Isotopo
(pref. iso- e gr. topos, posto).
Termine con cui vengono designati elementi chimici
di diverso numero di massa, ma di uguale numero
atomico: presentano quindi proprietà chimiche
pressochè identiche e occupano la stessa posizione
nella tavola periodica degli elementi.
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Chimica
La prova sperimentale dell'esistenza di isotopi
stabili in un elemento fu ottenuta in seguito
alle esperienze di J. J. Thomson e di F. W. Aston
sulla determinazione del rapporto carica-massa
degli ioni positivi del neon, mediante lo studio
della loro traiettoria sotto l'azione di campi
elettrici e magnetici; venne così dimostrata
l'esistenza di due tipi di ioni rispettivamente di
numero di massa 20 e 22. Questi studi portarono alla
conclusione che la maggior parte degli elementi
detti “semplici” sono in realtà dei miscugli, in
proporzioni definite e costanti, di più isotopi.
Quasi contemporaneamente le ricerche di Soddy e di
Fajans sulle “famiglie radioattive” portarono alla
scoperta di elementi non separabili mediante
procedimenti chimici ma distinti sia per il loro
periodo di disintegrazione radioattiva sia per la
loro massa atomica. Gli studi ulteriori mostrarono
che gli isotopi di un elemento sono atomi dotati di
un numero uguale di elettroni, detto “numero atomico”,
i cui nuclei comprendono quindi lo stesso numero di
protoni; si distinguono tra loro solo per il numero
di neutroni che compongono il nucleo e da ciò deriva
la differenza di massa. I singoli isotopi di un
elemento sono indicati con una scrittura in cui il
simbolo chimico è preceduto dal numero di massa, per
es.: Ή8O,
Ή6O.
Gli isotopi hanno reso possibili numerose
applicazioni; l'uso in chimica, in biochimica e in
agricoltura di molecole “marcate” mediante isotopi,
detti “traccianti”, distinguibili sia per il loro
numero di massa sia per le loro proprietà
radioattive, ha consentito di chiarire il meccanismo
di numerosi processi. In fisica nucleare si osserva
che gli isotopi di un elemento hanno spesso
caratteri totalmente distinti; così ²³5U
è un elemento fissile, ²³8U
non lo è.
L'impiego sempre più diffuso degli isotopi, sia
nella ricerca sia nelle varie applicazioni, ha
portato allo studio di procedimenti che consentono
di isolarli o di ottenere campioni arricchiti
partendo dai miscugli che si trovano in natura. La
preparazione di quantità ridotte di alcuni isotopi,
in particolare degli isotopi radioattivi, si può
realizzare per sintesi atomica irradiando, nei
reattori nucleari, gli elementi stabili
corrispondenti; la produzione di quantità
ponderabili di un isotopo o di un campione di un
elemento arricchito di uno dei suoi isotopi può
essere realizzata secondo metodi diversi: tra i più
usati sono quelli che sfruttano le piccole
differenze delle proprietà chimiche (reazioni di
scambio) o fisiche (centrifugazione, elettrolisi,
diffusione, distillazione). Per la separazione di ²³5U
è stato ampiamente usato il metodo della diffusione
gassosa, che sfrutta la dipendenza dalla massa della
velocità di diffusione attraverso una parete porosa
di un composto volatile.
Chimica
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