
aumenti e il costo del kW installato cali di 4 o 5
volte rispetto agli attuali 0,2 $/kWh)
·
reattori a fusione (meno probabili delle altre fonti).
La situazione è particolarmente critica per l'Italia,
che dipende pesantemente dalle importazioni. Oggi
importiamo oltre il 16% del nostro fabbisogno di
elettricità (principalmente dalla Francia). Le curve
di tendenza mirano per il 2020 a un consumo annuo di
330 TWh, contro una produzione di 240 TWh,
corrispondente alla importazione del 27% della domanda.
In Italia, la somma dell'energia usata dall'industria
e di quella usata dai trasporti è circa costante, ma
la prima decresce, mentre la seconda è in rapido
aumento.
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Risorse naturali: rischiano di esaurirsi?
Negli anni dopo il 1970 molti temevano che le risorse
naturali di combustibili fossili si avviassero a
esaurirsi. Lo aveva anticipato il famoso studio "I
limiti dello sviluppo" commissionato dal Club di
Roma e redatto dal Prof J.W. Forrester del
Massachusetts Institute of Technology. Lo studio
si basava su un modello matematico funzionante su
computer, in cui si analizzavano le variabili:
popolazione, produzione agricola e industriale,
risorse naturali, terre coltivabili, energia. Le
conclusioni erano pessimistiche: prevedevano una grave
crisi dovuta all'esaurimento del petrolio o di metalli
vari, oppure causata da inquinamento eccessivo, o
ancora da riduzione eccessiva delle aree agricole
dovuta all'esplosione della popolazione e alle
costruzioni conseguenti. In effetti in anni recenti
sono continuate le scoperte di nuovi giacimenti di
petrolio e gas, ed è noto che le riserve di carbon
fossile potranno soddisfare la domanda di energia per
molti secoli, purché si realizzino metodi per limitare
l'inquinamento.
Oggi il timore di esaurimento dei combustibili fossili
è molto diminuito. Si dice: "L'età della pietra
non è finita perchè erano finite le pietre". Si intende che
possiamo attenderci la scoperta di
nuove fonti energetiche.
u
Il risparmio energetico
Il
risparmio energetico viene
spesso citato come una fonte abbondante - a costo
minimo. F. Krause, dell'International Project for
Sustainable Energy Paths (cfr.: http://www.igc.apc.org/IPSEP.html),
sostiene che entro il 2020 l'Europa potrebbe
risparmiare fra 20 e 30 GigaEuro all'anno riducendo
drasticamente gli sprechi di elettricità. Ciò sarebbe
fattibile anche con usi finali che assorbano un 30% in
più di energia elettrica a causa della introduzione di
nuove elettrotecnologie in applicazioni che
attualmente sono non elettriche (e hanno rendimenti
più bassi) e a causa di uno sviluppo della domanda.
Per conseguire questo risultato sarebbe necessario di:
·
Migliorare l'isolamento di frigoriferi ed edifici;
·
Usare sistemi di illuminazione moderni;
·
Migliorare il rendimento dei motori regolandoli
elettronicamente;
·
Usare pompe di calore;
·
Introdurre nuovi processi industriali.
I calcoli di Krause sono corretti. Questa ragionevole
soluzione, però, incontra resistenza a causa della
assenza di una razionale pianificazione pubblica
seriamente promossa. La maggioranza degli utenti, poi,
sembra incapace di apprezzare il fatto che i risparmi
futuri sui consumi possono essere molto forti e
preferiscono risparmiare soldi al momento
dell'acquisto comprando elettrodomestici di basso
rendimento e meno cari. Dobbiamo continuare a lavorare
per realizzare soluzioni razionali.
u
La produzione e i consumi
Un quadro generale e statistiche complete sull'energia
mondiale sono disponibili all'indirizzo Internet
http://www.bp.com/centres/energy/index.asp. Il sito
della British Petroleum contiene il rapporto "The
Statistical Review of World Energy".
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