Oltre il
test di Turing
Il Prof.
Luigi Stringa, scomparso nel 2000, e Roberto Vacca hanno proposto un test
di Turing esteso. L'operatore e il computer si trovano, al solito, in due
stanze separate. Gli scambi, però, non consistono solo di messaggi scritti:
ora includono oggetti o input sensoriali così che sia lo sperimentatore
sia lo sperimentato (computer o essere umano?) hanno contatto diretto col
mondo senza l'intermediario di simboli codificati. Gli oggetti piccoli
sono scambiati attraverso un cassetto mobile. Gli oggetti grandi (fiumi,
monti, stelle) sono rappresentati da immagini, suoni, odori o stimoli
tattili. Operatore e computer si scambiano simboli alfa-numerici e anche
disegni o risultati di processi meccanici o chimici eseguiti con oggetti
da loro richiesti (carta, lapis, legno, metallo, arnesi, strumenti di
misura).
Ora,
sembra più ragionevole sostenere che si è realizzata l'intelligenza
artificiale forte, se una macchina fornisce descrizioni adeguate della
realtà e reagisce a stimoli di vario genere, come un essere umano - usando
il suo software, il suo hardware e i suoi attuatori.
Questo
test di Turing esteso è ancora squilibrato perchè confronta una macchina
con un essere umano - senza specificare che tipo di essere umano. E'
questione essenziale: c'è una gamma continua di uomini dai disabili
mentali completi a individui meno inadeguati e via via più abili che sanno
svolgere compiti di complessità molto diverse. In un test di Turing esteso
dovremmo contrapporre computer a una serie di persone umane, ad esempio:
un analfabeta, un linguista, un tornitore, uno scultore, un scrittore, un
fisico, un medico, un informatico, un politico. Tutte queste persone hanno
in comune una conoscenza di base del mondo che li circonda. Quelli che
vivono in città hanno esperienze diverse da un Paese all'altro. Il test
dovrà specificare il Paese, l'epoca e le condizioni generali degli esseri
umani di confronto.
Il test
descritto conterrebbe un forte elemento soggettivo: il giudizio emesso
dipende, infatti, dalle caratteristiche dello sperimentatore. Si potrebbe
realizzare allora un test multiplo sempre con un essere umano e un
computer in due stanze separate, ma con parecchi giudici di formazione,
cultura e capacità diverse a cui verrebbe richiesto di riconoscere l’
essere intelligente tre la persona e la macchina che si stanno scambiando
informazioni.
Saremmo
in difficoltà (e dovremmo decidere che il test di Turing non dimostra
granchè), se trovassimo 4 giudici che danno i seguenti 4 giudizi:
·
uno dei due interlocutori (l’ uomo) è intelligente e l’altro no,
·
entrambi sono intelligenti,
·
uno (il computer) è intelligente e l’altro no,
·
nessuno dei due è intelligente.
Queste
considerazioni negative non dimostrano che il test di Turing sia privo di
senso. Sottolineano solo che la questione è complessa: è molto difficile
definire criteri di giudizio. Luigi Stringa sosteneva che l'intelligenza
artificiale è una disciplina sperimentale: si tenta di produrre
comportamenti intelligenti da parte di macchine e il giudizio
sull'eventuale successo si può dare solo dopo realizzazioni ed esperimenti
concreti.
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