Odontoiatria

odontoiatria   Specialità medica che si occupa dello studio, della diagnosi e del trattamento delle malattie dei denti e dei tessuti di supporto. (Sin.   odontologia.)

u Medicina

I fossili di uomini preistorici, che mostrano chiari segni di carie e di altre affezioni dentarie, fanno presumere che sin dagli albori della sua storia l'uomo abbia cercato di curare i propri denti, sia pur con pratiche rudimentali a sfondo magico. La storia dell'odontoiatria inizia infatti in epoche remotissime, come è provato da suppellettili, iscrizioni, ecc. che dimostrano come in tutte le civiltà antiche (babilonese, egiziana, fenicia, incas, cinese, etrusca, ebraica) vi fossero nozioni di patologia e terapia dentaria e venissero effettuati lavori di protesi. Le conoscenze odontoiatriche dei Greci avevano già raggiunto un notevole grado di precisione, come risulta dagli scritti di Ippocrate; a Roma l'odontoiatria acquisì dignità di scienza grazie alle opere di Celso, Plinio e Galeno. Opere di odontoiatria furono elaborate anche dagli Arabi e dai medici della Scuola salernitana, ma i primi veri studiosi dei denti sono stati i medici illustri dei secoli successivi (XIII-XVII) tra cui ricordiamo Taddeo Alderotti, Guglielmo da Saliceto, Guy de Chauliac, Vesalio, Falloppio, Paré, Fabrizio d'Acquapendente.

Nel XVIII sec. nasce in Francia l'odontoiatria moderna grazie a un decreto di Luigi XIV con cui veniva creata la professione di chirurgo dentista, per salvaguardarsi dalla massa di flebotomi, barbieri e ciarlatani in genere che sino allora avevano esercitato la pratica di cavadenti, e soprattutto per sostituire all'empirico tirocinio personale un insegnamento sistematico. Per i Francesi l'odontoiatria moderna, oltre che da ciò, sarebbe scaturita anche dall'opera del loro connazionale P. Fauchard, Il chirurgo dentista, in cui, oltre alla somma delle conoscenze dell'epoca, sono contenuti i princìpi fondamentali su cui si basano anche le tecniche attuali.

Nel XIX sec. l'odontoiatria, orientatasi verso un indirizzo puramente pratico per influsso della scuola americana, si arricchisce notevolmente con l'introduzione di nuove tecniche (es. arsenico per necrotizzare la polpa dentaria) e strumenti (es. pinze per estrazione di forma anatomica, trapano dentario, ecc.) nonchè dell'anestesia  (scoperta appunto da dentisti). Poi le scuole europee, soprattutto tedesche, austro-ungariche e italiane, riconoscendo i limiti e i pericoli di un'odontoiatria puramente pratica, ne posero le basi scientifiche con studi anatomici, fisiologici e patologici sui denti e il cavo orale in genere. Il vecchio indirizzo meccanico fu così a poco a poco sostituito da quello biologico, che, riportando l'odontoiatria nell'ambito della medicina e allargandone il campo di studi, ha portato alla differenziazione di una nuova scienza, la stomatologia.

L'odontoiatria comprende varie discipline tra cui: odontoiatria restaurativa, che consiste nel ripristino anatomico e funzionale delle perdite di sostanze dell'elemento dentario; endodonzia, specialità che si occupa del trattamento delle affezioni pulpari e dei canali radicolari; paradontologia, studio e terapia delle lesioni dei tessuti di sostegno del dente; ortopedia dentomaxillofacciale, rivolta specialmente ai bambini, che ha lo scopo di correggere gli erronei rapporti fra mascellare superiore e mandibola e i difettosi allineamenti degli elementi dentari in seno all'arcata; pedodonzia, specialità che si occupa del trattamento delle affezioni dentarie nell'infanzia; protetica, costituita dall'insieme di tecniche atte a sostituire, con manufatti fissi o removibili, gli elementi dentari mancanti; chirurgia maxillofacciale, comprendente la patologia e la clinica di tutte le affezioni dentarie ed extradentarie, nell'ambito del cavo orale, trattabili con terapia chirurgica (cisti, tumori benigni e maligni, fratture, ecc.). Questa materia, per la sua complessità, ha assunto recentemente dignità di insegnamento autonomo.