La generazione dell'energia
I fabbisogni di energia di ogni regione vengono
soddisfatti ricorrendo a fonti più facilmente
disponibili sul posto o nelle vicinanze e tali da
produrre energia a buon mercato. Bisogna tenere conto
anche degli ammortamenti relativi all'investimento
iniziale. La potenza unitaria di 1 kW ha costi di
installazione che vanno da 500 Euro per i sistemi
diesel, a 1.000 Euro per le turbine a gas, a
1.500-2.000 Euro per le centrali idroelettriche e
termoelettriche e fino a 3 kEuro per le pile a
combustibile e a 10 kEuro per gli impianti
fotovoltaici.
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L'energia idroelettrica
Già da tempi antichi si usavano ruote ad acqua
installate sui fiumi per far girare le macine dei
mulini, sostituendo il lavoro prodotto da animali o
dall'uomo. Quando l'acqua scende da luoghi alti a
luoghi bassi e fa muovere le turbine, la sua energia
potenziale si trasforma in energia cinetica. Quando il
dislivello fra il serbatoio d'acqua alto e il punto di
utilizzazione è grande (centinaia di metri) si usano
turbine Pelton, in cui un getto d'acqua ad alta
velocità colpisce le pale opportunamente sagomate di
una ruota. Se il salto è basso (molte decine di metri)
si usano turbine Francis ad asse verticale. Se il
salto è molto basso e variabile, si usano turbine
Kaplan con grandi pale orientabili. Le turbine fanno
muovere alternatori che trasformano l'energia
meccanica in energia elettrica.
In Italia l'energia idroelettrica è abbondante (quasi
tutti i laghi alpini e appenninici, naturali e
artificiali sono stati sfruttati); nel 2000 la potenza
complessiva installata nelle centrali idroelettriche
era di 20,6 GW.
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L'energia termica
Nelle centrali termiche si brucia carbone, petrolio o
gas (anche legno talora) e si produce calore. Molte
centrali termiche producono calore per scopi
industriali oltre che per scaldare ambienti abitati.
Nelle centrali termoelettriche si scalda acqua fino a
produrre vapore come accade nelle locomotive, dove il
vapore muove uno stantuffo che spinge una biella
collegata a una manovella e, quindi, a una ruota,
trasformando il moto rettilineo in rotatorio. Nelle
centrali termoelettriche, invece, il vapore viene
immesso in turbine che hanno palette più piccole e più
numerose di quelle delle turbine idrauliche. Questo
dipende dal fatto che il vapore ha massa molto minore
dell'acqua per unità di volume, ma raggiunge alte
pressioni e velocità.
Fino agli ultimi decenni del secolo XX, i rendimenti
massimi nella trasformazione di energia termica in
meccanica superavano di poco il 40%. Oggi si arriva
quasi al 60% in centrali termoelettriche a cicli
combinati, nelle quali i gas di scarico delle turbine
a gas si sfruttano per riscaldare alla temperatura di
circa 500 °C vapore che viene utilizzato per azionare
turbine a vapore. L'energia meccanica prodotta dalle
turbine a gas, e da quelle a vapore viene trasformata
in energia elettrica negli alternatori.
In Italia nel 2000 la potenza complessiva installata
nelle centrali termoelettriche era di 56,7 GW.
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L'energia nucleare
Il calore per la produzione di vapore e, quindi, di
energia meccanica può essere prodotto ricorrendo alla
fissione
(o scissione) degli atomi di certi elementi pesanti
come l'uranio. Solo l'uranio 235 (U-235), che
costituisce lo 0,7% dell'uranio naturale è fissile,
cioè atto a scindersi. E' un isotopo dell'uranio 238
(U-238) che ne costituisce il 99,7%. Perchè avvenga la
reazione nucleare, l'uranio naturale deve essere
arricchito fino a contenere dal 2 al 4% di U-235. [Per
poterlo usare in una bomba atomica, l'uranio deve
essere arricchito a più del 20% di U-235. Quindi una
centrale nucleare non può esplodere come una bomba
atomica. Ora che si è effettuato un parziale disarmo,
esistono notevoli riserve di uranio arricchito rimosso
dalle testate nucleari e si comincia a impoverirlo per
poterlo usare per la produzione di energia].
Nell'uranio arricchito al 2-4% si può innescare la
reazione a catena: alcuni atomi di U-235 colpiti da
neutroni si scindono, producendo calore ed emettendo 2
o 3 neutroni ciascuno. E' probabile che uno di questi
colpisca un altro atomo U-235 che a sua volta si
spacca e continua così il processo. Altri neutroni
vanno persi all'esterno ed altri colpiscono atomi di
U-238 che si trasformano in atomi di plutonio (Pu-239)
che è fissile come l'U-235.
Nelle centrali nucleari a uranio questo elemento è
presente come biossido di uranio (UO2)
che è solido ed è racchiuso in contenitori cilindrici
in forma di piccole sferette. Per produrre più o meno
calore (più o meno vapore) la reazione nucleare deve
essere accelerata o frenata. Ciò si ottiene con barre
di grafite che frenano i neutroni prodotti dalla
fissione, tanto più, quanto più profondamente vengono
inserite nel nucleo del reattore.
Gradualmente il combustibile nucleare si impoverisce
di U-235 e ogni anno occorre rimuovere circa un quinto
dei contenitori di combustibile e sostituirli con
altri freschi. Il combustibile usato contiene ancora
molto U-235 e viene di nuovo sottoposto ad
arricchimento come era stato fatto per il minerale
originario di uranio. Tale combustibile contiene
plutonio che si può usare come combustibile fissile e
anche scorie radioattive, che producono modeste
quantità di calore insieme a radiazioni eventualmente
pericolose. Le scorie vengono vetrificate e riposte
sotto terra in formazioni geologiche molto stabili. Le
scorie più radioattive decadono più rapidamente;
quelle meno radioattive decadono in secoli o millenni.
In Italia le 4 centrali nucleo-termoelettriche
esistenti sono state chiuse dopo un referendum del
1987 le cui domande agli elettori concernevano
questioni finanziarie e amministrative.
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L'energia da fusione
Quantità di calore molto maggiori di quelle prodotte
per fissione si ottengono con le reazioni di
fusione.
Ad esempio un atomo di deuterio e uno di trizio si
fondono a formare un atomo di elio più energia più un
neutrone veloce. Deuterio e trizio sono isotopi
dell'idrogeno con peso atomico rispettivamente 2 e 3.
Questa reazione si produce nelle bombe all'idrogeno,
le più potenti (potenza distruttiva equivalente a
quella di milioni di tonnellate [teragrammi] di alto
esplosivo). Le temperature raggiunte sono altissime (milioni
di gradi) e finora non si è riusciti a ottenere una
produzione controllata di energia da fusione nucleare,
nonostante la messa a punto di contenitori costituiti
da campi magnetici. Le ricerche sono in corso in tutto
il mondo.
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La fusione fredda
Gli elettrochimici Pons e Fleischmann, hanno fatto
esperimenti di fusione nucleare a bassa temperatura
entro cristalli di palladio. La reazione produce
calore e pochi neutroni. Molti fisici sostengono che
gli esperimenti non hanno dimostrato la funzionalità
del sistema e non sono riusciti a ripeterli. Secondo
altri la teoria dimostra che la fusione fredda è
possibile e stanno continuando esperimenti in merito.
Se questi ultimi riusciranno nell'intento, avremo una
fonte energetica a basso costo disponibile ovunque.
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Le riserve mondiali di energia
Soprattutto dopo la crisi petrolifera del 1973, molti
preannunciano l'esaurimento delle riserve mondiali di
petrolio greggio. In effetti le riserve stimate erano
nel 1976 di 88 Gton (miliardi di tonnellate) e nel
1999 erano cresciute a 141 Gton.
Al livello dei consumi del 1999 le riserve dovrebbero
durare ancora per circa 40 anni. Per contro, i consumi
stanno crescendo notevolmente in Nord America e nel
resto del mondo, ma si continuano a individuare nuovi
giacimenti.
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Le riserve energetiche mondiali stimate al 1999
Il potenziale idroelettrico mondiale non sfruttato
corrisponde a una potenza installata di 2.000 GW:
quella di 2.000 grandi centrali elettronucleari. Lo
sfruttamento non è facile perchè molti dei fiumi
utilizzabili sono in Asia e Sud America, ove l'energia
non serve sul posto e il trasporto a grande distanza
con linee elettriche è difficile e costoso. Il più
grande impianto in costruzione è quello delle Tre Gole
sul fiume Yang Tze Kiang in Cina con potenza di 18 GW.
Il progetto dovrebbe essere completato entro il 2010.
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