Portici
Portici , comune della Campania (prov. Napoli), a 26 m d'alt. sulle pendici occidentali del Vesuvio, sul golfo di Napoli; 4,52 km˛; 64.180 ab. (Porticesi). E' in pratica un quartiere periferico, residenziale e industriale.
E' attivo centro agricolo- commerciale (agrumi, vino da pasto, fiori) e soprattutto industriale, sviluppato nel settore alimentare (pastifici), metalmeccanico, delle ceramiche, tessile (maglifici, confezioni), calzaturiero, conciario, poligrafico, delle apparecchiature scientifiche, del legno. Piccolo porto. Stazione balneare.
Notevole è il Palazzo Reale, circondato da un grande parco, la cui costruzione fu iniziata per ordine di Carlo VII (futuro Carlo III di Spagna) nel 1738, su progetto di G. A. Medrano, fu continuata da A. Canevari e fu terminata da F. Fuga e L. Vanvitelli. II palazzo è sede dal 1873 della facoltà d'agraria dell'università di Napoli. Nel 1989 nel rione Pietrarsa è stato inaugurato un museo dedicato alle ferrovie.
— St. L'attuale denominazione, che ricorre per la prima volta in un documento del 728, deriverebbe dal porto o dai portici del Foro dell'antica Ercolano. Dal 1415 risulta castellaneria dei Caracciolo per infeudazione della regina di Napoli Giovanna II e più tardi possedimento dei Carafa. Distrutta dall'eruzione vesuviana del 1631, fu ricostruita poco dopo e nel 1699 si affrancò dal regime feudale. Dopo la costruzione del Palazzo Reale (1738) voluta dal re di Napoli Carlo VII (futuro Carlo III di Spagna), la città (già luogo di vacanze) fu preferita da molti nobili napoletani che vi fecero erigere numerose ville. In seguito a tale incremento, nel 1773 venne iniziata la costruzione del porto divenuto successivamente base navale militare borbonica. Nel 1799 fu teatro di aspri combattimenti tra giacobini e bande sanfediste. Nel 1839 il centro fu unito a Napoli dalla prima linea ferroviaria italiana.