L'evoluzione
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Altre menti
Il
tassello di base del sistema nervoso, il
neurone, è rimasto fondamentalmente
stabile in quanto a struttura e tipo di interazioni nel corso
dell'evoluzione. Questo fa sì che sia possibile studiare sperimentalmente
l'attività di singolo neurone o di piccole reti neurali in animali molto
semplici, come le sanguisughe o i calamari.
In realtà il meccanismo fondamentale della comunicazione nervosa,
l'eccitabilità della membrana cellulare basata sulla presenza di canali
ionici, era già presente nei
protozoi,
all'alba della vita sulla Terra. Per i ricercatori che si occupano della
presenza di altri esseri intelligenti nell'Universo ciò costituisce una
ragione di ottimismo: il passo logico, qui, è che l'evoluzione di un
sistema nervoso, substrato biologico per il comportamento intelligente, è
avvenuta sulla Terra quasi in contemporanea con l'evoluzione della vita.
Alcuni "astrobiologi"
credono dunque che, una volta trovate delle tracce (certe) di vita, sarà
molto probabile trovare anche la presenza di esseri intelligenti.
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La mente si adatta
Se il neurone è rimasto più o meno lo stesso, dicevamo, a cambiare
drasticamente con l'evoluzione sono stati il numero delle cellule nervose
e delle loro connessioni e anche i principi generali dell'organizzazione
interna del sistema nervoso.
Anche se certi invertebrati complessi hanno trovato strategie adattative
interessanti per alcune strutture specializzate del loro sistema nervoso,
è nei
vertebrati
e soprattutto nei mammiferi che si assiste ai mutamenti evolutivi più
straordinari dal punto di vista del comportamento prodotto.
I vertebrati hanno "scelto" molti milioni di anni fa di encefalizzarsi,
cioè di trasferire all'estremità anteriore del sistema nervoso, contenuta
nella cavità cranica, gran parte delle funzioni cerebrali. All'interno
dell'encefalo,
in particolare hanno privilegiato l'espansione della
corteccia cerebrale.
Anche fra le suddivisioni della corteccia c'è poi una gerarchia evolutiva.
La cosiddetta paleocorteccia, un tempo preponderante per estensione, è col
bulbo olfattivo,
di cui rappresenta la retrovia, una delle strutture più antiche; il suo
sviluppo nei primi mammiferi, che facevano largo uso del senso apparentato,
l'olfatto, costituì probabilmente una forte spinta verso l'espansione
degli emisferi encefalici.
In seguito, essendo cambiate e aumentate le modalità di interazione con il
mondo esterno, soprattutto nei mammiferi più avanzati la superficie
dorsale degli emisferi cerebrali prese ad espandersi nella neocorteccia,
dedicata inizialmente ai sistemi visivo, uditivo e somatosensoriale (preposto
alla percezione tattile e muscolare). In molti casi sembra chiaro che
l'evoluzione del cervello, e quindi della mente, è stata guidata da
cambiamenti a livello periferico, cioè nel corpo, in interazione col mondo
circostante; anche se il meccanismo di base è comunque una
mutazione genetica.
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L'esplosione corticale
L'esplosione corticale che è avvenuta nei mammiferi e soprattutto
nell'uomo è stata, dal punto di vista anatomico, soprattutto un'estensione
della superficie, e non dello spessore. Dal punto di vista funzionale,
l'evoluzione ha portato a un vero e proprio moltiplicarsi di aree
corticali specifiche. Dopo aver distinto le aree sensoriali da quelle
motorie, i mammiferi hanno proceduto a specializzare sempre più questi due
grandi sistemi. Se nel riccio sono state trovate 2 regioni corticali in
cui i neuroni rispondono selettivamente agli stimoli visivi, nel gatto ne
esistono oltre 13, e nell'uomo una trentina; e questa situazione si
ripresenta simile per tutte le modalità sensoriali e per quella motoria.
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