Ruota

Ruota   (lat. rota). Organo a forma approssimativamente di solido di rivoluzione, di caratteristiche meccaniche e geometriche tali da poter ruotare attorno al proprio asse (nel caso di applicazione a mezzi di trazione, al moto rotatorio si aggiunge il moto traslatorio in direzione perpendicolare all'asse e parallelo al terreno): Le ruote di un'automobile. Le ruote di un carro. Le ruote dentate di un ingranaggio  Per estens. Di oggetti che abbiano forma circolare: Una ruota di pane.  Movimento circolare; a ruote, compiendo giri circolari.  Sorta di mobiletto girevole che, situato in un'apertura murale del parlatorio di conventi di clausura, permette che oggetti diversi passino da una parte all'altra: Mise nella ruota una lettera per la madre superiora.  Fig. Elemento di un'organizzazione, di un sistema: Le ruote della burocrazia girano lentamente.  Ciclo, succedersi o alternarsi piω o meno regolare di cose, di avvenimenti, di situazioni positive e negative: La ruota delle stagioni.

— Loc. div. A ruota, di forma circolare: Mantello a ruota.  Fare la ruota, di persone, gettarsi a terra di fianco, cadendo alternativamente sulle mani o sui piedi in modo da procedere come una ruota, quale gioco acrobatico; detto di uccelli, e specialmente di pavoni, spiegare le penne della coda; fig. di persona, pavoneggiarsi, mettersi in mostra in modo fatuo.  Ungere le ruote, fig. fare regalie per ottenere favori o facilitazioni, specialmente non leciti.  Essere l'ultima ruota del carro  Mettere il bastone fra le ruote a qualcuno, ostacolarlo, cercare di impedire che raggiunga un fine che si è proposto.  Seguire a ruota, arrivare a ruota di qualcuno, Sport; per estens. essergli vicino in una ideale classifica di merito.  A ruota libera, fig. senza freno, senza regola: Discorsi a ruota libera.  Ruota panoramica o grande ruota, installazione tipica dei parchi di divertimenti consistente in una grande ruota di traliccio metallico disposta verticalmente, che porta alla sua periferia piccole cabine, messa in lento movimento da un apparato motore. (Ve ne sono di smontabili e di fisse: tra queste ultime è assai nota quella del Prater di Vienna, costruita nel 1897, di 54 m di diametro.)

— Agr. Nella somministrazione dell'acqua di irrigazione, intervallo che passa fra due distribuzioni successive, più o meno lungo a seconda della natura del terreno, dell'andamento climatico e delle esigenze delle colture. (Sin.  turno.)

— Arald. Figura araldica rappresentata ordinariamente con otto raggi. (Se ne ha di più o di meno bisogna blasonare il numero. Simboleggia l'instabilità, l'intelligenza sublime e la fortuna.)  Ruota del molino, figura che simboleggia l'obbedienza e l'intrepidezza.

— Giochi. Nel gioco del lotto, ciascuna delle urne girevoli dalle quali si estraggono i numeri.  Per estens. Ciascuna delle dieci sedi dove avvengono le estrazioni stesse: Bari, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia.

— Ind. tess. Ruota di Brunswick, filatoio rudimentale a un solo fuso, apparso verso il 1600, simile all'arcolaio dal quale si differenzia in quanto la ruota è azionata a mano, e anzichè comandare un rocchetto, fa ruotare un semplice fuso orizzontale su cui si avvolge il filato.

— Macch. Ruota idraulica, macchina idraulica che utilizza un salto d'acqua per fornire energia meccanica per uso industriale. (Consta di una ruota di grande diametro calettata su di un asse un estremo del quale viene collegato, con opportuna trasmissione, alla macchina che s'intende azionare. Si hanno due tipi: ruote idrauliche a cassette, nelle quali la coppia motrice è dovuta al peso dell'acqua che riempie delle cassette fissate alla periferia della ruota. E' adatta a salti di qualche metro; ruote idrauliche a palette, nelle quali la coppia motrice è dovuta alla spinta dell'acqua contro palette di forma opportuna, fissate alla periferia della ruota. E' adatta a salti minori di 2 m. Queste macchine quando vengono utilizzate per azionare impianti di molitura sono dette genericamente ruote da molino.)  Ruota Pelton, sin. di  turbina Pelton.  Ruota dentata, sin. di  ingranaggio.  Ruota coniugata, elicoidale.  Ruota di frizione, coppia di ruote che si trasmettono il moto per frizione, ossia per aderenza delle due superfici periferiche esterne.   Ruota dentata di arpionismo.  Ruota da vasaio.

— Mar. Ruota di cavo, operazione con cui i cavi si avvolgono in spire in senso opposto alla commettitura se sono piani, e nello stesso senso se torticci.  Ruota di prora, pezzo dello scafo che limita anteriormente lo scafo della nave.  Ruota di poppa, sin. disus. di  dritto di poppa.  Ruota a pale, propulsore formato da pale radiali tenute da cerchi e raggi metallici, poste in movimento da un motore e pescanti nell'acqua. (Vengono sistemate in coppia, una per fianco della nave; sono esistiti però anche tipi di ruote a pale uniche poste a poppavia della nave. Le ruote a pale hanno buon rendimento, ma sono ingombranti e di funzionamento irregolare in acque agitate; il loro impiego è perciò oggi limitato a imbarcazioni lacustri e fluviali.)  Ruota del timone.

— Mil. Acciarino a ruota, congegno di accensione delle armi da fuoco portatili in uso dal XVI al  XVII sec.    Per estens. Archibugio, fucile, pistola a ruota, arma portatile munita di acciarino a ruota.

— Pesca. Nelle reti a strascico, ciascuna delle due curve disegnate dalla rete al punto di congiungimento delle due pareti o braccia laterali con la bocca. (La curva superiore si chiama ruota della lima di scorza o da sughero e quella inferiore ruota della lima da piombo. Al centro di ogni curvatura sono disposti due scaglietti di rete di filo più robusto, in forma di triangolo.)

— Relig. Ruota della legge, nel buddhismo e giainismo, nome (equivalente al sanscrito dharmaciakra) con cui è designata la dottrina religiosa. (Sotto forma appunto di ruota è elemento iconografico molto diffuso.)  Ruota della vita, nel buddhismo, nome del ciclo delle reincarnazioni rappresentato in forma di ruota.

— Sport. Tenere la ruota (o le ruote), stare a ruota, nel gergo ciclistico, si dice di un corridore che riesce a non farsi staccare o che si limita a seguire gli avversari.  Arrivare a ruota, giungere al traguardo a brevissima distanza da un altro concorrente.

— St. d. dir. Nel medioevo fino al  XVIII sec., supplizio col quale venivano giustiziati i condannati a morte per reati particolarmente gravi. (Consisteva nel legare il condannato in posizione supina su una ruota fissata orizzontalmente alla sommità di un palo lasciandovelo morire, talvolta dopo avergli spezzato gli arti. Esistevano peraltro altre modalità di esecuzione, ad es. con una ruota dentata, girevole, che lacerava le membra del condannato.)  Ruota degli esposti, congegno girante su di un perno, posto all'esterno delle mura dei brefotrofi, usato a partire dal pontificato di Innocenzo III (1198-1215) per porvi bambini da affidare all'istituto stesso, senza rivelare la loro provenienza. (Prevista per tutelare l'integrità delle famiglie e per salvare la reputazione delle fanciulle, finì per favorire oltre l'accettazione degli illegittimi anche quella dei bambini legittimi e degli adulterini, dando luogo ad abusi.)

— Tecn. Ruota di arresto, in un orologio, ruota analoga alla croce di Malta, che avanza di un dente a ogni giro di un'altra con essa impegnata in modo irreversibile, e che generalmente blocca il movimento dopo aver compiuto un giro.  Ruota a colonna, ruota simile a un pignone, usata nei cronografi.  Ruota oscillante, ruota montata su un supporto oscillante in modo da poter alternativamente ingranare con due ruote diverse.  Ruota di ricarica, ruota usata negli orologi a ricarica automatica che, mediante un arpionismo, trasmette alla ruota di carica il movimento di una massa oscillante.  Ruota a rocchetto, ruota dentata nella quale si impegna un cricchetto, generalmente a forma di piccolo disco nel quale è praticata una cava in periferia recante un solo dente al centro della cava. (Il dispositivo ha la funzione di rendere irreversibile il movimento.)

— Telecom. Ruota dei tipi, disco del telegrafo stampante di Baudot che reca in rilievo, sulla periferia, lettere, cifre e segni speciali per la stampa dei messaggi ricevuti.  Ruota di Weiller.

— Trasp. Ruota direttrice, in un veicolo, ruota che col suo movimento permette al veicolo di seguire il tracciato della strada.   Ruota indipendente, in un autoveicolo, ruota non solidale a un asse rigido, ma collegata individualmente al telaio o alla scocca.  Ruota motrice, in un autoveicolo, ruota comandata dal motore che realizza la trazione del veicolo.    Ruota di scorta, ruota supplementare che ha la funzione di sostituire una ruota il cui pneumatico si è avariato.  Ruote per cingoli, complesso di ruote di forma tale da ingranare col cingolo dei trattori agricoli all'interno di esso. (E' costituito da una ruota dentata motrice, solidale con l'albero motore, disposta nella parte anteriore o posteriore dell'autoveicolo; da più ruote dentate portanti su cui è distribuito il carico; da una ruota di rinvio liscia e in folle che funziona da tendicingolo.)  Ruota delle pedivelle, ruota dentata solidale ai pedali tramite le pedivelle, su cui ingrana la catena di trasmissione.   Quinta ruota..  Ruota libera, ruota campanata.  Ruota carenata, ruota parzialmente coperta da una lamiera sagomata in modo da ridurre l'attrito con l'aria.

u Storia

v Storia della ruota

L'invenzione della ruota ha avuto un'importanza fondamentale nella storia dell'umanità non solo perchè ha rivoluzionato la tecnica dei trasporti, ma anche perchè ha favorito lo sviluppo di nuove tecnologie in numerosi settori. Gli studiosi moderni sono ormai d'accordo sulle modalità secondo le quali si è giunti a questa importante scoperta in epoca protostorica: l'uomo concepì l'uso della ruota derivandolo da quello più rozzo del trasportare oggetti pesanti facendoli rotolare su tronchi d'albero, essendosi accorto che in tal modo veniva ridotta la fatica; nel IV millennio a.C. erano già noti nell'Asia occidentale dispositivi analoghi alle slitte che, invece dei pattini, utilizzavano larghe e massicce ruote di legno collegate rigidamente a due a due da un robusto asse libero di ruotare entro boccole. Secondo alcuni ricercatori, le ruote piene accoppiate a un asse e utilizzate per leggeri carri a due ruote trainati da quadrupedi comparvero verso il 2700 a.C. nell'Asia centrale e di qui si diffusero in Cina e nel Medio Oriente. Gli scavi di Ur hanno però smentito questa ipotesi in quanto già a partire dal 3500 a.C. in Mesopotamia erano in uso carri a due e a quattro ruote piene trainati da uomini (e forse da buoi); inoltre, i segni lasciati sulle ceramiche della fine del IV millennio a.C. rivelano già l'uso della ruota del vasaio in varie zone dell'Asia Minore. Sembra quindi logico pensare che l'invenzione della ruota sia avvenuta indipendentemente in più luoghi. La sua diffusione, nel campo dei mezzi di trasporto, è strettamente collegata alla possibilità di utilizzare animali per la trazione di veicoli; infatti, nell'America precolombiana, dove non esistevano, la ruota venne ideata dai popoli a civiltà superiore ma fu usata soltanto per giocattoli e per scopi rituali e cerimoniali; in Asia invece ebbe larga e autonoma diffusione grazie all'esistenza di quadrupedi atti alla trazione. La ruota ebbe evoluzione lenta nel tempo: a Susa sono stati rinvenuti resti di ruote piene con cerchione rinforzato da borchie di rame, risalenti all'inizio del  II millennio a.C.; verso la metà del II millennio a.C. comparvero nella Persia orientale e in Egitto le prime ruote composte (un grosso cerchione era tenuto rigidamente da quattro spesse razze disposte a croce); in Italia nel I millennio era noto l'uso di ruote piene, libere di girare agli estremi dell'asse il quale era solidale con la cassa del carro. I Celti introdussero le ruote a raggi per carri munite di cerchione in ferro; i Romani realizzarono, nel III sec. a.C., ruote con raggi montati obliquamente sul mozzo anticipando le moderne ruote campanate dei veicoli moderni. Contemporaneamente all'uso per il trasporto, la ruota venne impiegata nella lavorazione della ceramica (ruota del vasaio) e nella molitura (macine). Le prime ruote idrauliche, che permisero lo sviluppo dei molini utilizzanti l'energia dell'acqua, furono ideate nel  I sec. a.C. dagli ingegneri alessandrini; le maggiori applicazioni tecnico-industriali furono realizzate però dai Romani che perfezionarono l'uso delle ruote a pale per l'eduzione delle acque, per il sollevamento di carichi, per la molitura, per l'industria tessile e mineraria. Sembra anche che abbiano ideato delle rudimentali ruote a pioli, precorritrici delle ruote dentate, e un dispositivo con ruote a pale, mosse da muli applicato a barconi per la navigazione in palude. Le ruote applicate a molini utilizzanti energia eolica furono ideate sia da Erone (che si limitò a usi sperimentali), sia dai nomadi dell'Asia centrale (che le adottarono per usi rituali), sia dai Persiani ( X sec.) che le adoperarono per la molitura; dalla Persia passarono in Europa nell' XI sec. favorendo la diffusione dei molini a vento, specie in Olanda. Il lento progresso tecnologico del medioevo, e più ancora lo sviluppo della metallurgia nei secoli seguenti, permisero la realizzazione ( XIII sec.) delle ruote dentate e, successivamente, dei rotismi, usati in un primo tempo solo per gli orologi. Nel  XVIII sec. la ruota era largamente usata, oltre che per i mezzi di trasporto, per i mezzi di sollevamento e nelle macchine per la tessitura, per le miniere, per le lavorazioni dei metalli e del legno; in particolare, la ruota idraulica, collegata a opportuni sistemi di ruote dentate, favorì lo sviluppo di macchine atte a trasformare moti rotativi in alternativi. L'applicazione della ruota alla trasformazione inversa di moto alternativo in rotatorio iniziò con la motrice a vapore; ulteriori applicazioni di grande importanza si ebbero con i motori a combustione interna. Nel campo delle trasformazioni energetiche, dalla ruota ebbero diretta origine la girante delle turbine e il rotore delle macchine elettriche.

u Ferrovie

Le  ruote dei vagoni sono solidali, a coppia, con i loro assi i cui fuselli girano dentro le boccole. I cerchioni sono cilindrici, rivestiti in acciaio e provvisti, sulle facce interne, di bordini che impediscono la fuoruscita della ruota dal binario. La superficie di rotolamento dei cerchioni è troncoconica, il che, con il fissaggio delle ruote agli assi, assicura automaticamente la guida del veicolo sulle rotaie pur provocando una leggera oscillazione (serpeggiamento). Il mozzo delle ruote è collegato ai cerchioni con razze, o con dischi leggermente ondulati di un sol pezzo di acciaio, ottenuti per saldatura.

u Marina

Sulle  navi in legno la ruota di prora è una trave prismatica che, elevandosi all'estremità anteriore della chiglia, costituisce l'ossatura più robusta della prora. L'estremità inferiore è il piede di ruota e si innesta a palella sulla chiglia. Quando la prora è slanciata come accade spesso nei velieri, davanti alla ruota si innesta un pezzo slanciato in alto chiamato tagliamare. Sulle facce laterali della ruota ci sono le batture su cui si innestano le tavole del fasciame esterno. Sulle navi in ferro la ruota è costituita da una trave massiccia fucinata in un solo pezzo d'acciaio, o in due o tre pezzi, uniti a palella, o saldati. Può essere verticale o inclinata in avanti. Può anche continuare sotto il galleggiamento, con una struttura composta di lamiere e verghe sagomate.

u Trasporti

L'applicazione della ruota alla trazione si basa sul fatto che il lavoro meccanico necessario a un veicolo per vincere la resistenza al moto, dovuta all'attrito volvente, è assai minore di quello che sarebbe necessario per l'attrito radente; da ciò la diminuzione di fatica fisica che è all'origine dell'invenzione della ruota. Le ruote dei motoveicoli possono essere organi di propulsione (ruote motrici anteriori o posteriori), di direzione (ruote direttrici anteriori, azionate dal volante); hanno inoltre funzioni di sostegno del veicolo, e di supporto per i dispositivi di frenatura e di sospensione. Negli autoveicoli “fuori strada” le quattro ruote sono contemporaneamente motrici e in alcuni tipi anche direttrici; nei grossi autocarri ciascuna delle ruote posteriori può essere doppia, e se il veicolo è molto lungo la coppia di coda può ruotare in modo tale da favorire l'inserimento in curva del veicolo. Le ruote di uno stesso asse devono restare in piani paralleli: in pratica le ruote sono spesso campanate, inoltre viene loro conferita una leggera convergenza nella classica autovettura a propulsione posteriore, e una certa divergenza nel caso della trazione anteriore. Una ruota è costituita dal cerchione metallico, in qualche caso amovibile, fissato tramite bulloni periferici, il che permette di cambiare il pneumatico senza sfilarlo dal cerchione stesso; dal mozzo, su cui la ruota è fissata mediante bulloni o un disco (ruota a disco) che ha la forma del mozzo e sul quale viene avvitato, il che agevola il cambiamento della ruota; da un disco pieno a superficie conica (ruota piena), che sostituisce i raggi che un tempo assicuravano il collegamento rigido tra mozzo e cerchione. Nel caso delle biciclette (a eccezione di alcune biciclette da corsa, dotate di ruote lenticolari ) e di molte motociclette (a eccezione dei motorscooters che sono a ruote piene) e di varie auto sportive, il collegamento tra mozzo e cerchione viene effettuato da una serie di raggi in filo di acciaio, filettati a una estremità per essere avvitati sul cerchione e terminanti all'estremità opposta con ganci di fissaggio alle flange del mozzo. Tale disposizione concilia la rigidità laterale con l'elasticità verticale opponendo inoltre resistenza alla spinta del vento laterale.

La ruota libera, di cui è dotata la maggioranza delle biciclette, consta essenzialmente di un pignone solidale a una ruota a dentini, che gira su un tamburo collegato al mozzo. Questo è dotato di un certo numero di dentini di arresto, tenuti in tensione da mollette, che, durante la pedalata, si impegnano con i dentini della ruota azionando l'insieme. Quando la pedalata cessa, i dentini del mozzo non ingranano più, e il mozzo, quindi la ruota, è in grado di girare indipendentemente dal pignone.