Illuminazione

Illuminazione   Azione ed effetto dell'illuminare: La sfarzosa illuminazione di un ambiente. Complesso delle luci disposte per illuminare: Illuminazione al neon. L'illuminazione pubblica. Apparato di luci appositamente disposte per festeggiare un avvenimento: Le illuminazioni per le feste natalizie. Fig. Ispirazione, lampo di genio: Avere un'illuminazione improvvisa.

— Imp. Utilizzazione del flusso luminoso, creato da determinate sorgenti, allo scopo di ottenere determinati illuminamenti. (La relativa tecnica si chiama illuminotecnica.) Illuminazione diretta, sistema nel quale il flusso luminoso incide direttamente sugli oggetti illuminati senza riflessioni alle pareti o al soffitto, in misura superiore al 90%. Illuminazione indiretta, sistema nel quale il flusso luminoso incide sugli oggetti illuminati solo dopo riflessione alle pareti o al soffitto, in misura superiore al 90%. (Si ottiene così un'illuminazione dolce, priva di ombre, detta anche diffusa, di elevato costo in relazione alla luce assorbita.) Illuminazione semidiretta, mista o diretta-indiretta, semindiretta, sistemi di illuminazione intermedi fra i due precedenti, con percentuale di flusso luminoso che incide direttamente sugli oggetti illuminati, pari rispettivamente al 90÷60%, 60÷40%, 40÷10%. Illuminazione senza ombre, quella prodotta da una sorgente di grande area, con forte riduzione delle ombre portate. Illuminazione scialitica, illuminazione intensa, con assenza totale delle ombre portate, adottata nelle sale operatorie. Illuminazione naturale, artificiale, illuminazione che sfrutta rispettivamente la luce solare (diretta o indiretta [per riflessione e diffusione nell'atmosfera]) o prodotta artificialmente. Coefficiente di illuminazione diurna, di un ambiente, rapporto fra l'illuminamento medio diurno su di un piano di lavoro dell'ambiente e l'illuminamento che si avrebbe se lo stesso piano fosse esposto all'esterno alla luce naturale indiretta. Illuminazione pubblica, illuminazione di edifici pubblici, strade e piazze, studiata secondo i principi e le norme dell'illuminotecnica. (L'illuminazione pubblica è a carico dei singoli comuni che possono gestire il servizio direttamente o darlo in concessione a un'azienda privata; ha rilevanza nei riguardi del codice stradale che prescrive, nel caso sia insufficiente, di tenere accesi i proiettori a luce anabbagliante oltre le luci posteriori di posizione.) Illuminazione dei mezzi di trasporto, dispositivi atti a produrre luce, installati sui mezzi di trasporto pubblici e privati secondo precise norme di legge.

— Filos. e Teol. Teoria dell'illuminazione, in sant'Agostino e nei suoi seguaci, la teoria secondo cui l'uomo, grazie all'azione della “Luce” divina, riesce a cogliere per intuizione l'intelligibile in sè, separato dal sensibile, ovvero la verità.

u Tecnologia

Nei tempi antichi la luce si otteneva dai focolari, da bracieri montati su treppiedi, da torce portate da persone o da lampade a olio, esempi delle quali risalgono ai Fenici. I Romani conoscevano l'uso dell'olio minerale quale sorgente per la produzione di luce, le candele di sego e le lanterne portatili. Durante il medioevo non si ebbero innovazioni di rilievo; le torce e i candelabri, talvolta adoperati in gran numero, consentivano di ottenere una forte illuminazione. Alcuni miglioramenti alle lampade usate per molti secoli vennero apportati da Cardano; le materie prime utilizzate furono, oltre all'olio minerale e vegetale, la cera e i grassi animali. Nel 1786 Lebon scoprì il gas illuminante, che però venne utilizzato solo vent'anni dopo; fra le prime applicazioni vi fu l'illuminazione della fonderia di Watt nel 1798. Nel 1805 fu ideato il primo apparecchio che utilizzava gas illuminante per uso domestico; nel 1810 Windsor costruì la prima officina pubblica a Londra (Gas-Ling and Coke) per la produzione continua di gas che, convogliato in tubature, alimentava le lampade per illuminare Pall Mall, il Saint James's Park e il Golden Lane. I primi esperimenti in Italia furono compiuti nel 1818 da G. Aldini per l'illuminazione di un teatro; nel 1832 venne inaugurata l'illuminazione a gas della galleria De Cristoforis a Milano, alla quale seguì nel 1840 la prima illuminazione pubblica di Napoli.

L'illuminazione elettrica iniziò nel 1813 (lampada ad arco di Davy); questo determinò un ulteriore progresso con la messa a punto del sistema ad arco fra due carboni di storta affiancati (candela Jablochkov) o disposti frontalmente; nel 1878 Edison ideò la prima lampadina a incandescenza. L'affermazione di questo sistema di illuminazione è dovuta sia alla facilità di impiego, alla tonalità e alla costanza della luce, sia al rapido progredire dell'industria elettrica che ha consentito di portare ovunque l'energia elettrica. Successivamente anche il sistema di illuminazione a incandescenza venne superato dall'impiego dei tubi a scarica, di più elevata efficienza luminosa; attualmente è sostituita dai tubi e dalle lampade dette impropriamente fluorescenti.