Gli
anticorpi
Proteine che vengono prodotte e messe in circolo dai linfociti B e dalle
plasmacellule come risposta a un antigene o, nel caso delle malattie
allergiche, a un allergene.
La dimensione e la tipologia del repertorio di anticorpi di un individuo
sono prima di tutto determinate dal
corredo genetico
e solo secondariamente influenzate dai contatti con agenti estranei. Di
fronte a una minaccia esterna vera o presunta, il sistema immunitario
seleziona infatti da un enorme repertorio di molecole già presenti
nell'individuo quelle che maggiormente si adattano alle caratteristiche
dell'antigene esterno. Per la scoperta del modo selettivo in cui funziona
il sistema immunitario, sir Macfarlane Burnet ha ricevuto il premio Nobel
nel 1960.
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L'attività specifica
In base alla teoria delle selezione clonale, l'attività degli anticorpi è
specifica per ciascun antigene, con cui possono formare legami. Nel sangue
gli anticorpi si possono trovare in forma libera, oppure all'interno di
complessi immuni. Sono inoltre in grado di attivare particolari cellule
della difesa immunitaria, legandosi a specifici recettori di membrana;
questa cellule liberano mediatori dell'infiammazione come l'istamina e gli
anticorpi si possono così considerare come gli elementi base della
risposta immunitaria umorale e dell'allergia di tipo immediato.
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L'impiego terapeutico
Gli anticorpi sono essenziali per combattere le infezioni batteriche, ma
particolari forme di anticorpi provenienti dall'esterno possono essere
usate a scopo terapeutico.
Gli anticorpi
anti-linfociti
sono ottenuti da animali e sono specifici contro alcune molecole della
superficie dei linfociti che portano alla distruzione delle cellule
bersaglio, o alla loro inibizione quando la molecola-bersaglio è un
recettore coinvolto nell'attivazione linfocitaria. Sono soprattutto
utilizzati per evitare il rigetto dei trapianti d'organo, ma sono stati
utilizzati anche in alcune malattie autoimmuni, con risultati promettenti.
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