L'orticaria

Caratteristica eruzione della pelle che provoca un prurito e un bruciore simili a quelli che derivano dal contatto con l'ortica. Viene considerata una tipica espressione di una reazione allergica (spesso punture di insetti), di un'intolleranza alimentare (soprattutto le fragole, i pomodori, i crostacei, i molluschi, la carne di vitello e di maiale, i tartufi, le uova, il miele) o della reazione a determinati farmaci. Oltre al contatto con varie sostanze ad azione allergizzante, esistono anche altri fattori scatenanti come le basse temperature, la pressione continua esercitata da vestiti o scarpe troppo strette, l'esposizione troppo prolungata ai raggi del sole,

 

u Le manifestazioni

Tipica di ogni caso è la comparsa improvvisa di gonfiori pruriginosi (pomfi) localizzati soprattutto alle parti coperte che possono durare pochissimo o protrarsi fino a una settimana lasciando dietro di sé una tipica pigmentazione della pelle. A volte l'orticaria comporta solo una sensazione di intorpidimento alle mani e ai piedi, con relativo prurito. In altri casi può coinvolgere la bocca, la laringe, l'intestino, la vagina.

E' raro che l'orticaria assuma un andamento cronico, ma in questi caso risulta più persistente, con nuove placche che si sostituiscono senza sosta a quelle vecchie.

 

u Una forma temibile

Una particolare e temibile forma di orticaria che colpisce il volto e le mucose è l'edema di Quincke, che determina gonfiore a palpebre, labbra e volto, ma che coinvolge soprattutto le mucose a livello della glottide (edema della glottide) causando problemi respiratori anche gravi che impongono trattamenti d'urgenza.

In alcuni casi, invece, l'orticaria può rappresentare l'espressione sintomatologica di altre malattie come il lupus eritematoso sistemico e i linfomi).

 

u Tre meccanismi d'origine

Sono sostanzialmente tre i meccanismi che si ritiene siano alla base dell'orticaria: un meccanismo allergico tipo l'anafilassi ma limitato al derma e all'epidermide che scatta con il contatto allergene-anticorpi; l'azione sui basofili da parte di sostanze che liberano l'istamina come per esempio le fragole e il cioccolato; l'apporto diretto di istamina da prodotti alimentari che ne sono ricchi come i pomodori e gli spinaci.

In causa c'è sempre la liberazione di istamina, con conseguenze come la dilatazione vascolare e l'edema.

Riconoscere l'eventuale alimento che scatena i sintomi non è facile, ma i test allergologici specifici forniscono informazioni preziose.

Oltre all'eliminazione della causa allergizzante, il trattamento si basa sull'impiego di antistaminici.