Il
controllo motorio
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L'organizzazione mentale dei movimenti
Uno degli scopi principali per cui gli animali più evoluti, caratterizzati
da un comportamento complesso, hanno bisogno di rappresentazioni interne
della realtà esterna, è quello di guidare i movimenti delle varie parti
del corpo nello spazio. Tutte le strutture impegnate nel controllo motorio
diretto, localizzate nel midollo spinale, nel tronco encefalico e in
quelle aree della corteccia che si attivano selettivamente per elaborare
l'informazione riguardo ai movimenti del corpo (la corteccia motoria) sono
caratterizzate da una forte segregazione dell'informazione. Questo
significa che l'ordine topografico è mantenuto nelle connessioni tra la
corteccia e le strutture sottocorticali: una porzione specifica della
corteccia motoria nell'emisfero destro controlla una parte specifica della
metà sinistra del corpo, poniamo l'avambraccio, trasferendo l'informazione
attraverso porzioni specifiche (che riguardano l'avambraccio e non un
altra parte del corpo) degli stadi intermedi.
E' interessante che la sorgente corticale del flusso discendente di
informazione sui movimenti è comparsa piuttosto tardi
filogeneticamente:
solo nei mammiferi in pratica esiste una gestione dei movimenti così
complessa ai livelli più alti del sistema nervoso.
Il sistema motorio si trova ad integrare un'enorme quantità di
informazioni, da quelle che riguardano gli eventi e la conformazione
dell'ambiente circostante, a quelle che si riferiscono all'atto motorio
stesso (la distribuzione delle masse delle varie parti del corpo, lo stato
istantaneo di muscoli e ossa), alla precisa scansione temporale, a
eventuali stati emotivi particolari o alla specifica motivazione che
spinge ad un atto motorio.
u
Movimenti volontari, involontari e apprendimento
Come nel caso dell'esperienza sensoriale, gran parte dell'attività nervosa
che rende possibile l'esecuzione di un movimento non raggiunge il livello
della coscienza. I movimenti sono tradizionalmente divisi in volontari,
ovvero coscienti, o soggetti a controllo corticale, e involontari, come
sono ad esempio i riflessi e alcuni moti ritmici legati alla sopravvivenza.
Esistono però anche situazioni intermedie, in cui un movimento ripetitivo
(come camminare o correre) può essere controllato dalla nostra volontà ma
non abbiamo bisogno di pensarci su per eseguirlo. In generale i movimenti
volontari possono essere imparati. Il
cervelletto,
che ha una funzione di controllo indiretto sui movimenti, sembra avere un
ruolo cruciale nell'apprendimento: la sua attività è particolarmente
sostenuta quando ci si trova ad affrontare un compito motorio nuovo e si
riduce quando lo stesso compito viene ripetuto. Un'altra importante
funzione indiretta è svolta anche dai gangli della base (o
nuclei grigi basali),
una struttura sottocorticale che riceve input da tutte le aree
della corteccia ed invia il suo output, attraverso il
talamo,
alle aree della corteccia che si attivano nella preparazione e
nell'attuazione di un movimento. I gangli basali svolgono un ruolo
importante nel facilitare o sopprimere certi movimenti volontari e una
disfunzione di questa struttura può provocare gravi disturbi come il
morbo di Parkinson.
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