La bioetica
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Una nuova branca dell'etica
L'uomo ha sempre riflettuto sulle sue azioni e si è
sempre chiesto se queste fossero giuste. Il complesso
delle riflessioni sul suo agire l'uomo l'ha chiamato
Etica, o Morale. La bioetica è pertanto quell'insieme
di riflessioni che hanno luogo sugli aspetti che
concernono la vita. Fino a pochi decenni fa la
bioetica coincideva con l'etica medica, cioè
quell'insieme di norme che regolavano il rapporto tra
medico e paziente e che trovano la loro formulazione
più classica nel famoso Giuramento di Ippocrate che
ogni studente di medicina recita quando si laurea,
prima di avviarsi a svolgere la professione medica.
Anche se non sempre il Giuramento di Ippocrate è stato
rispettato nei secoli, resta tuttavia il fatto che
esso ha rappresentato un punto di riferimento preciso
che ha regolato il comportamento del medico nei suoi
doveri verso il paziente. Oggi, tuttavia, esso è
inadeguato perchè, in seguito alle scoperte della
biologia e alle conseguenti applicazioni
biotecnologiche siamo di fronte a problematiche nuove
la cui soluzione non è chiara. Non solo, ma esse non
riguardano più solamente l'atto della cura del malato,
ma nuove possibilità su cui nessuno aveva mai
riflettuto. Semplicemente perchè nessuno avrebbe mai
pensato di trovarcisi in mezzo.
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Il morbo di Huntington
Tutto sommato, a ben riflettere, molte delle
biotecnologie sanitarie sono tuttora regolate dal
principio di Ippocrate. Prendiamo ad esempio le
possibilità offerte dalla terapia genica o dai farmaci
ricombinanti. Il loro utilizzo seguirà le fondamentali
regole da secoli codificate quali primum non nocere,
analisi dei costi-benefici, certezza della loro
efficacia nelle specifiche malattie e così via. Ma
altri problemi non sono così semplici. Prendiamo ad
esempio la possibilità di predire il destino di una
persona a decenni di distanza. La gente ha sempre
cercato di conoscere il proprio destino, generalmente
senza riuscirci, e per far questo si sia rivolta e
tuttora si rivolga a oracoli, maghi, astrologhi e
ciarlatani. Ed è anche vero che, a breve termine, la
previsione del proprio destino era talora possibile
anche tempo addietro, ad esempio nel caso di un tumore
avanzato, in cui la prognosi sfavorevole poteva venir
stabilita con una certa sicurezza. Oggi tuttavia
abbiamo, in taluni casi, la possibilità di predire con
grande precisione la comparsa di una malattia molto
grave a notevole distanza di tempo.
E' il caso del
morbo di Huntington e di altre malattie ereditarie,
in cui si può dire alla nascita se uno si ammalerà di
quella malattia 40 anni dopo. Quando ciò divenne
possibile, ci si accorse che molte persone preferivano
ignorare il proprio destino e la riflessione bioetica
ha portato a concludere che nessuno può essere
costretto ad eseguire test diagnostici contro la
propria volontà. Anche perchè, per queste malattie,
attualmente non c'è cura e nessun vantaggio si ottiene
dall'esecuzione del test. Diversa sarebbe la
situazione in cui fosse disponibile una cura adeguata,
come si verifica ad esempio nella fenilchetonuria, in
cui la semplice dieta è in grado di prevenire la
comparsa della malattia.
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La diagnosi prenatale
Oggi poi con la diagnosi genetica è possibile predire
la sorte di una persona prima della nascita. Questo ha
aperto un grosso dibattito che nei secoli scorsi non
avrebbe potuto aver luogo. Ci si è chiesti: è meglio
far nascere un bambino portatore di una malattia
genetica oppure non farlo neanche nascere? I pareri
sono discordi. Chi sostiene che tutti i bambini
abbiano diritto a nascere e ad essere accuditi, altri
sostengono che sia una crudeltà inutile.
Il desiderio di avere figli è spesso fonte di angustie
quando la coppia si scopre non in grado di averne in
modo naturale.
Mentre molti accettano questa impossibilità senza
problemi e ricorrono all'adozione, altri, invece, non
riescono a farsene una ragione e provano di tutto per
averne. Oggi vi sono vari approcci all'infertilità,
che peraltro dipendono dalla causa del disturbo.
Queste cure possono talora essere chirurgiche o
mediche, cioè trattabili con interventi operatori o
con farmaci adeguati. Ma in molti altri casi queste
cure non sono sufficienti, e si deve ricorrere a una
manipolazione degli embrioni e dei gameti. Alcune di
queste manipolazioni lasciano perplessi. Vi è un
grande dibattito su questi problemi, ma pochi sono i
paesi che hanno implementato leggi rigorose su questi
argomenti e tra questi purtroppo non c'è l'Italia.
Ma i problemi della bioetica non finiscono qui, e non
riguardano solo l'uomo. Oggi molti richiamano la
nostra attenzione su problemi di varia natura, quali
l'uso di animali nella sperimentazione medica, il
mantenimento della biodiversità, minacciato dallo
sfruttamento delle risorse naturali, la produzione di
organismi geneticamente modificati
e così via.
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