Il morbo di Basedow

Consiste essenzialmente nell'infiltrazione di linfociti T e B a livello della tiroide. Questa "invasione" determina una tiroidite che si presenta più di frequente nel sesso femminile e in giovane età. I segni sono quelli classici dell'ipertiroidismo, con perdita di peso nonostante l'aumento dell'appetito, nervosismo eccessivo e irritabilità, disturbi del sonno, tremore alle mani, ipersudorazione, tachicardia e aritmia. E' evidente l'aumento delle dimensioni della tiroide, che configura il classico gozzo.

Un altro segno caratteristico è l'esoftalmo, cioè la protusione accentuata dei bulbi oculari che, oltre al problema estetico, comporta anche disturbi della vista (nei casi più eclatanti impedisce di chiudere le palpebre) e strabismo. Per spiegare il coinvolgimento dei bulbi oculari e l'esoftalmo, è stato ipotizzata l'esistenza di antigeni in comune tra le cellule tiroidee e quelle dei muscoli oculari.
 

u Lo stimolo dagli anticorpi

Nel morbo di Basedow, un ruolo fondamentale è interpretato dagli anticorpi contro il recettore dell'ormone che stimola la tiroide (TSH). In questo modo, infatti, gli anticorpi riproducono l'azione del TSH e stimolano la produzione di ormoni tiroidei. Stimolando la crescita delle cellule tiroidee, sono anche all'origine del gozzo.

La causa che determina l'autoimmunizzazione contro la tiroide non è nota. Tra le ipotesi c'è il possibile ruolo di un'infezione virale della tiroide che negli individui predisposti geneticamente potrebbe modificare la reazione immunitaria, rendendola abnorme.
 

u La diagnosi e il trattamento

Per la diagnosi, gli esami biologici evidenziano l'aumento degli ormoni tiroidei mentre i livelli del TSH appaiono esageratamente bassi. Si trovano poi gli anticorpi specifici contro la tiroide, mentre la scintigrafia mette in mostra l'iperattività della ghiandola.

Il trattamento del morbo di Basedow prevede l'impiego di farmaci in grado di ridurre la produzione di ormoni tiroidei. A volte, ripristinata una situazione accettabile, per impedire le ricadute si può intervenire chirurgicamente con una tiroidectomia parziale, intervento chirurgico che consiste nell'asportazione di una parte della ghiandola, lasciandone una porzione sufficiente a produrre un livello adeguato di ormoni. La prevenzione delle ricadute si può ottenere anche con lo iodio radioattivo.

L'esoftalmo può richiedere un trattamento a base di cortisone e, se persiste anche dopo il ripristino di un quadro tiroideo normale, può richiedere una correzione chirurgica.