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Funzione
Funzione
In matematica e nelle sue applicazioni, stretta
dipendenza tra grandezze che variano in relazione
l'una all'altra (per es. la circonferenza che varia
con il variare del raggio).

La definizione di funzione
Una quantità y è f. di un'altra quantità x (o di più
quantità x1, x2, ...), variabile in un certo insieme,
se esiste una legge che a ogni valore dell'insieme (o
sistema di valori) assegnato a x (o x1, x2, ...) fa
corrispondere uno o più valori di y. Questa
corrispondenza si indica in genere con la formula y =f
(x) o con y =f (x1, x2, ...). La x, variabile
indipendente, è detta argomento, e la y, variabile
dipendente, valore della f. f. Il concetto più
generale di f. coincide con quello di applicazione (o
di corrispondenza) di un insieme in un altro:
precisamente, dati due insiemi qualsiasi X, Y, si dice
f. una legge che a ogni elemento x di X associa un
elemento y di Y. X è l'insieme di definizione, o
dominio, della f.; l'insieme Y*, contenuto in Y,
descritto da y al variare di x in X si dice insieme di
variabilità o codominio. La f. è così rappresentata
dal simbolo f : X'→Y.
Funzioni monodrome, polidrome, a infiniti valori
Si chiama f. a un valore o monodroma una f. tale che,
per ogni scelta della o delle variabili indipendenti,
dia un solo valore per la variabile dipendente; per es.,
y =x2 + 5 x + 2. Si chiama f. a più valori o polidroma
una f. tale che, invece, dia due o più valori (in
numero però finito) per la variabile dipendente; per
es., y = ± √x. Si chiama f. a infiniti valori una f.
che, per ogni scelta della o delle variabili
indipendenti, dia luogo a infiniti valori della
variabile dipendente; per es. y = arcsenx (quando non
si pongano limitazioni per il valore di y). Data una
f. univoca (a un valore) y =f (x), può accadere che
ciascuno dei valori di y provenga da un unico valore
di x; questa legge, che a ogni y associa in questo
modo una x, è perciò una f. x =ϕ (y), è rappresentata
dalla f. inversa della f. data e si indica usualmente
con x = f −1(y). Una f. ammette la f. inversa in un
intervallo in cui sia sempre crescente o sempre
decrescente (al crescere della variabile indipendente
il valore della f. cresce sempre o, rispettivamente,
decresce sempre, cioè la f. è monotona): per es.,
l'inversa di y =x2 è x = + √‾y (per x > 0, y > 0),
l'inversa di y = ex è x = lny (per y > 0).
Funzioni comuni nell'analisi matematica
Le f. più diffuse sono le f. numeriche di variabili
numeriche, cioè le f. nelle quali i valori assunti
tanto dalla variabile indipendente x quanto dalla
variabile dipendente y sono numeri, reali o complessi.
Una f. numerica di variabile reale può essere
rappresentata su un piano cartesiano. L'insieme di
punti del piano cartesiano le cui coppie coordinate
sono date dai valori xi e yi=f (xi) costituisce il
grafico, o diagramma, della funzione. Una f. può
essere definita esplicitamente mediante un'espressione
analitica, vale a dire come il risultato di un insieme
di operazioni da eseguire su numeri (costanti) e sulle
variabili indipendenti, oppure implicitamente da una
relazione analitica tra la y e le variabili
indipendenti. Il caso più semplice di dipendenza
esplicita è quello delle f. razionali, intere e fratte,
nelle quali la y è data come un polinomio o
rispettivamente come un quoziente di polinomi nelle
variabili indipendenti. Il caso più semplice di
dipendenza implicita è quello delle f. algebriche, che
sono le f. definite implicitamente da relazioni del
tipo f (x, y)=0 nelle quali f (x, y) è un polinomio
nelle due variabili x, y (per es., y2−x = 0). Quando
una f. non è né razionale né algebrica si chiama f.
trascendente. Si dicono poi trascendenti elementari le
potenze di x con esponente irrazionale, le f.
circolari (o trigonometriche) e iperboliche e le loro
inverse, la f. esponenziale e la f. logaritmica. È
possibile inoltre effettuare la composizione di f.: se
y =f (u) e u = z (x) sono due f. date, allora si ha
che y è f. di x: y = f [ z (x) ], e tale f. si dice
composta mediante le due f. date. Per poter parlare
della f. composta bisogna, naturalmente, supporre che
l'insieme di variabilità di z sia contenuto (anche
soltanto in modo parziale) nell'insieme di definizione
della funzione.
Lo studio delle funzioni
Concetti fondamentali ai quali si fa ricorso
nell'esame di una f. sono quelli di continuità (→
continuo), derivabilità (→ derivata), integrabilità (→
integrale); si studiano le periocità della f.,
eventuali simmetrie, si calcolano limiti e asintoti,
quando possibile si ricorre allo sviluppo in serie per
trattare le f. più complesse. Le procedure che
permettono di analizzare una f. per determinarne
alcune caratteristiche qualitative e tracciarne un
grafico sommario che ne indichi l'andamento prendono
comunemente il nome di studio di funzione.
Le funzioni di verità
In logica matematica, f. indica un'operazione univoca
che, applicata a elementi (argomenti) di un certo
insieme, dà come risultato (valore) un elemento dello
stesso o di un altro insieme. Di particolare interesse,
sono le f. di verità che hanno, sia come argomenti sia
come valori, vero (V) e falso (F); vengono espresse di
solito da proposizioni composte ottenute da
proposizioni elementari (che possono essere appunto
vere o false) mediante opportuni connettivi negazione,
congiunzione, disgiunzione, implicazione ecc.),
ciascuno dei quali è a sua volta una f. di verità. La
corrispondenza tra i valori assunti dagli argomenti e
quelli assunti dalla f. può essere illustrata in una
tabella, detta tavola di verità della funzione.
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