|
Onda
onda
s.f. (lat. unda). Increspatura di una
superficie liquida, per l'azione del vento o di altre
cause; detto specialmente del mare, di un lago e
simili: Le onde sbattevano con violenza sulla
scogliera.
¸
Lett.
spesso al pl. La superficie di una massa liquida,
massa d'acqua in genere:
D
Su per le sucide onde / gią scorgere puoi quello che
s'aspetta (Dante).
L'aureo scudo della madre dea / in su
l'attonit'onde al sol raggiņ (Carducci). Le
piante e i sassi e l'onda / e le montagne vostre (Leopardi).
¸
Per estens.
Movimento ondeggiante:
D
E il lampo de' manipoli, / e l'onda dei cavalli
(Manzoni).
¸
Fig.
Massa di ciò che sommerge, che travolge: L'onda dei
ricordi.
D
Sentiva un'onda di parole salirgli alle labbra
(Deledda).
¸
Ondulazione: Onde di capelli.
¸
A onda,
ondulato:
D
Coi bei capelli a onda
(Pascoli).
- L oc. div. Seguir l'onda, seguire la
corrente (in genere fig.).
¸
Essere sulla cresta dell'onda, fig.
attraversare un momento di successo.
¸
Mettere in onda,
di un programma radiotelevisivo, trasmetterlo,
programmarlo.
- Agr. Sistemazione a onde, sistemazione
superficiale dei terreni adottata specialmente negli
Stati Uniti per proteggere il suolo dall'erosione
operata dalle acque e favorire la penetrazione
dell'acqua negli strati più profondi. (Si attua
mediante lo scavo di fosse poco profonde e tanto più
larghe quanto minore è la pendenza e riportando il
terreno di scavo verso il margine a valle di ciascuna
di esse, per cui il terreno assume un profilo ondulato.)
- Fis. Perturbazione di una grandezza fisica che si
propaga in un dato mezzo o nello spazio. (In senso più
ristretto si parla di onda quando la
perturbazione che si diffonde ha carattere oscillante.) ¸
Onda longitudinale,
onda in cui la direzione di propagazione è parallela
alla direzione dell'oscillazione che si propaga.
¸
Onda monocromatica
o sinusoidale di frequenza
3,
onda in cui l'oscillazione che si propaga è un moto
armonico di frequenza
3.
¸
Onda persistente,
onda la cui ampiezza si mantiene costante nel tempo.
¸
Onda piana,
onda in cui le superfici d'onda formano un fascio di
piani paralleli.
¸
Onda progressiva. ¸
Onda regressiva.¸
Onda sferica,
onda in cui le superfici d'onda sono sfere
concentriche.
¸
Onda smorzata,
treno d'onda in cui l'intensità decresce nel tempo (in
particolare si assume che l'ampiezza d'onda decresca
esponenzialmente).
¸
Onda stazionaria,
moto ondoso prodotto dall'interferenza di onde di
frequenza uguale a una frequenza di risonanza di una
cavità o di un corpo elastico. (E' caratterizzato da
una ampiezza d'onda costante nel tempo in ogni punto,
variabile da punto a punto e nulla nei
nodi di vibrazione.)
¸
Onda trasversale,
onda la cui direzione di propagazione è perpendicolare
alla direzione dell'oscillazione che si propaga.
¸
Ampiezza d'onda,
per un'onda sinusoidale, elongazione massima del moto
armonico che si propaga. (Si può definire anche per
onde non sinusoidali come il valore massimo
raggiunto in un punto dalla grandezza che si propaga.)
¸
Equazione d'onda,
equazione differenziale che descrive la propagazione
di un'onda: L'equazione di d'Alembert è l'equazione
d'onda delle onde elastiche ed elettromagnetiche.
¸
Fronte
o superficie d'onda, per un'onda in cui la
grandezza che si propaga ha un carattere oscillante
regolare, luogo dei punti in cui la grandezza è simultaneamente nella stessa fase. (Si
può definire un
fronte d'onda anche per onde non oscillanti.)
¸
Funzione d'onda,
funzione che soddisfa un'equazione d'onda.
¸
Lunghezza d'onda
(simb.:
l),
spazio percorso da un'onda sinusoidale durante un
periodo di oscillazione T = 1/v· (Vale
l
= cT, dove c è la velocità di propagazione dell'onda.)
[Si può definire una lunghezza d'onda anche per
onde generate da un'oscillazione regolare ma non
armonica come la distanza tra due successive superfici
d'onda in fase.]
¸
Numero d'onda.
¸
Onde di probabilità,
onde introdotte dalla meccanica quantistica per
descrivere il moto delle particelle subatomiche.
¸
Onde di pressione,
onde elastiche in un fluido.
¸
Onde di compressione
o di espansione, onde elastiche longitudinali.
¸
Onde d'urto,
onde prodotte da una sorgente che si muove in un mezzo
con velocità superiore alla velocità di propagazione
delle onde in quel mezzo. (E' un fenomeno
caratteristico delle onde soniche nei fluidi,
ma si osserva anche un fenomeno analogo per le onde
luminose, noto come effetto
Cerenkov.)
¸
Onde elastiche,
onde di compressione o di distorsione che si propagano
in un mezzo elastico.
¸
Onde elettromagnetiche
o hertziane, onde trasversali determinate dalla
propagazione nel vuoto o in un dielettrico del campo
elettromagnetico: I raggi
g
e X, la luce e le radioonde sono onde
elettromagnetiche.
¸
Onde gravitazionali,
onde trasversali previste dalla relatività generale,
consistenti nella propagazione del campo
gravitazionale prodotto da masse accelerate. (La
propagazione dovrebbe avvenire tramite un quanto detto
gravitone.)
¸
Onde luminose,
onde elettromagnetiche di lunghezza compresa nello
spettro visibile.
¸
Onde solitarie
o solitoni, onde che conservano indefinitamente
la propria energia e la propria forma.
¸
Onde soniche
o sonore, onde di compressione che si propagano
in un fluido e in partic. nell'aria, dette anche
ONDE ACUSTICHE
od
ONDE DIMACH.
(In senso più ristretto si intende per onda sonora
un'onda di compressione di frequenza compresa nel
campo di udibilità dell'orecchio umano.)
¸
Onde superficiali,
onde che si propagano nella superficie di separazione
di due fluidi.
¸
Onde radio
o radioonde, onde elettromagnetiche di
lunghezza compresa tra il millimetro (microonde)
e qualche chilometro (onde lunghe), utilizzate
per le telecomunicazioni. (A differenza delle
radiazioni di lunghezza d'onda inferiore [luce]
queste onde possono essere riflesse dalla
ionosfera;
questo fatto rende possibili le comunicazioni a
grandissima distanza.)
¸
Onde termiche,
propagazione di energia termica che, in particolari
condizioni di temperatura assai prossima a 0 K, assume
carattere ondulatorio. Sono dette anche secondo
suono, in contrapposizione all'onda sonora
chiamata primo suono.
¸
Interferometro a due onde, a onde multiple.¸
Lamina mezz'onda.
¸
Onda esplosiva.
- Fisiol. Fisiol. Onda muscolare, propagazione
della contrazione di un muscolo da un punto eccitato a
tutta la massa muscolare.
¸
Onda indotta,
onda muscolare ottenuta mediante il contatto di un
muscolo con un altro sistema neuromuscolare in stato
di contrazione. (Ad es. un preparato neuromuscolare
messo a contatto con un cuore isolato si contrae a
ogni sistole cardiaca.)
¸
Onde peristaltiche,
restringimenti anulari che si verificano negli organi
tubolari e che, procedendo in senso longitudinale,
provocano lo spostamento del contenuto dell'organo. (Onde
peristaltiche si verificano all'altezza di tutti
gli elementi del tubo digerente, delle vie urinarie e
in genere di tutti i canali e dotti escretori.)
¸
Onde
a,
b,
g,
d,
variazioni di potenziale della corteccia cerebrale,
messe in evidenza dall'elettroencefalogramma.
¸
Onde P, Q, R, S, T,
variazioni di potenziale provocate dalla contrazione
degli atri e dei ventricoli del cuore, messe in
evidenza dal tracciato elettrocardiografico.
- Geofis. Onda sismica, onda provocata da un
terremoto e che si propaga all'interno o alla
superficie della Terra.
- Geogr. fis. Massa d'acqua che, sollevandosi e
abbassandosi con ritmo più o meno regolare rispetto al
normale livello della superficie del mare o di un lago,
produce un corrugamento della superficie stessa.
¸
Onda di marea,
v. marea.
¸
Onda di sessa.
- Ind. tess. Piccola leva piatta, in acciaio, a forma
di cediglia, che, nei telai rettilinei per maglieria e
calze tipo Cotton, comanda le platine di raccolta. (Il
nome deriva dalle successive posizioni che tali leve
assumono, seguendo il guidafilo, per spingere le
platine, premute sul loro dorso, dal carrello che va e
viene.)
- Mar. Onda lunga, onda di leva.
- Meteor. Variazione sinusoidale dei valori di un
elemento meteorologico in un dato punto, in funzione
del tempo: Un'onda di pressione.
¸
Onda ciclonica,
ondulazione delle masse d'aria che si forma lungo un
fronte stazionario.
- Mil. Onda balistica, onda di bocca, fenomeni
acustici provocati dalla partenza del colpo di un'arma
da fuoco.
- Telecom. ¸
Onda pilota,
onda radio emessa per servire come frequenza di
riferimento.
¸
Onda portante, onda modulante.
¸
Trasmissione mediante onde convogliate,
sistema di trasmissione di comunicazioni telefoniche,
telecomandi, telemisure, ecc., mediante segnali in
alta frequenza immessi su una rete di trasmissione di
energia elettrica ad alta tensione. (Viene impiegata
principalmente per i collegamenti di telecomunicazioni
delle società elettriche e ha come elemento
caratteristico
le bobine di sbarramento.)
¸
Antenna a mezz'onda
o semionda.
- Trasp. Onda verde, sistema di regolazione del
traffico di un'arteria. (Nei vari incroci i semafori
sono comandati da un unico centralino di
sincronizzazione che stabilisce i tempi d'accensione
del verde [da cui il nome] consentendo un flusso
continuo dei veicoli a una velocità prestabilita. In
genere l'onda verde viene realizzata con
l'ausilio di un calcolatore.)
u
Geografia fisica
Le onde sono dovute generalmente all'azione
del vento, che colpendo la superficie del mare o di un
lago vi determina una pressione e un attrito, o al
fenomeno delle maree. In alcuni casi, sono generate da
un maremoto provocato da un terremoto o da un'eruzione
vulcanica sottomarini; con effetti molto ridotti, sono
dovute alla caduta di un corpo in acqua e al movimento
di un corpo parzialmente immerso, come una nave.
Per quanto riguarda la terminologia riferita alle onde,
si dice cresta, la parte più elevata dell'onda;
cavo, gola, solco, valle, ventre, la parte più
bassa; altezza dell'onda, il dislivello tra una
cresta e la gola successiva; lunghezza dell'onda,
la distanza fra due creste o due gole successive (che
è per lo più trenta volte circa l'altezza); profilo
dell'onda, la sezione dell'onda su un piano
verticale orientato secondo la direzione di
propagazione; periodo dell'onda, l'intervallo
di tempo fra il passaggio di due creste successive
nello stesso punto; velocità dell'onda, lo
spazio percorso apparentemente da una cresta o da una
gola nell'unità di tempo. Sebbene a un osservatore le
onde sembrino muoversi sulla superficie dell'acqua, in
effetti si propaga solo l'oscillazione, senza che
avvenga trasporto di materia: infatti le particelle
d'acqua si muovono, intorno a un centro d'oscillazione
fisso, lungo una traiettoria chiusa circolare o
ellittica (come le onde trocoidali di Gerstner e le
onde sinusoidali di Airy ). Quando
le onde interessano uno spessore limitato della massa
d'acqua, come avviene in alto mare, si parla di
onde di acqua alta, che avvengono come
oscillazioni libere con traiettorie circolari, il cui
diametro diminuisce, fino ad annullarsi, verso il
basso. Quando interessano tutto lo spessore della
massa d'acqua, come avviene presso le coste, si parla
di onde di acqua bassa, nelle quali le
traiettorie delle particelle da circolari diventano,
verso il fondo, ellittiche, poiché il ventre dell'onda
viene frenato dall'attrito sul fondo. In mare aperto
le oscillazioni si propagano nella direzione del vento,
ma possono verificarsi interferenze fra vari sistemi
di onde, le une generate dal vento che sta spirando e
dette onde vive, le altre generate
precedentemente da un vento ormai caduto e dette
onde morte. Presso la costa le onde assumono una
direzione di propagazione perpendicolare a essa
adattandosi al suo contorno. Quando l'onda incontra un
ostacolo netto, come una costa alta, si generano
onde riflesse, che interferiscono con quelle
incidenti, dando luogo a onde d'interferenza,
che raggiungono grandi altezze, accompagnate da onde
secondarie di risacca, o a onde stazionarie
(o clapotis), nelle quali le particelle d'acqua
oscillano lungo una linea verticale, senza che si
produca la risacca. Quando l'oscillazione incontra un
fondale basso o una costa in pendio diminuisce la
lunghezza dell'onda e aumenta l'altezza, il ventre
dell'onda viene frenato dall'attrito sul fondo, finchè
si rompe l'equilibrio e la cresta cade in avanti dando
origine a un'onda di traslazione con trasporto di
materia. Si forma un flutto, un frangente che si
spinge verso la spiaggia e che ritorna indietro dando
origine alla risacca, che favorisce il frangersi delle
onde successive.
La valutazione dell'altezza, della lunghezza e degli
altri elementi dell'onda è difficile. Un metodo di
misura è basato su rilievi aerofotogrammetrici; per
determinare l'altezza delle onde è stato messo a punto
nel 1956 dall'Istituto oceanografico di Wormley,
Surrey, uno strumento (detto Shipborne wave recorder),
utilizzabile a bordo di una nave, che registra
costantemente l'altezza dell'acqua al di sopra di una
superficie di riferimento calcolata indipendentemente
dalla posizione della nave. Tale strumento ha
registrato, con un'approssimazione del 10%, onde di 17
m d'altezza. Per quanto riguarda le misure di altri
elementi dell'onda, sembra che onde del tutto
eccezionali possono raggiungere una lunghezza di
800-900 m con un'altezza di 15-20 m e un periodo di 24
s. Però, generalmente, nell'oceano le onde di tempesta
hanno una lunghezza di 150-200 m, un'altezza di 7-10
m, un periodo di 8-12 s, una velocità di 30-35 nodi.
Nel Mediterraneo le onde di tempesta hanno una
lunghezza di 50- 120 m, un'altezza di 5-6 m, un
periodo di 6-10 s, una velocitą di 16- 27 nodi.
Presso i litorali viene misurata la pressione
esercitata dalle onde, la cui conoscenza è necessaria
nella progettazione di opere portuali o di difesa
della costa. Infatti la pressione esercitata dalle
onde, che puņ raggiungere alcune decine di tonnellate
per metro quadrato, può determinare una notevole
azione distruttiva su ogni manufatto. L'abrasione,
cioè l'azione meccanica esercitata dal mare,
soprattutto dal suo moto ondoso, comporta fenomeni di
demolizione, di trasporto e di deposito. Le onde hanno
un'azione demolitrice specie lungo le coste alte,
accompagnata però anche da un'azione di deposito, alla
base di queste, dei materiali asportati alla parete
rocciosa. Sulle coste basse si ha una notevole azione
di trasporto da parte dei flutti incidenti e della
risacca, e un'azione di deposito lungo quelle linee,
dette neutre, in cui si annullano, per compensazione,
i movimenti del flutto incidente e della risacca, per
cui si formano cordoni o lidi.
u
Fisica
v
Propagazione delle onde
Si osserva spesso che la perturbazione di una data
grandezza fisica in una certa regione dello spazio si
trasmette alle regioni circostanti; questo
comportamento comune a molti fenomeni fisici di natura
del tutto diversa è noto come propagazione delle onde.
La propagazione del suono, della luce, delle
vibrazioni in un mezzo elastico (come in una corda),
delle perturbazioni della superficie libera dell'acqua
sono gli esempi più comuni di questo comportamento. La
superficie che separa nello spazio la zona perturbata
da quella ancora in quiete è detta fronte d'onda
o semplicemente onda. Uno degli elementi
caratterizzanti delle onde è la loro velocità di
propagazione che è la velocità di avanzamento del
fronte d'onda rispetto al mezzo che attraversa (o, nel
caso della propagazione nel vuoto, rispetto a un
qualsiasi sistema di riferimento inerziale). La
propagazione per onde di qualsiasi natura è sempre
accompagnata dalla propagazione di una forma di
energia e di un impulso. I tipi più semplici di
propagazione ondosa, come le onde elettromagnetiche e
le onde elastiche, si possono descrivere mediante l'equazione
di d'Alembert:
dove
D
è
il laplaciano,
j
è la grandezza fisica che si propaga e u è la
velocità di propagazione. Nei problemi unidimensionali
in cui la perturbazione si può propagare solo lungo
una direzione ben definita (come nelle corde vibranti),
fissata a un certo istante iniziale t0 la
forma della perturbazione
j,
si osserva negli istanti successivi t che la
perturbazione si sdoppia e si sposta con velocità
costante u nei due sensi (onde progressive
e onde regressive) senza mutare la sua
forma iniziale . Per le onde in due o tre dimensioni
la soluzione generale dell'equazione di d'Alembert è
un po' meno semplice perchè in questi casi la
propagazione è di solito accompagnata dalla
modificazione e dallo sparpagliamento della
perturbazione iniziale da cui segue una progressiva
attenuazione dell'entità della perturbazione. Una
semplice soluzione particolare dell'equazione è
j
= A cos 2pn
(t - z/u), che rappresenta un'onda piana
monocromatica di frequenza
n
e ampiezza A che si propaga nella direzione dell'asse
z. Ogni altra soluzione e quindi ogni altra
forma d'onda può esser generata da una sovrapposizione
di onde piane di direzione e frequenza opportune. Sono
particolarmente importanti quelle onde in cui la
perturbazione che si propaga ha carattere oscillante;
in questo caso la decomposizione spettrale in onde
monocromatiche piane è particolarmente semplice: per
es., nel caso di propagazione unidimensionale lo
spettro di un'onda oscillante è formato da una
frequenza fondamentale uguale alla frequenza
dell'oscillazione e da armoniche superiori le cui
frequenze sono multipli interi di quella fondamentale.
Quando la perturbazione che si propaga è contenuta in
una regione limitata dello spazio (gruppo, treno
o pacchetto d'onde) lo spettro di frequenze
è continuo ed è tanto più ampio quanto più piccolo è il pacchetto d'onde. Quando la
velocità di
propagazione non dipende dalla frequenza (come nelle
onde descritte dall'equazione di d'Alembert) la
velocità del pacchetto d'onde è uguale a quella delle
onde monocromatiche componenti. In molti casi si
osserva invece una dipendenza più o meno marcata della
velocità di propagazione dalla frequenza: esempi
tipici di questo comportamento sono la propagazione
delle onde elettromagnetiche in un mezzo dispersivo
(in cui l'indice di rifrazione varia con la frequenza)
e le onde superficiali in un liquido . In questi casi
si osserva che la velocità di propagazione del
pacchetto d'onde, detta velocità di gruppo, è minore della
velocità delle singole onde
monocromatiche componenti, detta velocità di fase;
in particolare la velocità di gruppo di un treno
d'onde formato dalla sovrapposizione delle onde
monocromatiche contenute in una stretta banda di
frequenze risulta uguale a dn/dk,
dove k è il numero d'onda. Tutti i tipi di
propagazione ondosa possono generare, in condizioni
opportune, i fenomeni della riflessione, rifrazione,
diffrazione e interferenza.
v
Onde elastiche
Le deformazioni di un qualsiasi mezzo elastico si
possono descrivere con un campo vettoriale S
che dà in ogni punto P il valore
S(P)
dello spostamento dalla posizione di equilibrio. La
deformazione prodotta in un certo istante si propaga
nel mezzo elastico e le onde che ne risultano sono
dette appunto onde elastiche. Il campo vettoriale
S
si può decomporre nella somma di un campo
S1 irrotazionale
(rot
S1 =
0) e un campo solenoidale St(div
St =
0). Entrambi questi campi soddisfano l'equazione di
d'Alembert e quindi generano una propagazione ondosa
che però ha nei due casi una struttura differente. Il
campo irrotazionale dà origine a onde longitudinali
dette onde irrotazionali di compressione o
di dilatazione con una velocità di propagazione
u pari a
dove
l
e
m
sono le costanti di Lamé e
r
è la densità del mezzo. Le onde di propagazione del
campo solenoidale, dette onde rotazionali o di
distorsione, sono onde trasversali di velocità
minore della velocitą delle onde di compressione. In
ogni corpo solido ogni perturbazione si propaga come
una sovrapposizione d'onde longitudinali e trasversali
(come ad es. le onde sismichedella crosta
terrestre); le onde di distorsione possono propagarsi
solo nei mezzi incompressibili in quanto solo in
questo caso esistono delle deformazioni solenoidali.
Nei gas si propagano solo onde longitudinali (onde
soniche o sonore); la velocità di propagazione
us vale
(p, pressione;
r,
densità);
in particolare per un gas perfetto la velocità dipende
dalla temperatura assoluta T e dal peso molecolare M:
us2=
gRT/M
(dove
g
è
il rapporto tra i calori specifici a pressione e a
volume costante e R la costante dei gas perfetti).
Quando le deformazioni elastiche (o le compressioni)
sono molto grandi la propagazione delle onde non
soddisfa esattamente l'equazione di d'Alembert, ma
compaiono degli effetti non lineari per cui, ad es.,
la velocità di propagazione non dipende soltanto dalle
proprietà del mezzo, ma anche dalle caratteristiche
dell'onda che si propaga. Per es., quando l'intensità
del suono è molto elevata, la velocità cresce con
l'ampiezza dell'onda, infatti le compressioni
adiabatiche che si propagano in un gas sono associate
a un aumento di temperatura tanto maggiore quanto più
elevata è la compressione; d'altra parte l'aumento di
temperatura determina l'aumento delle velocità di
propagazione.
v
Onda gravitazionale
Sono stati allestiti vari laboratori apparecchiature
di rivelazione delle onde gravitazionali, che sono
raffreddate a temperature dell'ordine di 0,1 gradi
assoluti, in modo da ridurre i disturbi termici. Con
questi strumenti, sorta di antenne, si è potuto di
guadagnare circa un milione di volte in sensibilità.
Con l'introduzione dell'uso del laser sono stati messi
a punto nuovi apparecchi rivelatori (Laboratorio
Malibł, California). Si dovrebbe pertanto chiarire
l'interrogativo posto dai risultati di Weber, che nel
1969 aveva messo in luce l'arrivo di queste onde dal
centro della Galassia. Inoltre se le onde
gravitazionali esistono, si dovrebbe poter calcolare
la loro velocità e provenienza.
Sorgenti di onde gravitazionali sono in genere
associate a oggetti compatti, massicci e in rapido
movimento. Sono stati compiuti studi teorici sulla
emissione di radiazione gravitazionale da parte di
sistemi binari molto stretti con componenti compatte (nane
bianche, stelle di neutroni, pulsar binari), di
collassi asimmetrici di supernovae e di materia in
caduta verso buchi neri massicci. Se il flusso di onde
gravitazionali fosse dovuto, come ipotizzato, a
conversione di massa in energia, nel nucleo galattico,
è stato calcolato che la diminuzione della massa
dovrebbe comportare una espansione della Galassia.
Risultati osservati sembrano escludere che ciò avvenga
con la velocità richiesta; un'ulteriore
controindicazione a questo meccanismo deriva dal fatto
che la massa iniziale del nucleo galattico avrebbe
dovuto essere nel passato così grande da determinare
la disgregazione, per effetto mareale, degli ammassi
globulari che invece sono attualmente osservati in
gran numero nell'alone galattico. Anche il passaggio
della Supernova Grande Nube di Magellano (1987), non
ha fornito prove indiscutibili a suffragio della
teoria di Weber.
v
Onde solitarie o solitone
Sono conosciute da tempo nella fisica classica
soluzioni delle equazioni della idrodinamica che danno
luogo a onde solitarie. Sembra anche che
occasionalmente esse siano state osservate sulla
superficie dell'acqua. Verso la fine degli anni
Settanta queste soluzioni hanno costituito materia
d'interesse per la fisica delle particelle elementari
poichè i solitoni hanno molte proprietà in comune con
il comportamento ondulatorio delle particelle secondo
la meccanica quantistica (per es. un solitone e un
antisolitone interferiscono annichilandosi,
esattamente come una particella e un'antiparticella).
v
Onde superficiali
Fra le onde elastiche superficiali hanno assunto
particolare importanza le onde di Rayleigh,
caratterizzate dal fatto che il moto della particella
è ellittico anziché trasversale o longitudinale;
infatti su tali onde si basano dispositivi (chiamati a
onda superficiale) nei quali l'onda si propaga alla
superficie di quarzi mediante l'applicazione di un
segnale elettrico a un trasduttore (di entrata) e il
rilievo di un corrispondente segnale elettrico a un
secondo trasduttore (di uscita). Il dispositivo si
comporta come un filtro acustico (o una linea di
ritardo acustica) la cui curva di risposta è prevedibile a priori, essendo legata in modo noto ai
dati geometrici del dispositivo.
v
Onde termiche
Nelle condizioni usuali, a temperatura ordinaria un
fluido isotermo è un sistema termodinamico costituito
da molecole in moto disordinato; quando se ne riscalda
una parte, la propagazione del calore è una
propagazione di energia cinetica disordinata per
effetto del disordine iniziale, e valgono le leggi
della fisica classica. Analogamente un solido ha una
struttura cristallina generalmente ricca di difetti;
anche se l'energia cinetica delle molecole è minore,
la presenza dei difetti rende disordinata la
propagazione del calore. Ma quando il sistema è un liquido superfluido, a temperatura di pochi K, ad es. elio, l'energia
cinetica iniziale è quasi nulla; le condizioni fisiche
del sistema (densità, entropia) sono tali che la
propagazione del calore ha carattere ondulatorio,
fenomeno sperimentalmente verificato per l'elio
liquido attorno a 4 K. E' stato rilevato il carattere
ondulatorio della propagazione del calore anche per
l'elio solido, a temperatura minore di 1 K, e per il
fluoruro di sodio. Ciò si spiega con il fatto che, a
temperature prossime a 0 K, oltre che essere minima
l'energia cinetica molecolare, sono anche minime le
cause di resistenza meccanica alla propagazione,
mentre è massima la purezza dei cristalli. Per una
analisi precisa di tali fenomeni, che hanno carattere
quantistico, occorre far riferimento alla nozione di
fonone.
v
Onde nei fluidi
Nei fluidi, oltre alle semplici onde longitudinali di
compressione, si possono propagare in prossimità della
superficie di separazione tra un fluido e l'altro (ad
es. aria e acqua) delle onde di struttura molto
complicata dette onde superficiali. La
propagazione di queste onde sul pelo libero dei
liquidi (e in particolare dell'acqua) è imputabile a
due meccanismi differenti: a ogni deformazione della
superficie di equilibrio si oppone innanzi tutto la
forza di gravità che è proporzionale alla massa di
liquido spostato; la presenza di questa forza di
richiamo provoca la propagazione di onde di gravità,
come ad es. le onde marine. Nelle acque molto
profonde la traiettoria di una particella liquida
investita da un'onda di gravità è approssimativamente
una circonferenza contenuta in un piano perpendicolare
alla superficie e parallelo alla direzione di
propagazione ; il diametro della circonferenza
diminuisce con le profondità, il profilo dell'onda è approssimativamente una trocoide (onda trocoidale
di Gerstner) e la velocità di propagazione u
è direttamente proporzionale alla radice quadrata
della lunghezza d'onda dove g è l'accelerazione di
gravità. Quando la profondità non è sufficientemente grande le traiettorie diventano delle
ellissi con l'asse maggiore parallelo alla superficie
libera (onda di Airy). Un'analisi più
dettagliata di questo fenomeno, dovuta a T. Levi-Civita,
mostra che le traiettorie delle particelle liquide non
sono chiuse, ma c'è un leggero spostamento della massa
d'acqua in direzione della propagazione; inoltre la
velocità di propagazione dipende anche dall'ampiezza
dell'onda. Quando la lunghezza d'onda è molto piccola
(inferiore a 1,72 cm) la forza di richiamo dovuta alla
gravità è trascurabile, mentre entra in gioco la forza
dovuta alla tensione superficiale; questo nuovo
meccanismo determina una diversa legge di propagazione:
le onde che ne risultano sono dette onde capillari,
la velocità di propagazione è in questo caso
inversamente proporzionale alla radice quadrata della
lunghezza d'onda:
dove
t
è
la tensione superficiale e
r
la densità. Per onde con
l
di qualche centimetro la velocità di propagazione
dipende sia dalle forze di gravità sia dalle tensioni
superficiali e precisamente si ottiene . Per
l
= 1,72 la velocità di propagazione delle onde
superficiali nell'acqua raggiunge il valore minimo di
23,1 cm/s.
v
Onde d'urto
La comparsa dell'onda d'urto è dovuta alla
manifestazione della compressibilità dell'aria alle
grandi velocità. Un'onda d'urto si genera per
l'accumularsi delle onde di pressione (onde sonore)
che ogni mobile in movimento genera intorno a sè,
quando la sua velocità uguaglia o supera la velocità
del suono. L'aria subisce allora una brusca variazione
di pressione e di temperatura su di una superficie che
si sposta insieme al corpo in movimento: si tratta
dell'onda d'urto, avente la forma di un cono di
rivoluzione che ha per vertice la posizione attuale
del mobile, quando questo è di dimensioni
sufficientemente ridotte. L'inclinazione dell'onda in
rapporto alla direzione del moto è funzione della
velocità. Il semiangolo
a
all'estremità del cono è tale che si ha:
dove M = V/a è il numero di Mach, cioè il rapporto tra
la velocità V del corpo e la velocità locale a del
suono.
Si generano onde d'urto anche quando un gas si espande
in un condotto convergente-divergente (ugello di
Laval) come nelle gallerie aerodinamiche supersoniche,
e quando si ha un'esplosione nell'aria o nell'acqua.
Le basi per la teoria delle onde d'urto sono state
poste da B. Riemann (1860) e da H. Hugoniot (1885) che
hanno descritto l'onda d'urto come una discontinuità
di pressione. Per questa ipotesi un'onda d'urto
produce al suo passaggio l'immediato aumento della
pressione e della temperatura.
Il fluido viene trascinato dall'onda a una velocità
u inferiore a V.
Ad es., per un'onda d'urto che si muova nell'aria a
una velocità V = 1.500 m/s, la teoria di Hugoniot dà,
per l'aumento di pressione,P2-
P1=
22,2 kg/cm² e per l'aumento di temperatura T2-
T1 =
1.075 ŗC. In realtà non si verifica una discontinuità
notevole, ma esiste una zona di transizione di
spessore ridottissimo, nell'ordine di 1 millesimo di
millimetro. E' su questa distanza che si producono gli
sbalzi di pressione e di temperatura, ed è questo che
spiega gli effetti distruttivi delle onde d'urto
intense, come quelle prodotte dalla detonazione degli
esplosivi, cui si riferisce l'esempio precedente. Le
onde d'urto possono essere osservate grazie a metodi
ottici basati sulle variazioni dell'indice di
rifrazione del fluido al passaggio dell'onda.
Nel caso di un aereo le onde d'urto appaiono parecchio
prima che questo abbia raggiunto la velocitą del suono.
In effetti alcune superfici, come l'extradosso
dell'ala, sono sedi di supervelocità locali. Dal
momento in cui l'aereo entra nella zona delle velocità
transoniche (cioè tra 800 e 900 km/h), appaiono
localmente delle onde d'urto, che assumono la forma di
un lambda (L);
la zona di flusso supersonico si trova tra le due
gambe del lambda.
Le onde d'urto provocano un'ulteriore resistenza
all'avanzamento e sono la causa della detonazione
(bang sonico) provocata dagli aerei supersonici.
u
Geofisica
Le onde sismiche provocate da un terremoto
sono onde elastiche che si propagano in senso sia
longitudinale sia trasversale; giungendo in superficie
danno origine a onde superficiali. Le onde
longitudinali sono dette onde primarie, perchè
sono le prime a essere registrate, avendo una velocità
di propagazione pił elevata (5,5 km/s circa); le onde
trasversali sono dette onde secondarie, perchè
hanno velocità di propagazione minore (4,4 km/s
circa), mentre le onde superficiali hanno
velocitè ancora minore (3,5 km/s circa).
u
Telecomunicazioni
Per la filodiffusione si impiegano lunghezze d'onda
situate nella gamma delle onde lunghe, oltre i
1.000 m; nelle trasmissioni radiofoniche si usa la
gamma delle onde medie, fra 200 e 600 m, e
delle onde corte, fra 10 e 100 m. In
modulazione di frequenza si impiegano onde metriche.
In televisione le emissioni vengono effettuate su
lunghezze d'onda di poco superiori o inferiori al
metro. Alcuni radar emettono e ricevono nella gamma
delle onde millimetriche, mentre i ponti-radio
telefonici utilizzano le onde centimetriche. I sistemi
di telecomunicazione basati su microonde (telecomunicazioni
via satellite, telefoni cellulari) arrivano alle
decine di GHz (miliardi di cicli al secondo) e con le
fibre ottiche alle centinaia e oltre.
|