S
pettro
 

Spettro s.m. (lat. spectrum, visione, fantasma). Fantasma, apparizione di persona morta: Al banchetto offerto da Macbeth appare lo spettro di Banco. Un castello frequentato dagli spettri. Fam. Persona magra e di aspetto malato: Un volto di spettro. Fig. Pericolo minaccioso e incombente: Lo spettro della fame, di gravi epidemie.

— Fis. Insieme dei valori assunti da una o più grandezze fisiche associate a una data radiazione corpuscolare od ondulatoria, o, più generalmente, a un dato sistema fisico: per es., insieme delle frequenze e delle relative intensità che caratterizzano un suono complesso o una data radiazione luminosa. (Se la grandezza considerata assume tutti i valori compresi in un dato intervallo, lo spettro si dice continuo in quell'intervallo; se esistono degli intervalli in cui non cade nessun valore della grandezza, lo spettro è discontinuo; se infine i valori assunti formano un insieme di punti isolati, lo spettro è discreto. Si indica col nome di spettro anche ogni rappresentazione grafica dell'insieme suddetto e in partic. l'immagine ottenuta con uno spettroscopio.)  Spettro di assorbimento, spettro di una radiazione elettromagnetica o di altra natura assorbito da una data sostanza. (Viene ottenuto irraggiando la sostanza in esame con una radiazione a spettro continuo; lo spettro della radiazione che viene trasmessa differisce da quello iniziale per la presenza di righe o bande più scure che costituiscono le righe e le bande di assorbimento.) Spettro di emissione, spettro della radiazione elettromagnetica emesso da una sostanza in determinate condizioni. Spettro acustico, spettro delle frequenze dei suoni semplici che compongono un dato suono complesso. Spettro di un rumore, insieme delle componenti spettrali di un rumore. (Poichè un rumore ha uno spettro continuo, la sua analisi spettrale viene eseguita per bande di dato intervallo, di cui lo spettro risulta funzione; lo spettro quindi si presenta come discreto.) Spettro elettromagnetico, spettro di una radiazione elettromagnetica. Spettro atomico, spettro elettromagnetico di emissione o di assorbimento della radiazione emessa o assorbita dagli atomi nelle transizioni tra livelli energetici differenti. (E' uno spettro discreto che si può ottenere scomponendo con uno spettroscopio l'immagine di una fenditura illuminata da un gas incandescente ed è costituito da diverse serie di righe spettrali [spettro a righe] le cui frequenze sono legate tra loro da semplici formule: le righe spettrali di maggior intensità sono di solito comprese nella regione visibile o ultravioletta dello spettro.) Spettro di incandescenza, spettro elettromagnetico emesso da un corpo incandescente. (Se il corpo è solido lo spettro è continuo con un massimo di intensità a una frequenza che cresce al crescere della temperatura; se il corpo assorbe integralmente ogni radiazione elettromagnetica che lo colpisce, il suo spettro di emissione è descritto dallo spettro del corpo nero.) Spettro di massa, spettro delle masse associate a una radiazione corpuscolare. Spettro di risonanza magnetica, spettro delle frequenze di risonanza magnetiche, elettroniche e nucleari possedute da una data sostanza. (La struttura di questo spettro fornisce preziose informazioni sulla natura e sulla struttura delle molecole contenute nella sostanza in esame.) Spettro magnetico, immagine delle linee di forza di un campo magnetico, ottenuta spolverando con della limatura di ferro una superficie non magnetizzabile immersa nel campo. (In senso meno elementare, immagine prodotta su uno schermo sensibile da un fascio di particelle elettricamente cariche [per es. elettroni] che attraversa un campo magnetico.) Spettro molecolare, spettro elettromagnetico emesso o assorbito dalle molecole durante le transizioni tra livelli energetici che differiscono nella configurazione elettronica o nello stato vibrazionale e rotazionale. (E' uno spettro costituito da successioni di righe spettrali fittissime [spettro a bande] comprese prevalentemente nella regione infrarossa e nella gamma delle microonde.) Spettro ottico, parte dello spettro elettromagnetico compresa nella zona visibile. (Spesso si designa con questo termine uno spettro leggermente più ampio, comprendente le radiazioni infrarosse e ultraviolette, mentre la parte a cui l'occhio è sensibile è detta più specificamente spettro visibile o luminoso.) Spettro normale, immagine ottica di uno spettro elettromagnetico tale che la differenza di lunghezza d'onda tra due punti dello spettro è proporzionale alla loro distanza. (Un esempio caratteristico di spettro normale è quello fornito da un reticolo di diffrazione [spettro di diffrazione].) Spettro prismatico, immagine di uno spettro ottico ottenuta disperdendo la luce in esame con un prisma. (Non è uno spettro normale e la sua forma dipende dalla sostanza che costituisce il prisma.) Spettro Raman, spettro elettromagnetico emesso da una sostanza per effetto Raman. Spettro rotazionale, parte dello spettro molecolare generato dalle transizioni tra diversi livelli rotazionali .

— Fon. Spettro vocale, campo di frequenze corrispondente all'analisi spettrale della voce umana. (Per soggetti normali varia con l'età e col sesso; mediamente è compreso fra 100 e 5.000 Hz.)

— Mat. Spettro di un operatore o di una matrice, insieme degli autovalori di un operatore o di una matrice.

¡ S.m. pl. Telecom. Doppia immagine che si riceve sui televisori quando l'antenna capta anche un segnale riflesso da un ostacolo.

u Fisica

Quando  un pennello di luce bianca è inviato attraverso una fenditura sottile su un prisma trasparente il cui asse è parallelo alla fenditura, la luce rifratta esce deviata dalla sua direzione iniziale e la deviazione è funzione della lunghezza d'onda dei raggi incidenti. Il fascio rifratto può far apparire così su uno schermo lo spettro luminoso della luce che si esamina: per esempio, si può ottenere in tal modo lo spettro solare. Convenzionalmente si ammette che i colori delle diverse radiazioni, di cui la luce bianca è la sovrapposizione, siano i sette colori dell'iride che si susseguono per lunghezze d'onda decrescenti nell'ordine seguente: rosso, arancio, giallo, verde, blu, indaco e violetto. Con procedimento inverso a questo, che dà l'analisi spettroscopica, si possono sovrapporre le varie radiazioni e riottenere luce bianca: per es., se si osserva un disco, diviso in settori opportunamente colorati, che sia fatto ruotare abbastanza rapidamente (disco di Newton), si ha la percezione di luce bianca, per la persistenza sulla retina delle impressioni luminose. Lo spettro visibile non è però composto da una successione discontinua di sette colori distinti, ma da tutte le radiazioni comprese tra due lunghezze d'onda estreme situate intorno a 4.000 Å (per il violetto) e 8.000 Å (per il rosso). Al di là di questi limiti si incontrano le radiazioni ultraviolette e i raggi X per lunghezze d'onda inferiori, la radiazione infrarossa per lunghezze d'onda superiori. Le radiazioni ultraviolette sono rilevabili mediante la loro proprietà di impressionare le lastre fotografiche, i raggi X mediante l'uso di reticoli cristallini, i raggi infrarossi mediante l'uso di termocoppie.


Spettroscopia