La nascita dell'agricoltura
 

u La rivoluzione agricola

Circa diecimila anni prima di Cristo, ma questa data non è certa e non può essere applicata a tutte le popolazioni della terra, l'uomo comprese che la sua evoluzione non era più sostenibile rimanendo nomade. La necessità di alimentare la prole e di garantirle una crescita più sicura fecero scattare un meccanismo sociale assai complesso che oggi chiamiamo rivoluzione agricola.

La raccolta dei frutti e la caccia degli animali deve essere sostituita con la coltivazione e con l'allevamento. Tutto ciò comporta una vera e propria rivoluzione nel comportamento dell'uomo e dell'intera comunità a cui appartiene. E' necessario scommettere sul futuro, investendo in risorse che non sfruttate nell'immediato potranno fruttificare dopo una o più stagioni. L'uomo a questo punto non può rimanere nomade, deve fermarsi e mettere radici. La nascita della città (nella sua forma primordiale del villaggio stanziale, protetto da recinti o, più tardi, da mura) è il primo grande effetto della rivoluzione agricola, che scatena anche tutta una serie di innovazioni tecniche di enorme importanza.

u Gli utensili del lavoro

Gli utensili per sarchiare la terra, le macine per frantumare i cereali, il fuoco per cuocere cibi e vasi di argilla sono tra i primi prodotti di una tecnologia i cui effetti si riscontrano non solo dai reperti archeologici, ma anche dai miti che la tradizione ci ha tramandato: Prometeo, Ercole, Minosse, Thalo, Dedalo per il mondo greco. Ma tutte le civiltà hanno i loro eroi, semidei che hanno portato a conoscenza degli uomini nuove conoscenze e soprattutto nuove invenzioni: da Gilgamesh nel mondo orientale al Briccone Divino tra i pellerossa d'America.

Il passaggio da una alimentazione a base di cibi crudi a quella di vivande cotte costituisce un altro momento importantissimo non solo sul piano antropologico, ma è legata alla fabbricazione di vasi e recipienti in terracotta, alla conservazione di cibi sotto sale e sotto olio e a innumerevoli processi di acculturazione.

u L'impiego degli animali e le bio-tecniche

La domesticazione degli animali, sia per l'allevamento sia per lo sfruttamento del loro lavoro è uno degli effetti più rilevanti che la rivoluzione agricola ebbe sul mondo animale. Ben presto il cane accompagnò l'uomo e le sue greggi, ma soprattutto il cavallo ne diventò definitivamente il mezzo di trasporto più veloce, mentre il bue, ottenuto per mezzo della "tecnica" di castrazione del toro, divenuto più docile potè essere impiegato per trascinare l'aratro e per spostare carichi. Altre bio-tecniche, come l'incrocio del cavallo con l'asino, contribuirono a dotare l'uomo di utili compagni per alleviare il proprio lavoro.

Nuove tecniche alimentari permisero di produrre lieviti per la panificazione e per la produzione di birra; la conoscenza dei processi di fermentazione avviò la produzione del vino e con la lavorazione del latte si ottenne il burro e i formaggi.

u Le tecniche della vita sociale

A fianco della città e dei primi insediamenti sorgono a catena nuove esigenze. La stanzialità delle comunità impone regole per la convivenza civile e per il rispetto delle cose comuni come per quelle personali. I cataloghi dei beni posseduti, le leggi che devono essere rispettate, gli atti di trasmissione delle eredità ai propri discendenti hanno bisogno di una memoria meno labile di quella residente nel cervello degli uomini: nasce la scrittura.

Lasciare tracce sull'argilla secca, sulla pergamena, sui fogli di papiro coinvolge una grande quantità di tecniche che a prima vista possono sfuggire. La costruzione di stili e di timbri in osso, legno o metallo, le tecniche conciarie per la preparazione delle pelli destinate alla scrittura, la chimica degli inchiostri, la macerazione delle fibre vegetali per estrarre i composti per la fabbricazione della carta aprono un capitolo assai importante nella storia delle tecniche nel mondo antico, che si popola di macchine.