Le
malattie esantematiche
u
Le caratteristiche generali
Con il termine di "malattie esantematiche" si indica un gruppo di
patologie caratterizzate da eruzioni cutanee di varia specie (da puntini a
capocchia di spillo a papule). Sono causate da
virus
o da
batteri
e si trasmettono per lo più per via aerea, attraverso la tosse e le
goccioline di saliva. La contagiosità varia da malattia a malattia e non
sempre si esaurisce alla comparsa dell'eruzione. Delle cinque malattie
esantematiche note, morbillo, rosolia, scarlattina, varicella, quarta
malattia, soltanto le prime due possono essere prevenute con un vaccino
specifico. Per le altre l'unica immunizzazione possibile è quella che si
acquisisce dopo esserne stati contagiati. Non sono malattie esantematiche,
in quanto non inducono eruzione cutanea, la
parotite
(detta comunemente orecchioni) e la
pertosse
(termine popolare: tosse asinina), anche se sono un tipico contagio
dell'infanzia. Per entrambe, comunque, è da tempo allestito un vaccino,
inserito tra le profilassi obbligatorie dell'infanzia.
u
I sintomi e le terapie
Ecco le caratteristiche principali delle malattie esantimatiche più comuni.
v
Morbillo
Il paramixovirus
Il morbillo si manifesta con la comparsa di chiazze rosse e di febbre alta,
spesso accompagnate da congiuntivite, raffreddore, laringite e
tracheobronchite. La causa è virale e il contagio può essere evitato con
la vaccinazione, oppure evitando i contatti con la persona infetta nel
periodo di comparsa dei sintomi. La terapia è diretta soprattutto sui
sintomi (febbre, tosse) e gli antibiotici servono soltanto se insorge una
complicanza infettiva di origine batterica.
v
Rosolia
Il virus della rosolia
Anche la rosolia può essere prevenuta con la vaccinazione, una misura che
si rivela essenziale nelle giovani donne che, senza aver mai sofferto
della malattia, vogliono avere un figlio. Infatti la rosolia contratta in
gravidanza può provocare malformazioni fetali. La prima manifestazione
della rosolia è la febbricola, con rinite e congiuntivite, faringite e
arrossamento del palato; si gonfia e si arrossa anche l'area dietro le
orecchie e soltanto dopo compare l'esantema, sotto forma di macchie
rossastre in rilievo, che scompaiono in genere dopo tre giorni. La
contagiosità inizia una settimana prima dell'esantema e dura per ben 15
giorni dopo che i sintomi sono regrediti.
v
Scarlattina
La scarlattina è l'unica malattia esantematica a essere causata da un
batterio e si manifesta con chiazze rossastre simili a quelle del morbillo,
che non interessano il palmo delle mani e la pianta dei piedi. La febbre è
modesta. La terapia può utilizzare due tipi di antibiotici: la penicillina
e l'eritromicina per almeno 10 giorni. Il contagio è possibile nei primi
giorni di malattia, o attraverso portatori sani.
v
Varicella
Infine la varicella, che si manifesta con rilievi cutanei rossastri, che
diventano poi vescicole e pustole, si trasformano in croste e cadono
lasciando poche cicatrici. Il prurito è sempre molto forte e il fastidio
della malattia è dato anche dalla comparsa di pustole anche al cuoio
capelluto e di afte alla mucosa della bocca e della vulva. La febbre non è
di regola molto elevata. La terapia è diretta sui sintomi, quindi utilizza
antipiretici per la febbre, antistaminici per il prurito e antibiotici
soltanto se si manifesta una sovrainfezione batterica.
v
Quarta malattia
Quanto alla quarta malattia, molto meno frequente rispetto alle altre, è
causata da un virus e dà esantema a elementi piccoli, puntiformi e
rossastri. La febbre è alta e spesso sono presenti vomito, infiammazione
di faringe e laringe. La terapia ancora una volta è diretta a limitare la
febbre o a combattere le eventuali complicanze batteriche con gli
antibiotici.
|