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Gli animali transgenici
Gli animali transgenici sono animali in cui è stato
inserito un gene estraneo al loro genoma. Questo gene
può derivare dal DNA di un animale della stessa specie
o da quello di una specie diversa o addirittura essere
stato ricreato dall'uomo. In effetti nel topo, che è
la specie più usata per creare animali transgenici,
sono stati inseriti geni derivati da specie diverse,
quali l'uomo, gli insetti, i pesci o i batteri. I geni
così inseriti possono funzionare normalmente, in
quanto i meccanismi che presiedono alla trascrizione
in RNA e alla traduzione dell'RNA in proteine sono
essenzialmente gli stessi in tutte le forme viventi.
Da questo punto di vista, gli animali transgenici sono
la prova vivente della famosa osservazione di Jacques Monod
secondo cui
ciò che è vero per il batterio è vero per
l'elefante.
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La procedura di microiniezione
Un transgene di per se stesso è un gene che viene
inserito in una qualsiasi delle cellule di un
organismo, ma, per venir considerato transgenico in
senso stretto, l'animale deve contenere il gene in
tutte le cellule del suo organismo. Per far questo è necessario inserire il (trans)gene nella prima cellula
dell'embrione: in questo caso, se esso si integra nel
genoma del ricevente, verrà replicato ad ogni
divisione cellulare e pertanto tutte le cellule lo
erediteranno. L'inserimento viene generalmente
eseguito mediante microiniezione nel nucleo: il gene
che deve essere inserito viene messo in soluzione e
una piccola quantità di essa viene letteralmente
iniettata nel nucleo delle cellule riceventi, cioè
negli embrioni messi in coltura. Alcuni di questi
moriranno in seguito al danno provocato dalla
microiniezione, ma altri riusciranno a sopravvivere ed
alcuni "integreranno" il gene nel loro
genoma;
così, dopo essere stati reimpiantati nell'utero di
femmine della specie prescelta, daranno origine ad
animali transgenici.
Il topo è la specie in cui studi di questo genere sono
maggiormente effettuati, ma sono stati prodotti anche
bovini, ovini, suini e pesci transgenici. Nel caso di
questi animali si tratta generalmente di studi che
sono stati effettuati dopo quelli eseguiti nel topo e
la motivazione è essenzialmente economica in quanto si
spera di ottenere animali che abbiamo un risvolto
commercialmente sfruttabile. Nella speranza dei
ricercatori e degli investitori, la transgenesi
potrebbe migliorare le caratteristiche nutritive di
questi animali o potrebbe produrre animali che
secernono nel latte farmaci difficilmente ottenibili
per altre vie.
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L'importanza scientifica
L'importanza scientifica di questi animali è dovuta al
fatto che in una certa percentuale di essi il
transgene viene espresso e produce la sua proteina nel
modo e nei tempi che il ricercatore desidera. Il
ricercatore, ad esempio, può studiare come un gene
viene regolato normalmente o può forzare la sua
espressione in maniera anormale, così da vedere cosa
succede quando troppa proteina viene prodotta o quando
essa viene prodotta in tessuti che normalmente non la
producono. E' possibile, inoltre, modificare il gene a
piacimento e studiare l'effetto di proteine diverse da
quelle naturali e anche di proteine chimeriche,
composte da pezzi di DNA derivanti da specie diverse.
E' difficile sopravalutare l'impatto che gli animali
transgenici hanno avuto in campo biomedico. Essi sono
stati utilizzati per studiare il cancro e di altre
malattie che colpiscono l'uomo, i meccanismi di base
dell'espressione genica, la terapia genica, lo
sviluppo embrionale e persino per produrre farmaci da
utilizzare in patologia umana. Inoltre essi sono stati
la base per la produzione di animali modificati di
altro tipo, quali gli
animali knockout
e infine gli
animali clonati.
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Topi e brevetti
L'importanza degli animali transgenici non si limita
alla scienza biomedica ma è anche squisitamente
biotecnologica. Nel 1983, Phil Leder e i suoi colleghi
di Harvard hanno inserito un oncogene (un gene che
provoca l'insorgenza di tumori) in un topo, facendolo
esprimere nel tessuto della ghiandola mammaria. Come
ipotizzato dagli sperimentatori, il topo sviluppò
tumori della mammella. I ricercatori pensarono che
questo animale avrebbe potuto servire da modello per
lo studio della patologia tumorale e brevettarono il
topo (oncotopo o topo di Harvard). Questo brevetto,
concesso dagli Stati Uniti e tuttora in attesa di
giudizio in Europa, ha dato il via al dibattito sulla
brevettabilità
delle forme viventi.
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