Le
emozioni
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L'approccio scientifico alle emozioni
Studi recenti su quella che è una delle
funzioni cognitive superiori
più studiate, la capacità di prendere decisioni, sembrano dimostrare che
l'emotività è un fattore favorevole per le decisioni efficienti.
Contrariamente al senso comune, quindi, l'emozionarsi non è per forza un
impiccio rispetto ai compiti che coinvolgono astrazione e razionalità.
L'approccio delle neuroscienze cognitive allo studio delle emozioni sta di
recente prendendo le distanze dal punto di vista riduttivo e molto diffuso
che, fra le funzioni cerebrali, vede le emozioni come semplice eredità,
quasi indesiderata, degli istinti primordiali. Uno dei massimi studiosi di
emotività, Joseph Le Doux, sostiene che l'emozione ha ormai tutti i
diritti di essere studiata come una specifica funzione che elabora
informazione nel cervello, al pari della percezione visiva, della capacità
attentiva e di ogni altra funzione cognitiva.
Ciò non toglie che alcuni problemi persistono nello studio dell'emozione,
più basilari che per altre funzioni. Che cosa è, in effetti, un'esperienza
emotiva? Un problema sottile è quello di quantificare gli stati emozionali,
distinguendo l'elaborazione cosciente dalle risposte automatiche. In quasi
ogni esperimento che implica un coinvolgimento emotivo, inoltre, la
variabilità dei risultati in un gruppo di soggetti umani è enorme.
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I circuiti delle emozioni
Gli studi comportamentali sugli animali e, in particolare, quelli
sul
condizionamento classico
nei ratti costituiscono la base scientifica più consistente per quanto
riguarda i circuiti del cervello coinvolti nell'emozione. Le osservazioni
sui pazienti neurologici con lesioni localizzate e gli studi di
neuroimaging (le moderne tecniche di osservazione cervello in funzione),
stanno confermando i più importanti risultati su quelle che sembrano
essere le basi biologiche dell'emotività. L'attenzione converge
sull'amigdala, una piccola struttura (il suo nome significa mandorla
in greco) composta di vari nuclei che si trova in profondità sotto i
lobi temporali.
Nel flusso dell'informazione sensoriale, l'amigdala si trova ad essere
densamente connessa alle aree sensoriali avanzate, che si attivano
selettivamente in corrispondenza di stimoli complessi, e all'ippocampo.
Un'area corticale, che sembra avere nei mammiferi più avanzati, come i
primati,
funzioni simili all'amigdala, è la corteccia orbito-frontale, situata
proprio sopra le cavità degli occhi. Senza amigdala, o senza corteccia
orbito-frontale, diventa difficile stabilire e ricordare associazioni
emotive con uno stimolo neutro, che assumerebbe proprio grazie
all'associazione un significato importante. L'effetto comportamentale
generale è una certa difficoltà a dare la giusta interpretazione a quanto
accade, e a decidere di conseguenza.
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