Metro (misura)
Metro (gr. mιtron, misura). Unità fondamentale di misura di lunghezza del sistema SI (simb.: m), rappresentata dal metro campione. Strumento per misure di lunghezze, avente la lunghezza di 1 m e talvolta maggiore, munito di suddivisioni distanti 1 dm, 1 cm, 1 mm. Per estens. Oggetto che serve a misurare e avente la lunghezza di un metro, generalmente con le divisioni in decimetri, centimetri, millimetri. Fig. Criterio, metodo di giudizio: Valutare i propri dipendenti con metri diversi. Argomento, modo, tono del parlare; argomento di un discorso: Gli rispose sullo stesso metro. D Tornavan per lo cerchio tetro/... / gridandosi anche loro ontoso metro (Dante). Ritmo con cui si compie un'azione: D Una respirazione frettolosa che io ... imitavo: non potevo respirare a lungo in quel metro (Svevo). Ant. Misura, quantità: D In un bogliente vetro / gittato mi sarei per rinfrescarmi / tant'era ivi lo 'ncendio sanza metro (Dante). Lett. Poesia, versi in senso generico: D Già era, e con paura il metto in metro, / là dove l'ombre tutte eran coperte (Dante). Metro quadrato, unità di misura di area (simb.: m², o, meno correttamente, mq), pari all'area di un quadrato avente il lato di 1 m. Metro cubo, unità di misura di volume (simb.: m³, o, meno correttamente, mc), pari al volume di un cubo avente lo spigolo di 1 m. Metro al secondo, unità di misura di velocità (simb.: m/s), pari alla velocità di un mobile, animato da moto uniforme, che percorre lo spazio di 1 m in 1 s. Metro al secondo quadrato, unità di misura di accelerazione (simb.: m/s²), pari all'accelerazione di un mobile, animato da moto uniformemente vario, la cui velocità varia di 1 m/s in 1 s.
Geofis. Metro dinamico o geodinamico, unità di misura dell'altezza geopotenziale, che corrisponde all'altezza che avrebbe un punto dell'atmosfera situato a 10/g metri sul livello del mare, essendo g l'accelerazione di gravità. (Simb.: m din.)
Metr. Termine con il quale si indica la strofe in quanto rappresenta l'unità di misura nella successione dei periodi ritmici di un componimento poetico. Metro eroico.
Metr. ant. Sequenza determinata di sillabe lunghe o brevi, comprendente due tempi ben distinti, l'uno forte, l'altro debole. Per estens. Forma del ritmo, in cui è scritta un'opera poetica: Metro anapestico.
Tecn. Metro a nastro, strumento di misura di lunghezza, costituito da un nastro metallico, su cui è incisa una graduazione in centimetri, il quale può essere avvolto attorno a un rullo e contenuto in una scatola cilindrica piatta. (E' detto anche cordella metrica.) Metro pieghevole, o da muratore, strumento di misura di lunghezza costituito da una serie di strisce di legno graduate in centimetri e incernierate tra loro alle estremità in modo che ciascuna possa sovrapporsi alla precedente per rotazione intorno a detta cerniera. Metro da modellista, strumento di misura usato in metallurgia analogo al metro ordinario, ma con graduazione che tiene conto del ritiro del metallo con cui sarà eseguito il getto relativo al modello.
u Metrologia
Già nel 1670 l'abate Gabriel Mouton (1618-1694) aveva proposto di prendere come campione naturale, razionale, di lunghezza quella corrispondente all'arco di un minuto lungo il meridiano terrestre. Ma il passo decisivo venne compiuto dall'Accademia francese delle scienze che, incaricata nel 1790 dai pubblici poteri di stabilire un nuovo sistema di misura, si pronunciò in favore del quarto di meridiano terrestre, stabilendo come unità di misura la decimilionesima parte dello stesso: il metro. In attesa di una determinazione precisa e rigorosa della lunghezza del metro, venne costruito un campione che servisse di base a tutti gli altri. (Contemporaneamente veniva determinata la misura fondamentale di massa nel chilogrammo, stabilendo il rapporto tra il suo valore e quello delle varie unità in uso.) Queste determinazioni permisero al governo francese di istituire, primo fra tutti (1795), il sistema metrico. La legge istitutiva prescriveva l'adozione di un campione unico per i pesi e per le misure in tutto il territorio della repubblica. Nel 1872 una commissione internazionale che rappresentava 30 Stati si riunì a Parigi per determinare i prototipi internazionali di lunghezza e di peso.
Per l'esecuzione dei nuovi prototipi del metro e del chilogrammo furono presi come punto di partenza i vecchi campioni conservati negli archivi nazionali francesi.
Nel 1875 una convenzione diplomatica, chiamata Convenzione del metro, fu firmata da Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Perù, Portogallo, Russia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria, Venezuela. Ai sensi di tale convenzione gli Stati contraenti decidevano di copiare il campione conservato negli archivi nazionali francesi al fine di creare il metro internazionale, e di fondare un Ufficio internazionale dei pesi e delle misure sovvenzionato da tutti gli Stati aderenti. Scopo principale di questo ufficio era quello di costruire e di conservare i campioni definitivi, confrontando con essi i campioni nazionali forniti ai vari Stati per stabilirne gli errori. Quando la lunghezza del campione provvisorio fu determinata, lo stesso servì per preparare una quarantina di altri prototipi, 31 dei quali furono sottoposti a un esame rigoroso: uno di platino iridiato divenne il metro internazionale e, più precisamente, fu assunta pari a 1 m la distanza, a 0 °C, tra gli assi di due tratti paralleli tracciati su di esso; la lunghezza degli altri 30 fu determinata con altissima precisione in rapporto a quella del primo. La prima Conferenza generale dei pesi e misure (Parigi, 1899) sanzionò i campioni del metro e del chilogrammo, che vennero depositati nei sotterranei del padiglione di Breteuil a Sèvres e distribuì i campioni metrici tra i firmatari della Convenzione del 1875. (Lavoro analogo venne compiuto, sempre presso l'Ufficio internazionale, per il chilogrammo internazionale, di cui vennero preparati prototipi internazionali per ognuno dei paesi aderenti.) La lunghezza del metro così definito risultò inferiore di 228,8 mm alla quarantamilionesima parte del meridiano terrestre. I campioni materiali sono soggetti a deformazione e la distanza tra due tratti incisi è definibile con un'approssimazione di 0,1 mm; si è cercato pertanto di assumere come campione una misura naturale di lunghezza. Il metro è stato quindi definito, con una risoluzione presa all'undicesima Conferenza generale dei pesi e delle misure (che ha avuto luogo a Parigi nell'ottobre 1960) come la lunghezza pari a 1.650.763,73 volte la lunghezza d'onda, nel vuoto, della radiazione corrispondente alla transizione fra due livelli energetici noti dell'atomo dell'isotopo del cripto 86Kr.
Tale definizione ha l'approssimazione di 0,003 mm circa.
Questa radiazione, prodotta da un tubo a scarica elettrica nel cripto a bassa pressione e bassa temperatura (210 °C), viene separata dalle altre radiazioni mediante un monocromatore. La lunghezza dei campioni pratici può essere misurata con metodi interferometrici per confronto con la lunghezza d'onda di questa radiazione. La nuova definizione del metro era trenta volte circa più precisa della definizione precedente in base al campione internazionale in platino iridiato.
Nell'ottobre 1983 la Conferenza generale dei pesi e delle misure ha approvato la seguente nuova definizione del metro: il metro è la lunghezza del tragitto compiuto dalla luce nel vuoto in un intervallo di tempo di 1/299.792.458 di secondo. Questa definizione sostituisce quella adottata nel 1960, che, come la precedente (sbarra di platino- iridio), faceva riferimento a una lunghezza campione; la nuova definizione, invece, fa riferimento a un'unità di tempo misurabile, con i moderni orologi al cesio, con precisione quasi 1.000 volte superiore a quella di lunghezza. Tale definizione è entrata legalmente in vigore nell'ambito della Comunità Europea nel 1990.