I farmaci
ricombinanti
Se la
terapia genica sta ancora muovendo i suoi primi passi, bisogna riconoscere
che la farmacologia basata sulle tecniche di ingegneria genetica ha già
raggiunto ottimi risultati. Oggi è disponibile oltre una ventina di
prodotti che vengono utilizzati in terapia. Si tratta, in alcuni casi, di
prodotti classici che vengono ottenuti tramite tecniche di ingegneria
genetica, mentre in altri casi si tratta di prodotti di nuova concezione
che sono possibili solo grazie alle scoperte di questi ultimi decenni. Il
termine "ricombinante" dipende appunto dal fatto che questi farmaci sono
ottenuti con la tecnica del DNA ricombinante, il che è come dire con le
tecniche di
ingegneria genetica.
Se una ventina sono i prodotti approvati per la terapia, molti di più sono
quelli che sono in corso di studio. Bisogna ricordare che sono necessari
quasi dieci d'anni perchè un composto promettente possa passare tutti i
test stringenti e ottenere l'approvazione dalle autorità mediche.
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L'insulina
Tra tutti farmaci, l'insulina merita un posto centrale. Essa appartiene
alla prima classe di farmaci ricombinanti, quelli che erano già noti e di
cui la genetica ha solo modificato la tecnica produttiva. Il diabete è una
malattia estremamente diffusa e l'insulina è spesso un presidio
indispensabile per questa malattia. Prima dell'era del DNA ricombinante,
l'insulina veniva estratta dal pancreas di maiali. Oggi invece l'insulina
che viene usata è quella umana. Per ottenerla non si fa altro che inserire
il gene che la codifica in cellule batteriche, sulla base del fatto che il
codice genetico e i meccanismi di produzione di proteine sono gli stessi
nel batterio e nell'uomo.
Questo tuttavia non è sempre vero, perchè certe proteine necessitano, per
essere attive, di alcune modifiche (dette post-traduzionali, ad indicare
che avvengono dopo che la proteina è stata costruita sui ribosomi) che non
tutte le cellule possono compiere. Per ovviare a questo problema, alcuni
farmaci vengono prodotti in cellule di mammifero, mentre altri,
addirittura, vengono fatti secernere nel latte
di animali transgenici.
u
I vantaggi dei farmaci ricombinanti
Al di là di questi problemi tecnici, è certo che il numero di farmaci
prodotti in questo modo aumenterà sempre più. Tra gli altri benefici,
possiamo citare il fatto di poter disporre di farmaci umani, ottenuti con
tecnologie pulite a minor costo e che non sono a rischio di contaminazione
(pensiamo ad esempio agli emofilici che contrassero l'AIDS prima che
fossero disponibili i fattori antiemofilici ricombinanti e alla storia dei
nani ipofisarici che svilupparono il
morbo
della mucca pazza). Tra
i farmaci più noti possiamo ricordare oltre all'insulina e all'ormone
della crescita, l'eritropoietina e i fattori antiangiogenici che
promettono di essere utili nella terapia del cancro.
Infine c'è tutta la serie di farmaci che non sarebbero esistiti senza le
scoperte della genetica. Anticorpi monoclonali e oligonucleotidi antisenso
sono prodotti della biologia che hanno già raggiunto il letto del malato.
E ora che il genoma dell'uomo, come quello di molti microrganismi, è stato
sequenziato, numerose compagnie stanno investendo in maniera massiccia sui
cosiddetti farmaci gnomici, cioè su quelle sostanze prodotte da noi stessi
o da altri organismi viventi che si riveleranno utili per la terapia del
cancro e di altre malattie. Il futuro, in questo campo, non è ancora
iniziato.
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