PH
ph
s.m. (p, potenziale, H, idrogeno). Chim.
Notazione introdotta da Sørensen per designare in
forma agevole il carattere acido, neutro o basico di
una soluzione acquosa di un elettrolito.
u
Chimica
L'acqua pura è assai poco dissociata in ioni H+ e
OH;
a 23 ºC, per es., il prodotto delle concentrazioni in
ioni idrogeno [H+]
e in ioni idrossile [OH],
che viene chiamato “prodotto ionico” dell'acqua, vale
[H+]
· [OH]
= 1014;
si hanno cioè
[H+]
= [OH]
= 107
grammoioni per litro. In realtà gli ioni H+ non
esistono nelle soluzioni acquose, perchè sono punti
estremamente piccoli di elettricità positiva, che
tendono a disperdere la loro carica sulla più ampia
superficie possibile; ciò avviene sulle stesse
molecole non dissociate di acqua, perchè l'ossigeno
dell'acqua, elemento fortemente elettronegativo, tende
a cedere i suoi elettroni allo ione H+:
si ottiene così lo ione idrossonio H3O+.
Naturalmente la minima quantità di molecole di acqua
così sottratte fa in modo che il prodotto ionico sia
sempre 1014.
Ai fini della successiva esposizione è perciò
indifferente parlare di concentrazione di ioni H+ o
di ioni idrossonio H3O+.
Il prodotto ionico mantiene lo stesso valore nelle
soluzioni acquose diluite di un acido o di una base,
ma in una soluzione acida [H+]
prevale su [OH],
mentre accade l'inverso in una soluzione basica. Per
es., in una soluzione decinormale (N/10) di acido
cloridrico, si ha un valore molto vicino a [H+]
= 101,
e in una soluzione N/10 di soda, [OH]
= 101 cioè
[H+]
= 1013.
Sørensen suggerì che per indicare la concentrazione di
ioni H+ nelle
soluzioni di elettroliti era comodo ricorrere a una
notazione logaritmica, anzichè usare numeri
esponenziali e pose
pH = colog10 [H+].
Pertanto a 23 °C il pH dell'acqua pura è uguale
a 7, quello della soluzione N/10 di HCl è uguale a 1,
quello della soluzione N/10 di NaOH è uguale a 13. Da
un punto di vista più generale, se per una soluzione
si ha [H+]
= a·10n,
si ha pH = n—log10a.
A 23 ºC, per es., il pH7 è quello della neutralità, è
cioè quello di una soluzione per la quale si ha [H+]
= [OH],
sia che si tratti di acqua pura o di soluzioni di sali
di acidi forti e di basi forti; un pH inferiore a 7
corrisponde a soluzioni acide, un pH superiore a 7 a
soluzioni basiche.
La determinazione sperimentale del pH di una soluzione
acquosa presenta una grande importanza perchè permette
di conoscere la esatta concentrazione di acidi o di
basi presenti. Essa si effettua principalmente: 1.
attraverso il metodo colorimetrico, rapido, ma
relativamente poco preciso; si fonda sull'osservazione
del colore assunto nella soluzione da un indicatore
colorato, la cui zona di viraggio comprende il pH che
si vuole misurare; 2. attraverso il metodo
potenziometrico, preciso, ma che richiede
apparecchiature più complesse; nella sua forma
originale si usa un potenziometro per misurare la
forza elettromotrice di una pila costituita da due
soluzioni di diversa concentrazione, una delle quali è
la soluzione in esame, l'altra la soluzione di
riferimento, a pH uguale a zero, e nelle quali sono
immersi due elettrodi costituiti ognuno da una lama di
platino “platinato” attorno alla quale si fa circolare
idrogeno gassoso. Una formula dovuta a Nernst permette
di calcolare la forza elettromotrice della pila.
L'elettrodo di platino è però estremamente delicato e
perciò si sono costruiti apparecchi,
i
piaccametri,
che utilizzano altri elettrodi, soprattutto quello a
vetro, associato a un elettrodo di riferimento a
potenziale noto, come quello a calomelano.
u
Agraria e Botanica
Ogni specie vegetale ha spiccate preferenze per il
valore di pH del terreno su cui deve vivere. A
seconda del pH al quale trovano le migliori condizioni
di vita, le piante si possono denominare acidofile,
neutrofile e basofile. La dipendenza delle piante dal
pH del terreno è tanto netta che si determinano tipi
di vegetazione caratteristici per i diversi terreni;
la calluna, i rododendri, il mirtillo preferiscono
terreni nettamente acidi, con pH inferiore a 5; quasi
tutte le leguminose coltivate esigono un pH prossimo
alla neutralità e comunque compreso fra 6 e 8, mentre
gli anemoni, le orchidee terrestri, il bosso
richiedono solitamente un terreno con pH superiore a
7,5. La conoscenza del pH dei suoli permette
generalmente una prima determinazione del tipo di
suolo e dell'evoluzione da questo subita. Può anche
indicare il grado di saturazione del complesso
assorbente. Il pH dei suoli è compreso tra 3,5 e 9,5;
il valore più basso si trova in alcuni suoli paludosi,
il secondo in alcuni suoli alcalini delle regioni
aride. Nelle regioni a clima temperato, il valore
minimo è di 4,5 (suoli podsolizzati), e il massimo è
8,5 (suoli fortemente calcarei). Il pH varia
localmente sotto l'influenza della vegetazione e della
composizione minerale del suolo e, regionalmente, in
funzione delle condizioni climatiche che determinano
la lisciviazione.
u
Biochimica
Negli organismi viventi il pH è una delle
costanti fondamentali poichè le attività vitali sono
compatibili solo con variazioni minime essendo le
proteine plasmatiche estremamente sensibili alle
variazioni di concentrazione degli ioni idrogeno. Il
mantenimento del pH a valori costanti viene realizzato
grazie
ai sistemi tampone del
sangue e dei liquidi organici, e all'azione
regolatrice degli apparati respiratorio ed escretore
che provvedono essenzialmente a neutralizzare
l'acidità dei cataboliti cellulari. I liquidi
fisiologici hanno pertanto pH debolmente alcalino
fatta eccezione per il succo gastrico, l'urina e
talvolta la saliva.
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