Popolazioni e specie
A ogni primavera nelle nostre case tornano a svolazzare piccoli insetti
alati, come mosche e moscerini. Questi animali ci sono familiari, anche se
non necessariamente simpatici, e non stentiamo a riconoscerli. Tuttavia
essi sono gli stessi dell'anno precedente solo in un senso molto
particolare. Se, per ipotesi, avessimo contrassegnato gli individui
dell'anno precedente con una minuscola targhetta, non ne ritroveremmo
neanche uno. Da un anno al successivo mosche e moscerini sembrano gli
stessi, ma non sono gli stessi.
La straordinaria continuità, che fa sì che ai nostri occhi non ci sia
differenza tra mosche e moscerini di anni successivi, è dovuta al fatto
che gli individui che noi osserviamo possiedono gli stessi geni. Gli
individui hanno una durata limitata nel tempo, ma i loro geni sono
trasmessi da una generazione alla successiva e determinano negli individui
che li ricevono gli stessi caratteri dei genitori.
Nelle specie a riproduzione sessuata, gli insiemi di individui che si
riproducono tra loro rappresentano di fatto un
serbatoio di geni.
Con la riproduzione rimescolano i geni, originano nuove combinazioni e le
sottopongono alla selezione naturale. Le combinazioni di geni che hanno
successo sono immagazzinate nella memoria genetica, cioè vanno a fare
parte del serbatoio di geni della generazione successiva. L'insieme degli
individui che concorrono con i propri geni a formare uno stesso serbatoio
genico rappresenta l'unità fondamentale dei fenomeni evolutivi ed è
chiamato popolazione. Le variazioni nella composizione del serbatoio
genico costituiscono il
fenomeno evolutivo fondamentale.
Sono queste variazioni a determinare i cambiamenti dei caratteri che si
manifestano da una generazione all'altra. La varietà dei geni presenti nel
serbatoio genico può essere aumentata dalle mutazioni o dalle immigrazioni.
Selezione naturale e fluttuazioni casuali delle
frequenze alleliche
possono invece eliminare alcuni alleli
e
ridurre di conseguenza la variabilità del serbatoio genico.
Una specie è costituita dagli individui che possono incrociarsi e dare
origine a prole fertile. La condizione che determina l'appartenenza alla
stessa specie è la compatibilità dei corredi cromosomici
aploidi.
Se questi possono appaiarsi ed effettuare correttamente la
cariogamia,
si origina uno
zigote
capace di svilupparsi in un adulto fertile. Generalmente gli individui di
una stessa specie sono però troppo dispersi nell'ambiente perchè i loro
geni possano concorrere a uno stesso serbatoio genico. Consideriamo ad
esempio individui di un specie di pesce molto diffusa come Mugil
cephalus che vivono nel Mar Nero e altri individui della stessa specie
che vivono nel Mare del Nord. Un maschio proveniente dal Mar Nero e una
femmina proveniente dal Mare del Nord (o viceversa) possono generare prole
fertile, tuttavia la probabilità che un incrocio del genere si verifichi
effettivamente in natura è così bassa che può essere trascurata. Individui
che vivono in aree geografiche di fatto non comunicanti non concorrono
allo stesso serbatoio genico e non evolvono insieme. La compatibilità
genetica non è sufficiente a garantire un destino evolutivo comune a tutti
gli individui della stessa specie. Nella stessa specie possono essere
presenti popolazioni destinate a sorti evolutive completamente diverse.
Le popolazioni sono sottoinsiemi della specie. Una popolazione è
costituita da un insieme di individui della stessa specie che hanno
probabilità significativa di riprodursi tra loro e pertanto di rimescolare
i propri geni all'interno dello stesso serbatoio genico. Popolazioni
diverse della stessa specie possono, con l'andare del tempo, differenziare
sempre più i propri corredi genetici e originare specie distinte. Questo
processo prende il nome di
speciazione.
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