I luoghi della scienza: corti e mecenatismo
Introduzione
Nel corso del Cinquecento le corti si affermano come ì veri
centri di produzione culturale e, attraverso il mecenatismo dei principi, sono
il luogo di propagazione delle nuove idee scientifiche.
Il mecenatismo delle scienze
Tra Quattro e Cinquecento le corti assumono sempre più il ruolo di centri di
produzione culturale, divengono luoghi in cui si raccolgono non solo artisti e
letterati, ma anche filosofi, medici e scienziati. Il mecenatismo è parte
integrante dell'esercizio del potere del principe e, nello stesso tempo, uno dei
principali fattori che contribuiscono alla diffusione delle scienze. Le corti
divengono così le sedi privilegiate per la diffusione di nuove idee
scientifiche, spesso bandite dalle università. In particolare gli Asburgo — e
soprattutto Rodolfo II — accordano la loro protezione a naturalisti, medici e
astronomi. In Italia il mecenatismo delle scienze si verifica in primo luogo in
Toscana, dove i Medici si mostrano perso
nalmente interessati alle scienze esatte e alle scienze occulte. Il mecenatismo
si estende dalle arti alle scienze anche a Roma e nei centri minori dell'Italia
centrale e settentrionale (come Urbino e Ferrara). In Spagna e Portogallo il
mecenatismo si sviluppa in stretta relazione ai viaggi e alle esplorazioni, che
richiedono qualificati cartografi e navigatori. In Inghilterra i sovrani Tudor —
in particolare Elisabetta I — proteggono matematici e geografi, la cui opera è
finalizzata ad accrescere la potenza inglese nei mari. In Francia, con
l'appoggio di Enrico III, fiorisce l'Accademia del poeta Jean-Antoine de Baff
(1532-1598), in cui sono discussi temi filosofici e scientifici, tra cui la
cosmologia copernicana.
In Europa centrale e in Danimarca
I principi tedeschi si distinguono soprattutto per la protezione che accordano
ai sostenitori della medicina di Paracelso, che invece le maggiori università
europee condannano duramente. La prima diffusione del movimento paracelsiano sarebbe stata impossibile
senza l'attivo sostegno delle corti: i paracelsiani (e in numerose corti anche
gli alchimisti) trovano nei principi un attivo supporto finanziario che consente
la pubblicazione delle loro opere, e spesso permette loro di creare un
laboratorio. Alla corte di Otto Heinrich, duca di Neuberg, poi elettore
palatino, trova ospitalità Adam von Bodenstein (1528-1577), uno dei primi a
diffondere il pensiero di Paracelso, e Alexander von Suchten, autore di un
famoso trattato sull'antimonio. Un altro patrono dei paracelsiani è Augusto I di
Sassonia, alla cui corte opera Michael Toxites, curatore dell'edizione di
numerose opere di Paracelso.
Una delle figure più interessanti nell'ambito del mecenatismo delle arti e delle
scienze in Europa è Rodolfo II (1522-1612), figlio di Massimiliano II (anch'egli
mecenate delle arti e delle scienze). Nella sua corte a Praga , Rodolfo II
raccoglie medici, paracelsiani e alchimisti (Ercker, Croll, Ruland, Maier),
naturalisti (Mattioli e Dodoens), nonché astronomi e astrologi. Tra questi vi è
l'astronomo danese Tycho Brahe, che nel 1599 diviene matematico di corte,
posizione poi occupata da Keplero. Rodolfo II non è solo un mecenate, ma è un
accanito collezionista di opere d'arte e di minerali, e si interessa
direttamente alle scienze, sia alle scienze occulte sia alle applicazioni
pratiche, in particolare alla metallurgia e alla mineralogia.
Nel 1577, il re di Danimarca dà in feudo a Brahe l'isola di Hveen, nel Sund,
dove l'astronomo costruisce il castello di Uraniborg che diventa la sede di un
osservatorio e di vari laboratori. Qui Brahe compie osservazioni per un
ventennio, e costruisce strumenti astronomici molto più precisi di quelli allora
in uso.
In Italia
In Toscana — nell'ambito del consolidamento politico dello Stato — Cosimo I de'
Medici (1519-1574) dà un contributo significativo allo sviluppo delle scienze,
riorganizzando l'ateneo pisano e chiamando proféssori di prestigio. Egli stesso
si dedica a studi di botanica e lavora nella Fonderia, un vero e proprio
laboratorio costruito all'interno di Palazzo Vecchio. Tra gli interessi di
Cosimo I vi è l'alchimia, coltivata anche dal suo erede Francesco I che si
dedica soprattutto allo studio delle scienze della natura, in particolare di
fenomeni fuori del comune, nonché alla preparazione di farmaci dai poteri
straordinari e di meccanismi meravigliosi, come quelli per realizzare il moto
perpetuo. La corte medicea diviene uno dei centri della penisola più attivi nel
campo della ricerca naturalistica; vi confluiscono materiali e conoscenze da
varie località europee e dal Nuovo Mondo. Ferdinando de' Medici, mentre è ancora
cardinale a Roma, e prima di succedere al fratello Francesco I, utilizza i
canali della diplomazia pontificia, per fare arrivare a Firenze numerosi reperti
naturalistici dall'America.
A Urbino i Montefeltro sono i mecenati di scienziati e tecnici, come
Luca
Pacioli, Federico Commandino, Francesco di Giorgio Martini e Guidobaldo Del
Monte. Importante la protezione accordata a eminenti medici che operano come
medici di corte, ricevendo vantaggi economici, aiuti per la pubblicazione delle
loro opere e spesso cattedre nelle università. È il
caso di Nicolò Leoniceno, professore di medicina a Ferrara e medico dei duchi,
che per circa cinquant'anni si dedica a studi di botanica e farmacologia.
In Inghilterra e in Francia
Il mecenatismo dei sovrani inglesi, da Enrico VIII a Giacomo I, si orienta in
primo luogo verso i costruttori di macchine, di strumenti musicali e di orologi,
e in generale di opere non finalizzate ad applicazioni pratiche, ma a scopo
ricreativo. Tuttavia, si sostengono anche i costruttori di strumenti scientifici
e i cartografi, le cui opere e competenze favoriscono l'accrescimento della
potenza economica inglese. A beneficiare del mecenatismo della corte inglese,
nella seconda metà del secolo, vi sono numerosi astronomi e matematici, alcuni
dei quali copernicani, come Thomas Digges e Thomas Harriot, o favorevoli a
Copernico, come Robert Recorde e William Gilbert; questi ultimi hanno anche la
funzione di medici di corte, rispettivamente di Maria Tudor e di Elisabetta I.
John Dee, matematico, astrologo, alchimista e mago, riceve una pensione da
Edoardo VI e successivamente è al servizio della regina Elisabetta I come
consulente per la navigazione, con il compito di costruire strumenti e produrre
carte geografiche. Ma l'attività a corte di John Dee si estende anche
all'astrologia e alla magia:
nel 1577 egli è invitato dalla regina a interpretare il significato
dell'apparizione delle comete e subito dopo deve mettere a frutto le sue arti
magiche per liberare Elisabetta da un maleficio.
In Francia il mecenatismo, che
con Francesco I è limitato all'ambito artistico, con Carlo IX e Enrico III si
estende anche alla letteratura, alla filosofia e alle scienze. Sotto Carlo IX,
Jean-Antoine de Baif organizza incontri di musicisti e di poeti che nel 1570
ricevono, malgrado l'opposizione della Sorbona, un riconoscimento ufficiale da
parte del sovrano. Si tratta della prima accademia francese che, alla morte del
sovrano, ottiene la protezione di Enrico III, personalmente interessato alla
filosofia, e diventa l'Académie du Palais, sotto la direzione di Guy de Pibrac.
Le attività dell'accademia, di cui fanno parte Ronsard, Dorat,
Jodelle, Tyard, Aubigné e Jacques Davy du Perron, si estendono alla filosofia e
alle scienze. Nuove concezioni scientifiche, tra cui il copernicanesimo, sono
dibattute dagli accademici e dal sovrano, che esprime vivo interesse per il
pensiero di Giordano Bruno, a Parigi tra il 1581 e il 1583. Le guerre di
religione provocano poi un rapido declino delle attività dell'Académie du
Palais. Nel vivo delle guerre di religione, grazie all'appoggio del duca Anne de
Montmorency, l'ugonotto Bernard Palissy, dopo essere stato incarcerato a
Bordeaux nel 1559, ottiene la protezione della regina madre Caterina de' Medici
che, oltre a salvargli la vita, lo impiega come ceramista nella decorazione
delle Tuileries. Nel 1575, a Parigi, Palissy tiene una serie di lezioni di
storia naturale e crea una collezione di "oggetti straordinari e mostruosità
della natura". Le sue attività scientifiche e tecniche terminano nel 1588, anno
in cui viene arrestato, perché protestante, e incarcerato alla Bastiglia.
In Spagna e in Portogallo
I sovrani spagnoli, impegnati nella colonizzazione del Nuovo Mondo, mostrano
particolare interesse per gli studi astronomici e cartografici. Sono legate alla
navigazione anche le ricerche in campo naturalistico che Filippo II commissiona
nel Nuovo Mondo. Nel 1503, la corona crea a Siviglia la Casa de Contratación
che, da ufficio per il controllo della navigazione e dei commerci con il Nuovo
Mondo, diviene in seguito centro d'insegnamento e di diffusione delle conoscenze
scientifiche e tecniche legate alla navigazione.
La necessità di accumulare ricchezze e conoscenze (sia geografiche sia
naturalistiche) provenienti dall'America spinge Filippo II ad associare al
Consiglio delle Indie il cosmografo Juan Lopez Velasco, che raccoglie
osservazioni astronomiche condotte nelle Indie Occidentali. Nel 1570 Filippo II,
personalmente interessato alla botanica, promuove una spedizione scientifica nel
Nuovo Mondo sotto la guida del geografo portoghese Francisco Dominguez, e affida
al medico Francisco Hernandez il compito di effettuare uno studio della fauna e
della flora del Messico. Ai viceré viene richiesto di mettere a disposizione
alcuni artisti, perché realizzino illustrazioni delle piante locali. Il
risultato della spedizione è una monumentale raccolta di dati, all'interno della
quale sono descritti e accuratamente raffigurati piante e animali. A causa
dell'enorme mole di materiale, Filippo II non si impegna a far pubblicare la
raccolta di Hernandez; di essa il medico italiano Nardo Antonio Recchi, allora
presente alla corte di Madrid, compone un compendio (non pubblicato) e, in
seguito, l'Accademia dei Lincei ne prepara una parziale edizione a stampa, il
Tesoro messicano, che compare solo nel 1651. A Madrid, nel 1582, Filippo II
inaugura l'Accademia delle Scienze, dove scienziati di vari Paesi tengono
periodicamente lezioni, soprattutto su argomenti di matematica e ingegneria.
Oltre alle conferenze, i membri dell'accademia preparano traduzioni in
castigliano di opere scientifiche e costruiscono strumenti scientifici.
I sovrani portoghesi del XV e del XVI secolo hanno piena consapevolezza
dell'importanza degli studi di astronomia per la navigazione. L'astronomo ebreo
Abraham Zacut, cacciato dalla Spagna per non essersi convertito al
cattolicesimo, si rifugia in Portogallo, dove lavora per pochi anni — in quanto
viene espulso anche dal Portogallo — come astronomo di corte e contribuisce
all'organizzazione della spedizione di
Vasco de Gama. Successivamente
l'astronomo Pedro Nuhez, un conversos (ebreo convertito al cattolicesimo),
lavora per il re portoghese Giovanni III (1502-1557) come astronomo e medico di
corte e poi riceve la cattedra di astronomia all'università di Coimbra. Nuriez
insegna astronomia ai membri della corte e a esponenti della nobiltà, ed è
quindi nominato supervisore della marina portoghese, con la funzione — tra le
altre — di controllare la produzione di carte per la navigazione.
Insieme a una diretta iniziativa di promozione di alcune aree della scienza, i
sovrani della penisola iberica praticano però una politica religiosa fortemente repressiva —
dall'espulsione degli ebrei al controllo del commercio librario — che
rappresenta un grave ostacolo alla formazione di una stabile comunità
scientifica e a una duratura tradizione di ricerca.