Paesi Bassi



Paesi  Bassi, in olandese Nederland, Stato dell'Europa nordoccidentale, che si affaccia al mare del Nord, e confina a est con la Germania e a sud con il Belgio; 33.937 km² (con le acque interne: 41.864 km²); 15.424.122 ab. Cap. Amsterdam; sede del governo e della corte L'Aia; altre città: Rotterdam, Utrecht, Leida, Nimega, Eindhoven.


 

v Geografia fisica

Il  territorio del paese è costituito da una tipica pianura perfettamente pianeggiante, situata per vasti tratti al di sotto del livello del mare, dal quale è protetta mediante una fascia di dune costiere, cui si è aggiunto il secolare lavoro dell'uomo, che ha costruito dighe, canali, argini, chiuse. Solo verso est e verso sud il territorio appare leggermente accidentato da collinette e dai margini delle terrazze che dominano di qualche decina di metri alcune vallate, e si innalza a 321 m nella collina di Vaalserberg, all'estremità sudorientale (Limburgo).

² La geologia

Il territorio dei Paesi Bassi, continuamente sottratto all'acqua, ha subito nel tempo violente variazioni nei suoi confini. Dal punto di vista geologico, corrisponde a una zona in via di sprofondamento dalla fine dell'era primaria, in cui si sono accumulati depositi sedimentari di vario genere in notevole spessore. Quando, nella seconda metà del terziario, si sollevarono le Ardenne e il massiccio scistoso renano, la Mosa e il Reno costruirono sul versante settentrionale di questi monti una vasta pianura che si prolungava verso NO, fin nel mare del Nord, sul sito dell'attuale Dogger Bank, dove convergevano anche l'Humber, il Tamigi e la Schelda. La zona settentrionale dei Paesi Bassi fu ricoperta, nel quaternario, dai ghiacciai scandinavi, la cui fronte giungeva, durante la glaciazione Saale, approssimitivamente fino a una linea Utrecht-Nimega. Nella lunga fase di ritiro dei ghiacciai, immense torbiere si formarono nelle vaste depressioni abbandonate dai ghiacci. Il paesaggio conserva ancor oggi l'impronta glaciale: copertura di argilla, ciottolame, massi erratici e soprattutto morene, le maggiori delle quali formano attualmente le catene di colline che si estendono dalla Veluwe alla zona di Nimega. La fine della glaciazione fu accompagnata da un lento innalzamento del livello del mare (trasgressione flandriana) e il rilievo postglaciale nelle zone più basse venne nascosto da un sottile strato di sabbie e di argille. Fino al II millennio a.C. la regione venne invasa dalle acque, da cui emergevano soltanto le terrazze fluviali più alte, le colline moreniche e, verso ovest, le dune formate dalle correnti marine e dai venti. Un leggero regresso, verificatosi tra il  II millennio e l'epoca storica, favorì peraltro la formazione di una seconda serie di torbiere sull'attuale territorio dei Paesi Bassi. Nel primo medioevo all'interno del territorio si estendeva la vasta laguna chiusa del lago Flevo. Tuttavia nel   XIII sec. un nuovo leggero innalzamento del livello del mare spezzò il cordone delle dune e il mare invase il continente formando ampi golfi lungo la costa meridionale e, più a nord, la vasta insenatura dello Zuider Zee. Proprio da questi golfi ebbe inizio la riconquista del terreno al mare da parte dell'uomo, immensa impresa che non è ancora terminata.

² Il rilievo

Il  rilievo dei Paesi Bassi dipende da un insieme di fattori climatici ed eustatici; si suddivide in tre settori principali: 1. a nord e a NE si estende il settore glaciale, in cui le paludi naturali hanno lasciato il posto alle coltivazioni e che termina verso sud e verso SO con le colline della Veluwe (107 m nel Torenberg); 2. verso sud, allo sbocco degli altipiani calcarei del Limburgo, solcati da profonde valli, si estendono terrazze ciottolose e ampie vallate argillose, che testimoniano le fasi di erosione e di deposito legate alle glaciazioni e alle variazioni del livello del mare, e che piegano verso NO, per scomparire sotto il delta attuale della Mosa e del Reno; 3. a ovest, infine, si estende un paesaggio anfibio, costituito dall'arcipelago della Zelanda, dai bracci della Mosa e del Reno, da paludi (Biesbosch) e da polder (Olanda e Frisia); è questa la zona protetta dal baluardo delle dune, che fu squarciato nel medioevo e in epoca moderna, come mostrano i resti visibili nella Zelanda e nelle isole Frisone: senza le dighe che canalizzano i letti dei fiumi o si oppongono al mare, quasi un terzo del territorio olandese sarebbe nuovamente sommerso.

² Il clima, il suolo e la vegetazione

I  Paesi Bassi si trovano, in tutte le stagioni, sulla traiettoria delle depressioni del fronte polare; ciò spiega la varietà e la frequenza delle precipitazioni e delle nebbie. Il regime pluviometrico è di tipo oceanico, con un leggero minimo estivo (da 700 a 800 mm di precipitazioni annue in media). Per quanto riguarda la temperatura, la latitudine già abbastanza elevata determina nei Paesi Bassi inverni piuttosto rigidi, con frequenti gelate. Il terreno è talmente imbevuto di acqua che è necessaria una continua opera di pompaggio. La vastità delle torbiere, alcune delle quali sono ancora in via di formazione, la rete dei canali di drenaggio e gli innumerevoli letti e bracci fluviali spiegano la forte umidità del paese.

Le uniche zone asciutte, in cui sorsero i primi nuclei di abitazione, sono le terrazze fluviali, le colline moreniche e le dune costiere. La foresta primitiva è stata sostituita dalla formazione vegetale della landa, con ginepri, brughiere e ginestre, che copre ancora vaste superfici, anche se viene attaccata da ogni parte per lasciar posto alle conifere da rimboschimento e alle coltivazioni. Se si escludono le paludi e le lande, non esiste un paesaggio vegetale naturale: nei polder, infatti, ogni forma di vegetazione è conseguenza dell'intervento dell'uomo.

v Geografia umana ed economica
 

² La popolazione

La popolazione dei Paesi Bassi è costituita in massima parte da Olandesi, ai quali si aggiungono minoranze di immigrati provenienti per lo più dai paesi mediterranei. Circa il 36% della popolazione è cattolica e un altro 30% circa professa varie confessioni protestanti. La lingua ufficiale è l'olandese e l'analfabetismo è praticamente inesistente.

Con oltre 437 ab. per km² i Paesi Bassi hanno una densità demografica eccezionalmente alta, la più elevata fra tutti gli Stati europei (eccettuati Malta e il Principato di Monaco), risultato di una natalità mantenutasi alta (378,3 per km2), e superiore a quella dei paesi vicini, fino agli anni Settanta, mentre invece la mortalità era in rapida diminuzione fin dalla metà del XIX sec. e la durata della vita media aveva continuato ad allungarsi (attualmente è di 73,5 anni per gli uomini e di 80,1 per le donne). Negli anni successivi si è però verificata una netta diminuzione dell'indice di natalità, che si aggira ormai intorno al 12‰, con un conseguente calo dell'indice di incremento naturale, sceso intorno al 7‰ (l'indice di mortalità è circa l'8‰; quello della mortalità infantile il 7‰), in concomitanza con un forte calo dell'immigrazione dall'estero. Il rallentamento dell'incremento demografico ha dato un po' di respiro ai responsabili della sistemazione del territorio, alle prese con la preoccupante rarefazione di spazi disponibili, specialmente nelle province occidentali, che concentrano oltre il 45% della popolazione totale, con densità che superano i 1.100 ab. per km² (Olanda Meridionale), e i quattro maggiori agglomerati urbani del paese (Amsterdam, Rotterdam, L'Aia, Utrecht). In quest'area la distinzione tra popolazione rurale e popolazione urbana ha perso praticamente il suo significato, in quanto le esigue distanze consentono di andare a lavorare in città e di utilizzare le strutture urbane pur continuando a risiedere “in campagna”. La popolazione attiva impiegata nell'agricoltura è ormai poco più del 3% di quella totale e l'industria (oltre il 30%) è stata ampiamente superata dal settore terziario (oltre il 60%), il solo che attualmente crei ancora nuovi posti di lavoro.

² La conquista del suolo e la sistemazione del territorio

L'insediamento dell'uomo sul territorio olandese avvenne all'epoca del ritiro dei ghiacciai, come attestano ritrovamenti di epoca neolitica nelle dune, nelle colline moreniche e nelle terrazze fluviali. L'invasione del mare in epoca storica isolò alcune zone che si svilupparono parallelamente: la Frisia al nord, la Zelanda al sud e l'Olanda al centro. I contrasti fra queste zone resero però difficile la lotta contro il mare, che richiedeva la costruzione di tumuli e argini di protezione. Tuttavia nel medioevo, proprio quando si verificò la massima invasione del mare, ebbe inizio la riconquista delle terre a opera dell'uomo. Sulle dune e sui rari isolotti emergenti, gli uomini cominciarono a costruire dighe ed eressero sbarramenti (o dammen) presso le foci dei fiumi: nacquero e si svilupparono così centri come Amsterdam, Zaandam, Rotterdam. La loro crescente importanza permise di coordinare gli sforzi della popolazione, e nei secc. XII-XIII sorsero istituzioni che avevano lo scopo di predisporre la protezione delle terre dal mare. In seguito cominciarono a essere isolati mediante dighe piccoli territori, i polder, le cui acque colavano verso il mare per semplice gravità o che venivano prosciugati con sistemi arcaici, che sfruttavano l'energia umana o animale. Il più delle volte le terre conquistate al mare venivano destinate all'allevamento estensivo e molto rari erano i polder coltivati. Nel  XVI sec. però la minaccia del mare rese necessaria un'evacuazione artificiale delle acque. La tecnica dei molini a vento permise di prosciugare le paludi interne riversando l'acqua raccolta nei canali di evacuazione; l'Olanda settentrionale si ricoprì così di innumerevoli molini che diedero l'aspetto più caratteristico al suo paesaggio. Nuove iniziative vennero avviate nel  XVII sec. dai borghesi arricchiti di Amsterdam, che investirono grandi capitali in queste imprese: sotto la guida di tecnici specializzati, il più noto dei quali fu Leeghwater, i polder sostituirono progressivamente i laghi Beemster (1607-1612), Purmer (1618-1622), Wormer (1624-1626), Heerhugowaard (1625-1626) e Schermer (1632-1635). Sui terreni, naturali o riportati artificialmente, prosperarono cereali, fiori e colture orticole, e le città dell'Olanda settentrionale divennero fiorenti mercati agricoli. Nel 1798 la statalizzazione del Waterstaat (ministero delle acque, la cui origine risale al  XVI sec.) pose a carico dello Stato la protezione e il prosciugamento delle terre, e nuovi progressi tecnici permisero il prosciugamento delle vaste torbiere tra Amsterdam e Rotterdam, soprattutto grazie all'introduzione della macchina a vapore nel  XIX sec. e della pompa elettrica nel XX. Vennero così creati altri polder in Olanda (Haarlemmermeer, 1839-1852), in Zelanda e in Frisia. Una nuova opera di vastissima portata fu avviata con il prosciugamento della maggior parte dello Zuider Zee, chiuso nel 1932 dalla lunga diga del Nord (Afsluitdijk), collegante l'Olanda alla Frisia, e trasformato in lago (IJssel Meer): entro di esso sono stati via via prosciugati e messi a coltura vastissimi polder: Wieringermeer, Polder del Nord-Est, Flevoland Orientale e Flevoland Meridionale, mentre quello di Markerwaard è ancora in via di prosciugamento. L'arcipelago della Zelanda, inoltre, che riportò i danni più gravi nell'inondazione del 1953, è stato risistemato con il grandioso piano Delta. Pur possedendo i Paesi Bassi, come si è visto, una secolare esperienza in fatto di sistemazione del territorio, studi d'insieme che prendessero in considerazione tutti gli aspetti della vita economica e sociale sono stati però, in linea di massima, realizzati soltanto negli ultimi trent'anni. Direttive a carattere puramente indicativo devono in via di principio guidare il comportamento delle autorità locali e regionali. Fanno spicco due obiettivi principali: una migliore ripartizione della popolazione, delle attività e dei redditi attraverso un decentramento delle province occidentali a favore delle regioni periferiche; la protezione degli spazi agricoli e di quelli per le attività ricreative da un'urbanizzazione “selvaggia”, divoratrice di spazio. I risultati già raggiunti non sono trascurabili: decentramento industriale, inversione delle correnti migratorie interne, sviluppo di poli urbani e di “città nuove”. Ma si tratta di una politica costosa, tanto più che bisogna, parallelamente, portare a termine i grandi lavori intrapresi in precedenza, come appunto, ad esempio, il prosciugamento del Markerwaard nell'antico Zuider Zee. Inoltre tale politica incontra resistenze nelle province occidentali: le classi medie e agiate rifuggono dalle forme urbane concentrate, le regioni troppo lontane non attirano, il settore terziario rimane saldamente ancorato in prossimità delle grandi città. A partire dalla fine degli anni Settanta, la politica di sistemazione del territorio, pur senza venir abbandonata, è sembrata tuttavia passare in secondo piano di fronte alla necessità di adattare l'economia del paese alla situazione di crisi determinatasi in questi stessi anni.


LETTERATURA OLANDESE