Stampa

stampa s.f. (da stampare). Riproduzione di originali da una a un numero illimitato di copie, con l’impiego di mezzi meccanici, elettronici e digitali. La stampa si ottiene tramite il trasferimento di un elemento di contrasto (inchiostro) dalla forma da stampa al supporto: Le tecniche di stampa. Inchiostri da stampa. Opere a stampa. (La stampa può essere tipografica, e cioè diretta tramite forme con grafismi in rilievo, oppure da forme piane come per la litografia, e indiretta, come nell’offset; inoltre rotocalcografica diretta da forme con grafismi in incavo.)   ¸ L'impressione ottenuta con tali tecniche: Stampa chiara. ¸ Stampa a colori, quella ottenuta stampando un colore per volta, ripassando in macchina lo stesso foglio tante volte quanti sono i colori, oppure utilizzando macchine pluricolori, o rotative a colori.   ¸ L'industria grafica o l'industria delle arti grafiche. ¸ Il pubblicare, il diffondere informazioni per mezzo di libri, giornali e simili: Libertà di stampa. ¸ L'insieme delle pubblicazioni giornalistiche: Stampa quotidiana. Stampa di sinistra. D La stampa oscena e anticristiana, lui dice. Se non leggono neanche l'almanacco (Pavese).   ¸ Agenzia di stampa. ¸ L'insieme dei giornalisti: Radunare la stampa. E' intervenuta la stampa parlamentare. ¸ Fig. Carattere, impronta: D Quel brav'uomo aveva lasciato un figliuolo di stampa ben diversa (Manzoni). ¸ Fig. Fama, reputazione: Uno scrittore che ha cattiva stampa.

— Loc. div. Ufficio stampa, in organismi pubblici, industrie e simili, l'insieme delle persone che hanno l'incarico di tenere i contatti con i giornali, di preparare opuscoli che diffondono particolari notizie, di rilasciare dichiarazioni e comunicati. ¸ Comunicato stampa. ¸ Sala stampa. ¸ Conferenza stampa. ¸ Stampa gialla.

— Arte. Immagine riprodotta su carta da un'incisione in rame e zinco (punta secca, bulino, acquaforte, ecc.), legno (xilografia), pietra (litografia), ecc.: Una stampa di Rembrandt.

— Fotogr. Stampa per contatto, riproduzione in positivo di un'immagine negativa di dimensioni uguali. (Si ottiene con un torchietto in cui il negativo e la carta sensibile sono posti a contatto ed esposti alla luce, o con un apparecchio apposito, detto bromografo, sottoponendo poi il positivo al bagno di sviluppo e fissaggio.) ¸ Stampa per ingrandimento.

— Ind. tess. Stampa dei tessuti, procedimento di tintura limitata a determinate porzioni della superficie di un tessuto, sul quale forma disegni a uno o più colori, secondo un dato rapporto a imitazione dei tessuti jacquard.  ¸ Stampa dei nastri, stampa dei filati.

 — Zoot. Ognuno dei fori rettangolari situati sulla faccia inferiore del ferro da cavallo, destinati ad alloggiare la testa dei chiodi. (Nei ferri per puledri ci sono sei stampe, otto per i cavalli di mole normale, dieci o dodici per i cavalli di taglia superiore alla media. Le stampe sono pił distanti dal margine esterno nella branca esterna che non in quella interna.)

u Industria grafica

Da  quando fu inventata la scrittura, nacque il bisogno di riprodurla per trasmetterla o per conservarla.

v Nascita della stampa

Le prime riproduzioni di scritture furono senza dubbio ottenute sulla cera o l'argilla mediante sigilli cilindrici e stampi, ritrovati in numero considerevole nelle città più antiche, in Mesopotamia e nell'Elam; alcuni di questi si possono far risalire al  XXVIII sec. a.C. Numerose tavolette d'argilla furono stampate in incavo mediante forme di legno o di metallo. Gli scavi iniziati nel 1842 presso Ninive hanno dimostrato l'esistenza di una biblioteca del re Sargon ( VIII sec. a.C.), composta di tavolette d'argilla prima impresse e poi cotte. In Cina la stampa fu successivamente realizzata mediante forme di legno inciso (xilografia): sopra una tavoletta di legno levigata si scriveva o si decalcava a rovescio una preghiera o un editto; il legno era eliminato attorno alla scrittura che era risparmiata, in rilievo. Si inchiostrava la forma xilografica così ottenuta e vi si applicava sopra un foglio di carta di riso ricavandone, per pressione, una stampa.

L'invenzione dei caratteri mobili è riferita in un libro del cinese Chen kong (1056) e attribuita a Pi Ching tra il 1040 e il 1049. Questi caratteri furono fabbricati in terracotta, poi in piombo, poi in rame. Per stampare l'enciclopedia voluta dall'imperatore K'ang-hsi furono incisi separatamente 250.000 ideogrammi.

In Europa l'invenzione della stampa fu il risultato di un lungo processo. Se la stampa tabellare mediante forme xilografiche si allaccia strettamente alla storia dell'incisione, essa rappresenta il primo tentativo della storia della stampa per la diffusione di più copie dello stesso esemplare. L'insufficienza delle copie scritte a mano, poi delle forme lignee pure incise manualmente e stampate mediante torchi, diede origine a un'invenzione importantissima: quella della stampa con caratteri mobili. La nascita o l'inizio dell'incisione artistica su legno, nel XV sec., portò a concepire l'idea di incidere separatamente ogni singola lettera dell'alfabeto latino. In questo modo le singole lettere sono raccolte per formare parole, righe, pacchetti (cioè colonne di testo), pagine; e i medesimi caratteri, dopo la stampa di una pagina, sono scomposti e riutilizzati per una nuova composizione. Questo fu il principio della stampa tipografica del testo che, con un certo numero di lettere, consente un numero infinito di combinazioni o, meglio, di composizioni, e di ogni composizione consente di tirare un numero considerevole di copie. L'invenzione della stampa, conservando il pensiero scritto o l'immagine e diffondendoli in numerosi esemplari alla portata di un pubblico sempre più vasto, favorì il progresso della società umana, trasformando la cultura di pochi a una cultura di massa.

v Diffusione della stampa nel mondo

L’invenzione della stampa è attribuita a Johann Gensfleisch von Gutenberg, i cui primi tentativi risalgono al 1438. Egli infatti ideò il procedimento di stampa tipografica a caratteri mobili, la preparazione delle matrici, la fusione dei caratteri in lega (piombo, antimonio e stagno), la composizione a mano dei testi, la stampa su torchi a leva. Associatosi nel 1449 a J. Fust, egli intraprese la stampa della Bibbia latina in folio, con caratteri gotici, detta Bibbia delle 42 righe o Bibbia Mazarina (perchè appartenne al cardinale e un esemplare si trova ora presso la Biblioteca mazarina). Peter Schoffer, cui Fust aveva affidato la stamperia nel 1455, perfezionò il procedimento di Gutenberg dedicandosi all'incisione dei punzoni e delle matrici e migliorando la forma per la fusione. La nuova arte si diffuse rapidamente nella valle del Reno, e dall'ottobre 1465, in seguito al sacco di Magonza, in tutta l'Europa. Due operai di Gutenberg, Sweynheim e Pannartz, si trasferirono in Italia, a Subiaco, dove stamparono il loro primo libro nel 1465, poi a Roma; qui nel 1467 un altro stampatore tedesco, Ulrico Han, pubblicò il primo libro illustrato con xilografie.

Nel 1468 in Boemia, a Pilsen, fu stampato il primo libro in lingua ceca, la Kronika Trojanskį di G. Colonna; la stampa comparve inoltre nello stesso anno ad Augusta e a Basilea. A Venezia fu stampato nel 1469 il primo libro a opera di Giovanni da Spira (Epistolae ad familiares di Cicerone) cui fece seguito, nel 1470, la prima opera del francese Nicolas Jenson, De praeparatione evangelica di Eusebio, stampata, con un carattere romano. In Francia Jean de La Pierre (J. Heynlin) e G. Fichet chiamarono alla Sorbona tre operai tedeschi, M. Friburger, M. Crantz e U. Gering per impiantare la prima officina tipografica, mentre in Italia si costituita a Trevi la prima società finanziaria per la stampa di libri e, in Austria, l'imperatore Federico III autorizzava la creazione dello stemma araldico della tipografia. Nel 1471 stamperie furono introdotte a Milano (A. Zaroto), Firenze, Bologna e Treviso. Nel 1472, ad Augusta, Zainer stampò la prima carta geografica e a Foligno, per opera di Numeister, vide la luce la prima edizione a stampa della Divina Commedia.

Mattia Corvino chiamò da Parma a Budapest A. Hess che stampò la Chronica Hungariae nel 1473. Nello stesso anno la tipografia comparve in Polonia (Cracovia) e in Spagna (Valencia): il Manipulus Curatorum (Saragozza, 15 ottobre 1475) è il primo libro spagnolo di cui si conoscano lo stampatore e la data. A Reggio di Calabria e a Piove di Sacco vennero stampati i primi due libri con caratteri ebraici. Nel 1476 E. Ratdolt produsse a Venezia il primo libro con frontespizio, e in Inghilterra W. Caxton stampò per la prima volta a Westminster introducendo in Inghilterra i caratteri romani. Nel 1478, in un libro pubblicato a Venezia, si trova il primo esempio di errata corrige. T. Rood di Colonia introdusse la stampa a Oxford. Damiano de Moyllis fu l'autore e lo stampatore dell'Alphabetum Romanum (1482) sulla costruzione geometrica delle lettere romane maiuscole. Nel 1483 Giovanni di Vestfalia stampò a Lovanio con caratteri romani le Epistole familiari di papa Pio II, primo esempio in Olanda. Il termine “tipografia” comparve per la prima volta in un libro stampato a Milano da A. Zaroto, nella prefazione di Manilii Astronomicon (1489).

Aldo Manuzio, fondò a Venezia la sua “dinastia” di stampatori, pubblicò nel 1495 il De Aetna del Bembo con un nuovo carattere romano inciso dal Griffo e, nel 1499, il suo capolavoro: l'Hypnerotomachia Poliphili, con un bellissimo carattere romano, sempre inciso dal Griffo. Nel 1501 nasce il carattere corsivo di Manuzio, chiamato all'estero italico, dello stesso anno l'uscita, sempre a Venezia, dell'Harmonice Musices Odhecaton di Petrucci, il primo a stampare opere di musica. Nel 1500, dopo lo splendore di Venezia, ebbe inizio l'età d'oro della tipografia francese, tra i cui la famiglia degli Estienne con una tipografia a Parigi nel 1502, rimasta attiva fino al 1661. A Roma nel 1513 M. Silbert stampò lo Psalterium Aethiopicum, prima opera con caratteri etiopici; a Fano nel 1514 Degregori stampò il primo libro con caratteri arabi. A Fez, in Marocco, la stampa fu introdotta nel 1520 da un tipografo portoghese in esilio. Nel 1530 Garamond aprì a Parigi la sua celebre fonderia di caratteri, che furono adottati dagli Estienne. Nel 1539 l'arte della stampa raggiunse il Nuovo Mondo; in quell'anno fu infatti fondata la prima stamperia a Città del Messico ad opera del tipografo Juan Pablos (Giovanni Paoli, di origine italiana) fino al 1559. Nel 1546 si svolse a Lipsia la prima fiera del libro; due anni dopo, a Venezia, venne fondata la prima società di editori e di stampatori. Nel 1563 Christophe Plantin fondò ad Anversa la sua stamperia (durata fino al 1877). Robert Granjon, a Lione, incise nel 1557 i primi caratteri detti “caratteri di civiltà“ e, successivamente, fu chiamato a Roma a dirigere la fonderia vaticana. Nel 1553 fu fondata la prima stamperia russa. Nel 1580 Lodewijk Elzevir iniziò a Leida (Olanda) la sua attività di editore e di stampatore, che gli eredi continuarono fin verso il 1680. Nella seconda metà del XVI sec. l'arte tipografica fu introdotta a opera dei missionari europei, in particolare dei gesuiti, in molti paesi orientali e dell'America Meridionale per divulgare la dottrina cristiana: a Goa nel 1561, in Giappone nel 1582, in Perù (Lima) nel 1584, in Cina nel 1589, a Manila (Filippine), nel 1593, in Bolivia nel 1637 e in Guatemala nel 1659. Nel 1685  Bradford fondò la prima stamperia di Filadelfia. In Europa  Grandjean, incisore di caratteri al servizio di Luigi XIV, disegnò il famoso romain du roi. Nel 1709 l'uso del copyright venne sancito per legge in Inghilterra. Didot avviò la sua attività di stampatore a Parigi nel 1714. Caslon attivò nel 1716 la sua fonderia di caratteri in Inghilterra. Dieci anni dopo, in Francia, Fournier presentò il suo sistema di misura tipografico. L'inglese Baskerville iniziò nel 1750 la sua attività di incisore di caratteri e stampò nel 1757 il suo primo libro a Birmingham.

Bodoni venne nominato nel 1768 direttore della stamperia regia di Parma; la prima edizione del suo famoso Manuale tipografico fu pubblicata postuma nel 1818. Nel 1798 Senefelder inventò la litografia; nel 1800 Stanhope fece costruire il suo torchio da stampa interamente metallico.

v Procedimenti di stampa

I progressi tecnici realizzati nel  XIX sec. portarono successivamente all'impiego di procedimenti meccanici, rapidi e precisi. Dopo l'invenzione della stampa tipografica , ci furono altri procedimenti, che offrivano nuove possibilità: la rotocalcografia; la litografia, per la stampa di illustrazioni. L’invenzione della fotografia ha consentito la riproduzione, con procedimenti fotomeccanici, che hanno reso possibile la stampa, oltre che del testo anche delle illustrazioni in nero e a colori. Nel XX secolo, l'offset e la rotocalco hanno raggiunto rapidamente una larga diffusione per la stampa di libri illustrati, periodici e cataloghi. Particolarmente per questi procedimenti di stampa la forma è tornata a essere, a cinque secoli di distanza, un tutto unico, testo e illustrazione, come nella stampa tabellare. Ciò ha stimolato lo sviluppo della fotocomposizione apparsa dopo il 1950 che, dopo una fase di iniziali difficoltà, si è diffusa rapidamente. L’elettronica ha trasformato la composizione e la riproduzione delle illustrazioni, da fotografica a digitale. Le nuove possibilità della grafica al computer, tramite programmi finalizzati, hanno semplificato l’attività editoriale personale, dalla composizione alla riproduzione delle illustrazioni, all’impaginazione. La diffusione dello scanner per la riproduzione, la retinatura e la selezione dei colori, consente una serie di lavorazioni tale da diffondere l’editoria personale in forma ampia.

Ormai la stampa dispone di tecnologie diffuse per produrre con standard qualitativi programmabili per ogni genere di stampato, dal libro al giornale, al manifesto, all’imballaggio. La flessografia, l’offset, la rotocalco e la serigrafia sono i grandi procedimenti di stampa; la stampa a caldo e l'olografia per gli stampati di sicurezza rappresentano l’attuale panorama dell’industria grafica. Oggi si stampa in nero e a colori, non soltanto su carta, ma anche su tessuti, su metalli, su materie plastiche, su qualsiasi oggetto e di qualsiasi forma. Dall’antico torchio, sul quale venivano stampate a mano edizioni di poche centinaia di copie, si è giunti alle rotative dove è possibile produrre decine di migliaia di copie orarie a colori con standard qualitativi medio alti.

MACCHINE DA STAMPA

u Industria tessile

I  principali sistemi di stampa dei tessuti sono la stampa diretta, quelle per riserva e per corrosione, dette indirette. Con la stampa diretta l’inchiostro viene applicato direttamente sul tessuto, quindi fissato con il vapore d'acqua o con il calore. Questo sistema di stampa può essere eseguito a mano o con macchine automatiche: la stampa a manoviene eseguita per piccole produzioni.

La stampa a telaio (serigrafia), utilizzata per limitate produzioni, può essere eseguita sia a mano sia con macchine automatiche. Con essa possono essere riprodotti disegni fino a dodici colori: il disegno viene scomposto nei vari colori e riprodotto in singoli quadri; occorrono pertanto tanti quadri quanti sono i colori del disegno da stampare. Il quadro è costituito da una cornice rettangolare in legno che sottende un tessuto molto serrato e ricoperto di vernice impermeabile tranne che nei punti che corrispondono al disegno, attraverso i quali deve passare il colore. La pezza da stampare viene fatta aderire a un nastro trasportatore, che scorre lungo un tavolo, il quale sposta tratti di tessuto la cui lunghezza dipende dal rapporto del disegno prescelto. I quadri, sospesi sopra il tessuto, vengono appoggiati sullo stesso quando si arresta. L’inchiostro, versato sul bordo di ciascun quadro e fatto scorrere sul fondo mediante una racla, passa attraverso le maglie scoperte e si deposita sul tessuto formando il disegno. I quadri vengono poi sollevati, il tessuto è fatto scorrere e si ripete l'operazione sulla porzione successiva della pezza.

La stampa a cilindri viene utilizzata per grandi produzioni (decine di migliaia di metri). E' realizzata con una macchina costituita da un grosso tamburo di pressione, sorretto da robuste spalle, contro il quale premono i cilindri stampatori di rame cromato (tanti quanti sono i colori), sui quali è inciso in incavo il disegno.

Fra i metodi indiretti vi sono:

la stampa per riserva che deriva dall'antico procedimento denominato batik. Il tessuto viene stampato con sostanze (riserve) che impediscono il fissaggio del colorante, in modo da preservare determinati punti, che corrispondono al disegno da riprodurre, durante la successiva tintura;

la stampa per corrosione, realizzata tingendo il tessuto dopo aver stampato le sostanze corrosive previamente preparate con mordenti, o tingendo il tessuto in un colore unico e poi stampandolo con paste colorate contenenti le sostanze corrosive che distruggono parzialmente la tinta di fondo.

Altri sistemi sono:

la stampa su ordito, eseguita con un'operazione di tessitura preliminare inserendo nell'ordito una o pił trame provvisorie in modo da mantenere costante l'altezza. Questo pseudotessuto viene poi stampato a motivi vari, quindi riportato a telaio per la tessitura definitiva, durante la quale si tolgono a mano a mano le trame provvisorie;

la stampa a spruzzo, che si avvale di aerografi che spruzzano il colorante sul tessuto, tranne che nei punti che si vogliono lasciare scoperti, protetti con schermi che riproducono in negativo il disegno; con questo sistema si ottengono particolari effetti di ombreggiatura;

la stampa a flock o elettrostatica, procedimento chiamato impropriamente stampa, usato per ottenere disegni unicolore in rilievo, simili al velluto, su tessuti leggeri per tendaggi. Il tessuto viene prima “stampato” nei disegni voluti per mezzo di un quadro da stampa con un plastisol, di solito vinilico; quindi passa sotto una tramoggia col fondo a setaccio, che contiene fibrille di raion, di vetro, ecc., della lunghezza di 1 mm circa. Fra il fondo della tramoggia e il tessuto viene creato un campo elettrostatico in modo che le fibrille cadano verticalmente sul tessuto infiggendosi nel plastisol. La successiva cottura in camera a tenuta (a 100 °C circa) trasforma il plastisol in resina insolubile che trattiene definitivamente le fibrille;

la stampa fotografica con la quale si ottengono effetti molto belli, ma che è poco usata;

la termostampa di tessuti di limitate dimensioni (foulard), a carattere artistico, che utilizza una macchina simile alla stiratrice per maglieria, riportando direttamente sul tessuto, mediante il vapore, i disegni stampati, con coloranti adatti, su carta speciale.

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v La stampa dei nastri

La  stampa dei nastri pettinati di lana e di fibre artificiali e sintetiche, detta stampa vigoureux, viene eseguita per ottenere filati mélange. I nastri, disposti su una rastrelliera, passano fra un sistema di cilindri che provvedono a stampare un colore a strisce trasversali. Dopo asciugamento e termofissaggio del colorante, i nastri vengono sottoposti alle operazioni di prefilatura.

v La stampa dei filati

La  stampa dei filati è un procedimento inteso a produrre tinture differenziate sui filati destinati alla fabbricazione dei tessuti fantasia. Un processo di stampa consiste nel preparare, con il materiale da stampare, pezzi di maglia piana o tubolare che vengono stampati, vaporizzati, lavati e asciugati; con la smagliatura si ottiene il filato stampato a tratti. E' anche possibile stampare i filati a vari colori utilizzando le macchine a cilindri impiegate per la stampa dei tessuti.