Frigorifero

Frigorifero  agg. e s.m. (lat. frigus -oris, freddo e ferre, portare). Di locale o contenitore comprendente un impianto per la generazione del freddo.  Frigorifero domestico, frigorifero per uso familiare atto a refrigerare, conservare ed eventualmente congelare derrate alimentari.  Cella frigorifera, ambiente di piccole dimensioni atto a contenere derrate omogenee che richiedono temperatura molto bassa, facente parte di un magazzino frigorifero o di una nave frigorifera.  Magazzino frigorifero, magazzino per la conservazione di derrate, provvisto di impianto per la refrigerazione e di condizionamento dell'aria.  Nave frigorifera, nave la cui stiva è costituita di un insieme di celle frigorifere, provvista di un impianto di refrigerazione di potenzialità opportuna.  Carro frigorifero, carro ferroviario equipaggiato con un'installazione frigorigena o con scomparti atti a contenere blocchi di ghiaccio, avente le pareti con forte isolamento termico.

u Impianti

Un  frigorifero domestico è composto da un armadio di lamiera o di altro materiale solitamente smaltato, nell'interno del quale si trovano un comparto destinato a contenere le derrate da conservare e un altro comparto (normalmente separato) destinato alla macchina frigorigena. Ambedue i comparti sono accuratamente isolati termicamente; anche la porta è isolata e munita di chiusura stagna.

Il comparto destinato alla conservazione delle derrate racchiude poi un altro comparto di minori dimensioni, chiamato spesso freezer, che costituisce l'ambiente destinato a operare anche la congelazione. Un termostato permette di regolare la temperatura interna. La capacità utile di questi armadi varia, in media, da 35 a 250 dm³. La macchina frigorigena è solitamente sistemata nella parte inferiore dell'armadio, nell'interno del quale si trova per lo più il solo evaporatore, situato nel freezer. Sia i frigoriferi domestici, sia gli impianti di dimensioni medie e grandi utilizzano macchine frigorigene del tipo a compressione o ad assorbimento; queste ultime, però, sono applicate in genere ai soli frigoriferi domestici. Nelle macchine a compressione un fluido frigorigeno (ammoniaca, biossido di carbonio, biossido di zolfo, cloruro di metile, freon, ecc.) è anzitutto compresso in un compressore, quindi liquefatto per raffreddamento in un condensatore a circolazione d'aria e d'acqua. In condizione di surraffreddamento viene introdotto in una bombola contenitrice, detta receiver. Il liquido passa quindi attraverso una valvola di regolazione (collegata a un termostato) che ne provoca l'espansione nella quantità adeguata alla temperatura necessaria ed entra nell'evaporatore, in cui si espande generando il freddo richiesto; il fluido gassoso prodotto viene quindi aspirato dal compressore, compresso, liquefatto di nuovo e inizia un altro ciclo.

Negli impianti di medie e grandi dimensioni il freddo prodotto nell'evaporatore può essere trasmesso direttamente all'ambiente da raffreddare (raffreddamento per espansione diretta) o mediante una salamoia incongelabile, che sarà inviata al luogo d'impiego (celle di raffreddamento, frigoriferi, fabbriche di ghiaccio artificiale, ecc.); le macchine frigorigene a vapore d'acqua utilizzano un eiettocompressore invece del compressore. Le macchine ad assorbimento consistono in una caldaia (o bollitore) nel cui interno viene riscaldata la miscela di liquido (solvente) e fluido frigorigeno; il vapore che si sviluppa passa sotto notevole pressione in un condensatore, dove si liquefa, e successivamente all'evaporatore, dove si espande e ritorna allo stato gassoso, sottraendo calore dall'esterno, e quindi producendo freddo; il vapore viene infine assorbito dal liquido solvente in un apparecchio che si chiama assorbitore, dal quale ritorna alla caldaia.