I NEO (Near Earth Object)

NEO è un acronimo che sta per Near Earth Object (oggetti vicini alla Terra) ed indica quella popolazione di corpi che, orbitando intorno al Sole, si trova a distanza relativamente ridotta dalla Terra. In altri termini, si tratta di quei corpi, comete e soprattutto asteroidi, per i quali esiste una seppur piccola probabilità d'impatto con il nostro pianeta.

u L'origine dei NEO

La maggior parte degli asteroidi si muove intorno al Sole tra l'orbita di Marte e quella di Giove, nella posizione identificata dalla legge di Titius-Bode. L'orbita degli asteroidi è soggetta a notevoli perturbazioni gravitazionali, dovute a particolari configurazioni geometriche con il Sole e Giove. In certi casi (detti risonanze di moto medio) gli asteroidi sono strappati alla loro orbita, con un destino che varia secondo il tipo di risonanza della loro orbita iniziale ma che, nella maggior parte dei casi, prevede un impatto sul Sole o l'espulsione dal Sistema Solare.

Alcuni asteroidi possono sopravvivere a questo destino e disporsi su orbite il cui perielio (punto di minima distanza dal Sole) cade all'interno delle orbite dei pianeti terrestri (Mercurio, Venere e Marte). In questo caso, l'asteroide risentirà anche delle perturbazioni gravitazionali dovute a Venere e alla Terra.

L'orbita di un asteroide soggetto a interazioni di questo genere diventa molto difficilmente prevedibile, per l'elevato numero di sorgenti gravitazionali che giocano un ruolo importante nella sua evoluzione dinamica.

A causa della vicinanza di parte della loro orbita con la Terra, asteroidi di questo genere (NEA, Near Earth Asteroids) possono collidere con il nostro pianeta.

Meccanismi simili possono agire anche sulle comete che si trovano nella fascia di Kuiper, modificando le loro orbite usuali e proiettandole verso l'interno del Sistema Solare.
 

u L'effetto Yarkovski

Un fenomeno di origine non gravitazionale che è alla base di variazioni orbitali degli asteroidi è l'effetto Yarkovski, dal nome dello scienziato russo che lo scoprì all'inizio del '900. In pratica, la faccia di un asteroide, illuminata dal Sole, si riscalda ed emette radiazione infrarossa. Si noti che, poichè l'asteroide ruota, le zone riscaldate si trovano ad emettere anche quando ormai non sono più rivolte direttamente verso il Sole. In ogni caso, l'eccesso di fotoni emesso dall'asteroide determina una specie di effetto razzo, che spinge il corpo celeste fuori dalla propria orbita.

Caratteristiche orbitali dei NEO

Fra la popolazione dei NEO, si distinguono tre classi che rivestono un interesse particolare in considerazione della loro possibilità d'impatto con la Terra.

Gli Amor sono oggetti orbitanti la cui distanza minima dal Sole (la distanza del perielio) è compresa fra 1,3 e 1,017 unità astronomiche. Quest'ultimo valore coincide con il punto di massima distanza della Terra dal Sole. Quindi, in pratica, l'orbita degli Amor non tocca quella della Terra, con l'eccezione, al più, in un singolo punto radente.

Gli Apollo sono invece corpi orbitanti con periodo di rivoluzione maggiore di un anno e la cui orbita incrocia quella Terra.

Anche l'orbita degli Aten attraversa quella della Terra, ma il periodo di rivoluzione è inferiore ad un anno. A causa delle orbite caotiche che li contraddistinguono, elementi di una classe possono migrare in classi diversi, su tempi dell'ordine di parecchi milioni di anni.

Una classe recentemente introdotta è quella dei PHA (Potentially Hazardous Asteroids), che classifica gli asteroidi sulla base della loro pericolosità attuale: sono gli asteroidi che passano vicino all'orbita terrestre a meno di 0,05 unità astronomiche, cioè a meno di circa 7,5 milioni di km.

Attualmente si stima che esista qualche decina di NEO di dimensioni maggiori di 5 km, mentre il numero di quelli di dimensioni comprese fra 1 e 5 km potrebbe aggirarsi intorno ai 1500. Infine il numero di NEO di 100 metri circa è stimato intorno a 150.000. Le stime sono da considerarsi puramente indicative, a causa di una serie di problemi legati all'osservazione di questi oggetti astronomici, che sono di dimensioni piuttosto ridotte, di bassa capacità riflettente e che spesso si muovono su orbite inclinate rispetto al piano orbitale della Terra.
 

u La pericolosità dei NEO

La caoticità delle orbite degli asteroidi in presenza di risonanze o di passaggi nelle vicinanze a pianeti non rende possibile prevedere in modo esatto e certo l'evoluzione di questi corpi, anche se la misura dei parametri orbitali al momento della loro osservazione può essere misurata con grande esattezza. Tuttavia, anche se non è possibile predire l'impatto con la Terra, è comunque possibile calcolare la probabilità che un evento del genere si verifichi.

Per farlo dobbiamo tenere conto di due fattori:

·      il numero di NEO che potrebbero dare conseguenze catastrofiche in caso di impatto coincide con il numero di NEO di dimensioni superiori a 1 km, ovvero circa 1500;

·      la probabilità media che un asteroide collida con la Terra è compresa, secondo le stime, fra 0,5 miliardesimi e 4 miliardesimi ogni anno. Ovvero, ci si aspetta da 0,5 a 4 collisioni ogni miliardo di anni.

Per ottenere il numero medio di collisioni catastrofiche occorre moltiplicare i due numeri visti sopra. A conti fatti, si prevede da 0,75 a 6 impatti ogni milione di anni, a seconda dello stato d'animo (ottimista o meno) di chi fa il calcolo.


29 settembre 2004
Asteroide Toutatis passa vicinissimo alla Terra

Toutatis è un nome di origine celtica. Nell'antica mitologia il suo significato era accostato a quello di Ares o Marte, ovvero il dio della guerra. Letteralmente significa "padre della tribù". Nome reso noto al pubblico, grazie anche alla simpatica eclamazione di Asterix "Per Toutatis". L'astronomo francese Christian Polla, scelse proprio questo nome dalle antiche origini, per battezzare l'asteroide catalogato con il numero 4179: tale asteroide il 29 settembre del 2004 si è avvicinato moltissimo alla terra, a circa 1,5 milioni di Km, una vicinanza che era stata registrata solamente nel lontano 1353
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u La scala Torino

Nel giugno 1999, su proposta del fisico statunitense Binzel, nel corso di un congresso a Torino, è stata messa a punto una scala di pericolosità per classificare i NEO, a seconda della probabilità di impatto con la Terra.

Il grado 0 non comporta alcuna conseguenza. Il grado 1 necessita di un controllo continuo dell'oggetto. I gradi 2-4 necessitano di attenzioni particolari e possibili studi di intervento. I gradi 5-7 sono da considerare allarmanti e necessitano preparazione di interventi. I gradi 8-10 rappresentano collisioni sicure e necessitano interventi.