L'origine
della vita
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Introduzione
Che dalla materia inanimata scaturisca la vita si stenta a farsene una
ragione. Perchè la vita sono milioni (non sappiamo ancora quanti
precisamente) di specie di piante, animali e microrganismi. E soprattutto,
la vita siamo noi, che a nostra volta indaghiamo sulla vita, sulla nostra
storia e su quella dell'Universo. E la più grande scoperta sull'origine
della vita è proprio quella che essa è frutto dell'evoluzione
dell'Universo.
L'evoluzione è infatti un divenire di oggetti che si formano in
conseguenza di qualcosa che c'era prima. Quel qualcosa che possiamo
prendere come esempio di prima forma di vita è la
cellula
dei
Procarioti.
In realtà dobbiamo fare anche uno sforzo d'immaginazione e pensare a
qualcosa di ancora più semplice che potremmo chiamare "protocellula", un
aggregato precellulare che abbia le seguenti caratteristiche: una
compartimentazione che divida l'ambiente interno da quello esterno, alcune
semplici reazioni metaboliche, e un qualcosa che sia depositario delle
informazioni dell'organismo, una sorta di "protoDNA".
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Il materiale da costruzione della protocellula
La materia vivente è formata per più del 95% di idrogeno, carbonio,
ossigeno e azoto. Questi sono tra gli elementi più diffusi dell'Universo,
in quanto si formano facilmente nei comuni
processi di
nucleosintesi.
L'elemento base per la costruzione della materia organica è il carbonio,
che ha la caratteristica unica di poter formare lunghe molecole legandosi
ad altri atomi di carbonio (come negli
idrocarburi),
anche con legami multipli. Il carbonio ha inoltre la capacità di potersi
legare facilmente con idrogeno, ossigeno e azoto a formare le classi di
molecole che costituiscono la materia vivente: gli
acidi grassi
e il
glicerolo
(che formano i
lipidi),
i
monosaccaridi
(che formano i
carboidrati),
gli
amminoacidi
(che formano le
proteine),
i
nucleotidi
(che formano
RNA
e
DNA).
In alcune di queste molecole sono presenti anche il fosforo e lo zolfo. Il
silicio, che in passato è stato considerato un altro possibile elemento in
grado di formare molecole complesse, in realtà si lega preferenzialmente
all'ossigeno anzichè ad altri atomi di silicio, andando così a costituire
i
silicati
presenti nelle comuni rocce terrestri.
Diverse molecole organiche sono state ritrovate sul suolo lunare, e in
meteoriti
cadute recentemente sulla Terra. Inoltre in diversi esperimenti di
laboratorio sono state ricostruite le condizioni dell'ambiente terrestre
nel periodo di origine della vita: in queste simulazioni sono state
ottenute in diversi casi delle molecole organiche. L'esperimento più
famoso di questo tipo rimane quello di
Stanley Miller
dell'inizio degli anni '50: per la prima volta si riusciva a dimostrare la
produzione, al di fuori di un organismo vivente, di molecole organiche a
partire da componenti inorganici (che rappresentava un possibile ambiente
primordiale) e utilizzando alcune semplici forme di energia (scariche
elettriche).
Diversi altri esperimenti sono stati compiuti in seguito a quello di
Miller, simulando atmosfere di differente composizione, o substrati
costituiti da argille o solfuri, o utilizzando diverse forme di energia (oltre
alle scariche elettriche, irradiazioni con raggi UV, con protoni, ecc.).
Le molecole organiche che si formano più frequentemente in questi
esperimenti sono alcuni tipi di amminoacidi, acidi grassi a catena corta e
piccole molecole come
formaldeide,
idrossiacidi,
urea.
Dalla formazione di queste piccole molecole alla formazione delle prime
cellule il passo è veramente lungo ed è su questo punto che si concentrano
oggi maggiormente gli studi sull'origine della vita.
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Una Terra inospitale
La
Terra
nacque 4 miliardi e mezzo di anni fa e si accrebbe (per caduta di
meteoriti) fino ad avere, dopo circa 100 milioni di anni, una massa simile
a quella attuale. La vita era però allora impossibile perchè la Terra era
molto calda a causa del calore generato dall'impatto delle meteoriti (a
quel tempo molto frequente), del decadimento di elementi radioattivi a
breve vita e della formazione del
nucleo
terrestre. La temperatura superficiale dovrebbe essere scesa allora da
valori iniziali medi superiori a 1000 °C fino a circa 200 °C durante la
formazione dei primi
oceani.
Questa determinò un ulteriore abbassamento della temperatura in quanto
l'acqua precipitò sulla superficie in forma liquida abbandonando la forma
di vapore che aveva nell'atmosfera;
il vapore d'acqua ha infatti un potente
effetto serra
e riusciva a trattenere il calore sulla Terra alla maniera di una coperta.
Allo stadio della formazione degli oceani il principale gas che rimane
nell'atmosfera è l'anidride carbonica. Con l'instaurarsi di un
ciclo dell'acqua
simile a quello odierno, la pressione atmosferica passa da 60 a circa 10
atm: l'anidride carbonica entra, infatti, come costituente delle rocce
carbonatiche nel ciclo "acqua + anidride carbonica + calcio e altri
elementi delle rocce continentali = rocce carbonatiche".
Prima dell'origine della vita l'atmosfera si stabilizza così con
un'elevata quantità di anidride carbonica e tracce di altri gas emessi da
vulcani come azoto, anidride solforosa, acido solforico e cloridrico,
monossido di carbonio, metano e ammoniaca. L'elevata presenza di un gas
con effetto serra come l'anidride carbonica determina una temperatura
media superficiale attorno agli 80 °C per alcune centinaia di milioni di
anni (per gran parte del periodo chiamato
Adeano),
circa 4 miliardi di anni fa, età in cui oggi si pensa che si sia originata
la vita sulla Terra.
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I fossili più antichi
Ci sono opinioni molto discordi sui reperti
fossili
più antichi che testimoniano la presenza della vita sulla Terra. La
maggior parte dei ricercatori è d'accordo nel ritenere che i fossili
ritrovati nella formazione rocciosa di Fig Tree in Sudafrica, di
circa 3 miliardi e 200 milioni di anni di età, rappresentino degli
organismi unicellulari simili ai
cianobatteri
(o alghe azzurre) odierni.
Più discordi sono le opinioni sui fossili (se tali sono) ritrovati nelle
rocce della formazione (formazione
striata ferrosa
o BIF) di Isua, in Groenlandia, dell'età di quasi 4 miliardi di anni.
Anche qui secondo alcuni micropaleontologi si scorgono delle
fossilizzazioni di cellule di tipo batterico, ma secondo altre opinioni le
strutture che si osservano nella roccia potrebbero essere dovute più a
processi geologici che biologici. Ci sono però due altri motivi per cui
queste rocce fanno pensare alla presenza della vita a quel tempo. Un
motivo è dato dall'anormalmente elevato contenuto di carbonio legato a
molecole tipiche della produzione organica, l'altro è che la composizione
di
isotopi
leggeri e pesanti di questo carbonio è simile a quella che si riscontra
negli organismi viventi (che incorporano preferenzialmente l'isotopo più
leggero). Anche recenti misurazioni isotopiche del carbonio di altre rocce
di periodo corrispondente sembrerebbero spingere la comparsa della vita
sulla Terra nel periodo compreso tra 3,9 e 4 miliardi di anni fa, che
corrisponde anche al periodo in cui avvenne l'ultimo grosso evento che
sconvolse la Terra tanto da sterilizzarla da qualsiasi eventuale forma di
vita precedente: un intenso flusso meteoritico testimoniato dai numerosi
crateri lunari datati proprio a quel periodo.
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Gli eventi globali che sconvolsero la Terra
Nella storia della Terra si distingue un periodo prebiotico (precedente
alla comparsa della vita) dal più lungo periodo
biotico,
in cui la vita ha invaso tutta la superficie terrestre. L'origine della
vita sulla Terra è stata in effetti un grande evento globale che ha
portato alla modificazione della
geochimica
superficiale del pianeta, compresa la composizione dell'atmosfera. Prima
dell'origine della vita si avevano solo eventi globali di origine
geologica o extraterrestre. Agli eventi globali di tipo geologico
appartengono il forte
vulcanismo
del periodo iniziale della storia della Terra (responsabile della
fuoriuscita dei gas che hanno contribuito alla formazione dell'atmosfera)
e quello che si è verificato in certe fasi dell'evoluzione planetaria, che
ha determinato grandi estinzioni come quella avvenuta alla fine del
Permiano
dove scomparve circa il 90% delle specie.
Gli eventi globali di origine extraterrestre sono stati pure molto
importanti per la storia della Terra e della vita su di essa. Nei primi
500 milioni di anni della storia della Terra si sono verificati intensi
flussi di meteoriti (residui della formazione dei pianeti) e impatti
globali che hanno avuto, fra l'altro, la conseguenza di modificare la
superficie del pianeta, di accrescerne la massa, di innalzare la
temperatura superficiale di diverse centinaia di gradi e di sterilizzare
rapidamente ogni forma di vita continentale. Per questo motivo si ritiene
che se la vita è esistita prima di 4 miliardi di anni fa essa debba
essersi sviluppata nel fondo degli oceani. D'altro canto molti ritengono
che i primi organismi debbano essere stati
ipertermofili
per potersi adattare alle alte temperature ipotizzate per quel periodo
anche in assenza di grossi impatti meteoritici.
Gli impatti delle
comete
hanno avuto forse un ruolo molto importante nella formazione degli oceani,
poichè questi corpi sono formati per grossa parte di acqua.
La formazione della
Luna
è stato un altro avvenimento molto importante. Infatti senza la Luna
probabilmente la Terra potrebbe avere avuto variazioni anche notevoli
nell'inclinazione del proprio asse portando ad effetti sconvolgenti (ad
esempio, giorni e notti della durata di circa sei mesi).
Infine, un altro evento che potrebbe essere implicato nell'origine della
vita è la formazione della
crosta continentale
e l'avvio di una
tettonica
crostale. Senza una deformazione della crosta terrestre che portasse
all'emersione dei continenti, non si sarebbero formati quegli ambienti
superficiali che conservano le tracce delle più importanti concentrazioni
di materiale organico e che molti ricercatori sono oggi portati a ritenere
sede della formazione dei primi aggregati protocellulari.
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Le ipotesi sull'origine della vita
Nessuna forma di vita è nata improvvisamente dal cosiddetto "brodo
primordiale", formato da molecole organiche, sali minerali e componenti
colloidali disciolti in acqua. Ci deve invece essere stato un momento e un
luogo in cui le molecole organiche hanno potuto concentrarsi a tal punto
da dar luogo alla formazione di aggregati che costituissero un ambiente
indispensabile all'avvio delle più semplici reazioni metaboliche. Infatti,
in un "brodo" molto diluito le molecole organiche non possono incontrarsi
e creare legami. Per questo motivo molti ricercatori ritengono ora che i
primi aggregati si siano formati in pozze d'acqua soggette periodicamente
a prosciugamento. Alcuni pensano addirittura ad aggregati che si formano
in gocce d'acqua nell'atmosfera o all'interno di micrometeoriti
eventualmente ricche di materiale organico. Secondo alcune ipotesi la
formazione degli aggregati sarebbe stata favorita dall'adsorbimento
su
colloidi
o altre superfici minerali.
Negli anni '50 i coacervati di
Alexandr I. Oparin
furono proposti come una simulazione di aggregati organici primordiali;
essi formavano delle compartimentazioni derivanti dall'autoassemblaggio di
materiali parzialmente idrofobi in un sistema acquoso. Non potevano però
essere aggregati prebiotici perchè formati da sostanze artificiali.
L'ipotesi delle vescicole lipidiche, o
liposomi,
ha la pretesa di essere più vicina alle condizioni ambientali reali.
Questa ipotesi è stata proposta, fra gli altri, da uno dei principali
studiosi italiani dell'origine della vita,
Mario Ageno.
Essa si basa sulla proprietà dei lipidi in ambiente acquoso di potersi
assemblare in strati a formare dei compartimenti chiusi così come si
verifica nelle
membrane
delle cellule. I lipidi sono in effetti una componente molto importante
delle membrane, anche se tutt'altro che unica. Esse sono infatti formate
anche da diverse altre molecole, in particolare da proteine. Un punto
debole della teoria delle vescicole lipidiche è che prima dell'origine
della vita è difficile credere alla formazione spontanea di lipidi
complessi come quelli che si ritrovano oggi nelle cellule. Inoltre solo
raramente lipidi più semplici possono formare spontaneamente delle
membrane.
Un tipo di aggregato organico che si fonda invece su molecole prodotte
effettivamente in laboratorio simulando condizioni ambientali primordiali
è quello delle
microsfere di proteinoidi,
come verificò per primo
Sidney W. Fox
negli anni '50. Questi proteinoidi sono formati da amminoacidi, che a
temperature attorno ai 100 °C si legano tra loro a formare molecole che
hanno alcune caratteristiche delle proteine. Questi proteinoidi hanno
alcune caratteristiche interessanti, come quella di poter formare le
microsfere, cioé di potersi autoassemblare in acqua in formazioni
sferoidali delle dimensioni dei batteri o più grandi, più facilmente di
quanto avviene per i lipidi nel formare liposomi. Un'altra caratteristica
dei proteinoidi è quella di poter
catalizzare
certe reazioni, che è una delle funzioni delle proteine (enzimi)
nell'organismo. Finora però non ci sono molti riscontri di un'effettiva
somiglianza funzionale tra proteinoidi e proteine. Inoltre, anche se i
proteinoidi ben soddisfano un prerequisito nella via verso la formazione
della protocellula (la capacità di formare degli aggregati) non sono in
grado di render conto della nascita di un sistema molecolare capace di
trasmettere l'informazione, che oggi è contenuta tutta nell'RNA
e nel
DNA.
Secondo un'ipotesi recente, la nascita dell'RNA avviene molto presto e
risulta prioritaria nel dare l'avvio alla formazione delle protocellule.
Questa ipotesi, denominata "mondo a RNA", si basa sulla scoperta dei
ribozimi,
compiuta negli anni '80. I ribozimi sono molecole di RNA che hanno anche
la caratteristica propria delle proteine di funzionare da catalizzatori
delle reazioni organiche e sono capaci di autoreplicarsi. In questa
maniera si avrebbero in una sola molecola la capacità delle proteine di
governare i processi del
metabolismo
e quella del codice genetico di trasmettere l'informazione riguardo a
questi processi, che saranno così soggetti alle leggi della
selezione naturale.
Il problema di questa teoria è che in realtà l'origine dei ribozimi sembra
essere recente nella storia della vita e inoltre queste molecole sono
troppo complesse per poterle considerare di semplice formazione spontanea.
Esistono numerose varianti a queste ipotesi che rimangono comunque la base
della discussione fra i ricercatori in questo campo. Ad esempio, alcuni
ricercatori giapponesi privilegiano la teoria della formazione di
aggregati affini alle microsfere di proteinoidi, ma avvenuta in un
ambiente diverso da quello immaginato originariamente da Fox, che pensava
a delle pozze d'acqua situate in aree vulcaniche a contatto con
l'atmosfera. Questi aggregati vengono chiamati "marigranuli" e si
sarebbero formati in fondo al mare vicino a sorgenti di acqua calda ricche
di sali minerali che si trovano in fondo agli oceani (ambiente
idrotermale).
Altri ricercatori mettono insieme le varie ipotesi e pensano invece ad
aggregati formati da proteinoidi e molecole organiche di altro tipo che
hanno la capacità di segregare molecole di RNA che, questo è largamente accettato, precedette il DNA.
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La nascita della vita sulla Terra
Una volta che si è formato un aggregato organico che è in grado di
compiere alcune reazioni metaboliche (come reazioni di condensazione:
unione di due molecole con perdita di una molecola d'acqua) e che possiede
un sistema molecolare capace di trasmettere l'informazione,
presumibilmente l'RNA, allora si è giunti alla formazione di una
protocellula. Nel momento in cui si formano tipi di protocellule più
stabili di altre che acquisiscono la capacità di dividersi e moltiplicarsi,
allora si è giunti ai primi organismi, che si suppone fossero formati da
una sola cellula. La cellula viene anche definita come l'unità di vita
e le teorie odierne sull'origine della vita passano tutte per l'origine
della cellula. A volte
vengono anche proposte teorie di formazione
extraterrestre della vita. La più conosciuta è la teoria della panspermia
di
F. Hoyle,
che individua l'origine della vita nelle nubi interstellari e nelle comete.
La vita sarebbe stata così trasportata sulla Terra da corpi meteoritici
che cadevano su di essa; più recentemente è stata invece proposta una "inseminazione"
di vita ad opera di meteoriti.
Oggi la maggior parte degli studiosi ritiene che la vita sulla Terra si
sia originata sulla Terra stessa, attraverso una sequenza di atti
evolutivi della sua chimica superficiale che possono in molti casi essere
riprodotti in laboratorio. Questo non vuol dire che la vita non possa
essersi originata anche altrove nell'universo, anzi questa è una
possibilità molto studiata da una disciplina che si è sviluppata negli
ultimi anni, la
bioastronomia.
Bisogna però prendere coscienza che la capacità della Terra di ospitare la
vita è dovuta a una serie di casualità dell'evoluzione astronomica e
planetaria che è difficile riscontrare in altri corpi celesti. Questa
eccezionale capacità della Terra si è ulteriormente affinata dopo la
nascita della vita con l'affermarsi dell'autotrofismo
e di un complesso sistema ecologico basato su interazioni tra vita e
ambiente che tendono a sviluppare il massimo della
biodiversità.
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