Fonografo



Fonografo (gr. phone, voce e gráphein, scrivere). Apparecchio atto a registrare e a riprodurre le parole e i suoni con un procedimento puramente meccanico che sfrutta l'incisione in profondità. (Sin. anche di   grammofono .)

u Tecnologia

L'idea di realizzare un apparecchio atto a riprodurre parole e suoni è antica: nel  XVII sec., ad es., Cyrano de Bergerac parla di pagine sulle quali passa un ago che riproduce le parole e la musica. All'inizio del XIX sec., il francese J. M. C. Duhamel (1797-1872) realizzò un'idea dell'inglese T. Young (1773-1829), cioè fissò uno stilo a una corda vibrante e ne registrò così le vibrazioni; E. Scott di Martinville (1817-1879), tipografo, nel 1857 fissò lo stilo a una membrana, registrando su di un cilindro rotante le parole, il canto e la musica: con questo apparecchio, che egli chiamò fonoautografo, stabilì sperimentalmente il principio della registrazione meccanica. A C. Cros, poeta e scienziato, si deve la scoperta, nel 1877, del principio del fonografo; l'apparecchio da lui ideato è noto col nome di paléophone. Nel 1877, l'inventore americano T. A. Edison realizzò il primo vero fonografo, che comprendeva un ricevitore, un registratore e un riproduttore: il ricevitore era una specie di cornetto acustico rovesciato; i movimenti del diaframma del ricevitore venivano trasmessi a un ago d'avorio fissato al centro del diaframma. Il registratore era costituito di un cilindro ricoperto da uno strato di cera davanti al quale si muoveva con velocità uniforme un carrellino portante il ricevitore e lo stilo; in tal modo la punta d'avorio dello stilo, a contatto con la superficie del cilindro, tracciava un solco in profondità corrispondente all'impulso fonico. Il riproduttore era costituito di un tronco di cono metallico cavo la cui base minore era chiusa da un foglio di carta tesa oppure da una sottile lamina vibrante (diaframma); al centro del diaframma era fissato un ago la cui punta seguiva esattamente il solco del cilindro del registratore e trasmetteva al diaframma stesso, sotto forma di vibrazioni, i segni incisi riproducendo così i suoni registrati.

Il termine fonografo, al pari di grammofono, è divenuto in seguito d'uso corrente per indicare gli apparecchi atti a riprodurre registrazioni su disco; il progresso dei metodi di registrazione e di riproduzione dei suoni su disco, che viene eseguita con due apparecchi diversi, ha fatto sostituire a questi generici termini quelli più propri di fonoregistratore, per la registrazione, e fonoriproduttore, per la riproduzione dei suoni.