Il
diabete
Insulina
Una
persona su cento ha troppo zucchero nel sangue, perchè
l'ormone
predisposto per mantenerne i livelli giusti, l'insulina, non riesce a
funzionare bene, oppure non viene prodotto dal pancreas, che è l'organo
dove è, di norma, sintetizzato. A seconda delle cause, una persona può
soffrire di
diabete
insulinodipendente (o di I tipo, o giovanile), di diabete non
insulinodipendente (o di II tipo, o della maturità) e di diabete provocato
da malattie diverse. La forma di I tipo colpisce già nell'infanzia; è
causata da una reazione autoimmune dell'organismo che man mano distrugge
le cellule pancreatiche. La forma di II tipo è, invece, tipica dell'età
adulta e matura, viene innescata da una dieta troppo ricca e dalla carenza
di attività fisica ed è più frequente nei soggetti che hanno familiari che
soffrono della malattia.
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I due tipi fondamentali di diabete
Il diabete di tipo I è tipico dell'infanzia. La causa non è unica, perchè
entrano in gioco più fattori, a cominciare da quello genetico. Non è
ancora chiaro perchè l'organismo decida di scatenare la reazione di
distruzione delle cellule produttrici di
insulina.
Questo ormone viene prodotto per mantenere i livelli di glucosio nel
sangue attorno a un valore standard di 110 mg/dl (glicemia normale).
L'insulina permette insomma all'organismo di utilizzare il glucosio che
proviene dagli alimenti. Senza insulina l'organismo cerca un'altra fonte
di energia e consuma troppo le scorte di grassi. Si innesca così un doppio
squilibrio che, se non viene corretto, può risultare fatale. L'unica cura
nel diabete di tipo I è la quotidiana somministrazione di insulina per via
iniettiva. Inoltre è necessario seguire una dieta specifica e regole di
vita che vengono suggerite dal medico.
Il diabete di tipo II è la forma prevalente (tra il 70 e il 90 per cento
di tutti i casi di diabete). E' più frequente nei soggetti obesi o in
sovrappeso e in chi ha familiari che hanno sofferto o soffrono della
malattia: quindi, anche in questo caso, la genetica ha un ruolo importante.
Ma non è il solo: in questo caso l'alimentazione è decisiva per scatenare
questa forma di diabete. Infatti, nel diabete di tipo II (non
insulinodipendente), l'ormone è presente nel sangue in quantità
sufficiente, ma le cellule non sanno più utilizzarlo, perchè sfiancate dal
superlavoro a cui le ha costrette l'alimentazione scorretta. Se il diabete
di tipo II è insorto da poco tempo, è spesso possibile curarlo con una
dieta adeguata e modificando in modo più salutare lo stile di vita. Se la
dieta non basta, non occorre utilizzare subito l'insulina, che è l'ultima
risorsa disponibile; si utilizzano invece gli ipoglicemizzanti, assunti
per bocca (e non con le iniezioni) e appartenenti a due famiglie di
farmaci: le sulfaniluree e le biguanidi. Le prime stimolano la produzione
di insulina, le seconde migliorano la capacità delle cellule di utilizzare
questo ormone.
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