Novum Organum Scientiarum



Novum  Organum Scientiarum, opera di F. Bacone, pubblicata nel 1620 e facente parte del grandioso progetto dell'Instauratio magna. Il titolo sottolinea l'intenzione di sostituire la vecchia logica dell'Organon aristotelico con una nuova, intesa come metodo di ricerca induttiva delle “forme” permanenti della natura. Il primo dei due libri in cui l'opera è divisa contiene la pars destruens, cioè la critica dei pregiudizi (idola), che fuorviano la mente e rendono infruttuosa l'osservazione. Il secondo libro (pars construens) prospetta il metodo dell'induzione baconiana, procedente dalle osservazioni alle leggi (ab experimentis ad axiomata). Dei fatti osservati si prende nota in tre diverse tabelle: nelle tabulae praesentiae si registrano i vari casi in cui il fenomeno si verifica, nelle tabulae absentiae quelli in cui esso non compare, nelle tabulae graduum si annotano le variazioni quantitative. Si giunge così a un'ipotesi provvisoria (vindemiatio prima), la quale deve essere confermata da successive verifiche (instantiae praerogativae), distinte da Bacone in ventisette tipi. Fra esse è decisiva la instantia crucis, quella cioè che permette di scegliere la strada giusta al bivio fra due interpretazioni, fino a quel momento parimenti sostenibili. In tal modo si perviene a determinare la struttura (latens schematismus) e le leggi del movimento (latens processus) della natura.

L'opera, anche se viziata dall'assunzione non sempre consapevole di presupposti metafisici e caratterizzata negativamente dalla sottovalutazione dello strumento matematico, costituisce un testo classico nella storia della metodologia scientifica.

  La Nuova Atlantide