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I ribozimi
I ribozimi sono delle particolari molecole di
RNA,
scoperte negli anni '80 da Cech e Altman (ai quali
venne assegnato il premio nobel nel 1989), che
possiedono un'attività catalitica simile a quella
degli enzimi. La stessa parola "ribozima" richiama
infatti alla mente una molecola che ha le
caratteristiche sia di acido ribonucleico che di
enzima.
Esistono ribozimi di dimensione e struttura differenti,
ritrovati nelle cellule di piante,
Eucarioti inferiori, Anfibi, Procarioti, Batteriofagi,
virus che infettano le piante e nel virus dell'epatite
delta che infetta l'uomo.
Dei particolari ribozimi, detti self-splicing,
sono stati scoperti per la prima volta nella
Tetrahymena thermophila (un
Ciliato).
Questi ribozimi sono in grado di compiere da soli il
compito (normalmente svolto da
proteine)
di ripulire l'RNA da sequenze prive di significato
dette
introni
e di ricucire (da qui il termine self-splicing)
la molecola. Perchè avvengano queste reazioni è spesso
necessaria la presenza di cofattori (componenti non
proteici degli enzimi) come guanosina e magnesio.
Un'altra classe di ribozimi è data dalle Ribonucleasi
P, una endoribonucleasi (molecola che scinde l'RNA).
Recentemente è stata prodotta in vitro una nuova
classe di acidi nucleici catalitici costituiti solo da
DNA. Gli studi in questo campo sono solo agli inizi.
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Le applicazioni terapeutiche
L'importanza dei ribozimi in terapia sta nel fatto che
possono essere utilizzati in piccola quantità e
indirizzati su uno specifico RNA bersaglio, risultando
così non nocivi per l'organismo.
Nella terapia anticancro si sta studiando la
possibilità di utilizzare enzimi in grado di
riconoscere e degradare un RNA aberrante prodotto da
un
oncogene.
Molto studiata è anche la possibilità di utilizzare i
ribozimi nella terapia di malattie genetiche e di
malattie da virus come ad esempio l'HIV che provoca
l'AIDS.
Fra le applicazioni terapeutiche dei ribozimi molto
studiata è la "progettazione" di un enzima che renda
inoffensivo il virus HCV (virus
dell'epatite
C, che ha un'alta diffusione mondiale) e il virus
dell'epatite B.
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