Salernitana (scuola) o scuola di Salerno

Salernitana (scuola) o scuola di Salerno, la più antica e importante scuola di medicina dell'Occidente europeo, in cui si fusero tutte le correnti di pensiero dell'antichità e del medioevo e il cui insegnamento si diffuse in tutta l'Europa. Le prime notizie della scuola salernitana risalgono al principio del  IX sec.: erede della buona fama di un ospedale benedettino del VII sec., la leggenda la vuole fondata da quattro medici, un greco, un latino, un ebreo e un arabo; in ogni modo sin dall'inizio la scuola si distinse per la tendenza laica dell'insegnamento.

Il collegio ippocratico era costituito da dieci medici pagati dagli scolari provenienti da ogni parte del mondo. In questo periodo i medici più famosi furono Garioponto o Guarimpoto, autore di Passionarium, libro enciclopedico, Alfano Salernitano e la medichessa Trotula. Il libro più famoso del periodo è l'Antidotarium, raccolta di tutte le ricette della scuola.

Nel XII sec. e fin verso la fine del  XIII la scuola salernitana, influenzata dalla cultura araba, attraversò il cosiddetto periodo aureo, iniziato con l'arrivo a Salerno di Costantino l'Africano, cartaginese, già segretario di Roberto il Guiscardo, poliglotta, amante di ogni scienza, che svolse un'importantissima opera di traduzione dal greco e dalle lingue orientali; la sua opera (edita solo nel 1537, a Basilea) è fondamentale per la conoscenza della medicina medievale.

Tuttavia il testo più giustamente noto della scuola di Salerno, in versi latini, è il Flos Sanitatis o Regimen Sanitatis Salernitanum (tradotto undici volte in francese, dieci in tedesco e innumerevoli in italiano) che si vuole scritto da Giovanni da Milano per ottemperare a una richiesta di consigli igienici e medici di un principe inglese (forse Roberto, figlio di Guglielmo il Rosso). In realtà, l'epoca della sua stesura è incerta (secc. XI -  XII) ed è considerato opera collettiva. Inizialmente era un poema in latino di 369 versi, cui in tempi successivi furono fatte moltissime aggiunte (il De Renzi elencò, fra tutte le edizioni, una composta di 3.520 versi), il che ne spiega le frequenti contraddizioni.

Fra gli aforismi molti sono divenuti noti proverbi, come, ad es., il celebre distico dedicato alle ore consentite per il sonno: Sex horis dormire sat est iuvenique senique, / septem vix pigris; nulli concedimus octo(Bastano sia al giovane sia al vecchio sei ore di sonno; tutt'al più sette, ai più pigri; ma a nessuno sarà permesso di dormire otto ore). Anche noto il distico: Si tibi deficiant medici, medici tibi fiant / haec tria: mens hilaris, requies, moderata dieta (Se non hai medici a disposizione, ti saranno medici questi tre consigli: mente serena, riposo e dieta moderata).

Del resto, le raccomandazioni contro gli eccessi alimentari sono frequentissime: si potrebbe anzi dire che l'igiene della scuola salernitana si riconduce quasi tutta al precetto: Disce parum bibere, sis procul a Venere (Abituati a bere poco, astienti dai piaceri carnali); lo stesso dicasi per il verso: Ut sis nocte levis, sit tibi coena brevis (Se vuoi che la notte ti sia leggera sta leggero con la cena). Anche molto frequenti i consigli per il salasso.

Altri medici famosi dell'epoca sono l'oculista Benvenuto Graffeo o Grasso, l'urologo Isacco Giudeo e il chirurgo Ruggero di Frugardo.

Dopo i riconoscimenti di Federico II e di Carlo d'Angio, la scuola cominciò a decadere fino a che, nel 1811, il governo napoleonico l'abolì.