Incisione

Incisione   Azione ed effetto dell'incidere; taglio netto e sottile su una superficie liscia.

— Agr. Incisione anulare, operazione consistente nell'incidere la corteccia dei tronchi o dei rami nelle piante da frutto.

— Arte. Genericamente, l'arte di tracciare su una superficie dura, mediante scavo, un determinato disegno. (Il termine può essere riferito a procedimenti artistici diversi, della glittica, del niello, dello smalto, ecc.; più universalmente e propriamente, tuttavia, esso riguarda l'incisione eseguita su legno o su metallo per essere riprodotta su un foglio volante mediante la stampa.) ¸ La stampa così ottenuta.

— Elettr. Incisione su disco, operazione di registrazione sonora su un disco, effettuata tracciando sulla superficie di questo, mediante un fonoincisore, un solco a spirale. (La sezione del solco è in ciascun punto di forma dipendente dalla pressione sonora corrispondente a un determinato istante del fenomeno sonoro da registrare.) ¸ Risultato di detta operazione. ¸ Incisione laterale, registrazione caratterizzata dal fatto che in ciascun punto la pressione sonora istantanea è proporzionale allo spostamento della punta del fonoincisore in direzione perpendicolare al solco e parallela alla superficie del disco. ¸ Incisione in profondità, registrazione caratterizzata dal fatto che in ciascun punto la pressione sonora istantanea è proporzionale allo spostamento della punta del fonoincisore in direzione perpendicolare alla superficie del disco.

— Ind. chim. Incisione su vetro.

— Ind. graf. Incisione di matrici metalliche per stampa tipografica e rotocalco.

— Med. In tecnica chirurgica, divisione metodica delle parti molli. (L'incisione può essere indicata per aprire un ascesso, per dar esito a una raccolta cistica o può rappresentare soltanto il primo tempo di un intervento chirurgico più importante, dato che, ovviamente, ogni operazione su organi interni presuppone l'apertura dei tegumenti e dei tessuti immediatamente sottostanti. L'incisione si esegue con strumenti taglienti, come il bisturi e le forbici.)

— Oref. Su un metallo, generalmente prezioso, azione di prepararne la superficie destinata a ricevere gli smalti trasparenti o traslucidi. (Ha la funzione tecnica di trattenere lo smalto ed è eseguita a regola d'arte, con motivi ornamentali, risultando visibile attraverso la trasparenza dello smalto.)

— Tecn. Incavo di uno stampo, corrispondente a una parte in rilievo del pezzo da stampare.

u Arte

L'incisione è un'arte a sé quando l'incisore è anche il creatore del soggetto, non quando riproduce opere di altri artisti, anche se la perfezione tecnica dell'esecuzione può essere grandissima. Unico suo mezzo d'espressione è il segno o tratto, la cui prima virtù è la purezza. Per l'incisione in legno, eseguita su tavolette tagliate nel legno durissimo di alberi fruttiferi, con un disegno semplice, in rilievo, che può tuttavia giungere a straordinarie finezze (Dürer fu inarrivabile incisore in legno). Nell'incisione in metallo (preferito è il rame per la sua duttilità, compattezza e omogeneità), l'artista può scavare il suo disegno su lastre preparate a martello in due modi: o direttamente e liberamente con la mano, che incide il rame più o meno profondamente, come avviene per la puntasecca, per il bulino, per la maniera nera, o indirettamente per mezzo dell'azione chimica di un mordente, e allora si hanno l'acquaforte e l'acquatinta. Il procedimento a puntasecca è il più semplice, ma non il più facile. La punta di acciaio o di diamante di cui l'artista si serve solleva una “barba” che viene tolta, mediante un raschiatoio, solo nelle parti destinate, nella stampa, a risultare più leggere. Trattenendo l'inchiostro le “barbe” aumentano lo spessore del segno conferendogli un che di morbidamente vellutato. Rembrandt, per es., ha ottenuto eccezionali effetti anche dalla puntasecca. Il procedimento a bulino, codificato da secoli di esperienza e da tutta una complessa precettistica, è il più caratteristico: l'affilato bulino scava nel rame solchi più o meno larghi e profondi, ottenendo il modellato delle forme mediante tratti paralleli, detti “primi”, che altri tratti, detti “secondi”, incrociano in quadrato, in losanghe larghe o strette, ornate di punti, segni, ecc. suggeriti dall'immaginazione dell'artista, che definisce in tal modo anche lo spazio. La tecnica del bulino cede, tuttavia, in spontaneitą di fronte alla puntasecca, pił immediata e vibrante: partita dalle affermazioni quattrocentesche (grandi maestri del bulino furono il Mantegna e il Dürer), giunse nel  XVIII sec. a ricercatezze di esecuzione, a una virtuosità di riproduzione che, moltiplicando i mezzi toni ed eliminando quasi completamente i bianchi, finì col togliere al bulino tutta la sua freschezza. Il procedimento a maniera nera è così detto in quanto la lastra di rame, resa ruvida da leggere e innumerevoli graffiature che la solcano per ogni verso, trattenendo l'inchiostro, dà al torchio l'impressione di un nero assoluto, profondo, vellutato. L'artista deve far apparire, su questo nero, le luci e le mezze tinte del motivo, ottenendo toni di grigio mediante il livellamento maggiore o minore delle asperità e i bianchi puri dal rame. Inventata, pare, da Ludwig von Siegen nel 1642, la tecnica fu perfezionata dall'olandese Blooteling (1672) e successivamente dagli Inglesi che la predilessero per la stampa riproduzionistica di quadri celebri.    Albrecht Dürer


u Industria chimica

Incisione su vetro. L'arte di incidere il vetro con acido fluoridrico e di ricavarne effetti decorativi era già nota nel XVII sec. anche se un razionale impiego del processo è iniziato solo alla fine del  XIX sec. La soluzione che attacca il vetro è prevalentemente composta da acido fluoridrico, ma può contenere anche acido solforico e nitrico. L'attacco delle superfici del vetro portate a contatto della soluzione è più o meno profondo, variando in funzione della concentrazione dell'acido e della temperatura; le porzioni di superfici che non si desidera vengano attaccate sono protette da uno strato di sostanze grasse, resine o cere.

Un attacco particolarmente fine che dona alla superficie del vetro un aspetto serico prende il nome di satinatura. L'incisione del vetro può essere anche realizzata, ma con effetti più grossolani, mediante sabbia spruzzata a pressione sulla superficie da trattare.

u Industria grafica

L'incisione di matrici metalliche (clichè) per stampa tipografica può essere chimica o meccanica. L'incisione chimica è ottenuta al tratto o a retino con procedimento fotomeccanico rispettivamente da originali in bianco e nero o da originali fotografici; l'incisione elettrolitica è effettuata mediante dissoluzione del metallo in bagno galvanico. L'incisione meccanica elettronica è eseguita direttamente in macchina, senza morsura di acidi e senza passaggi fotografici (la prima di queste macchine fu l'americana Fairchild).

L'incisione di matrici in rame in incavo per stampa rotocalco (cilindri) può essere chimica o elettronica: quest'ultima utilizza speciali apparecchiature che eliminano il trasporto fotografico sul cilindro e la successiva morsura, ma che prevedono comunque la preparazione del montaggio completo della forma di stampa da riprodurre. Una speciale esecuzione del clisciografo (Helio-Klischograph) realizza l'incisione dei cilindri per rotocalco. L'impiego del sistema elettronico garantisce la perfetta riproducibilità di più cilindri identici da uno stesso originale eliminando le incertezze di resa che si verificano con i sistemi convenzionali. E' possibile incidere cilindri per stampa sia in nero sia a colori, essendo solo necessario impiegare come originali i positivi delle selezioni corrette separatamente.