Sulfamidico
Sulfamidico Denominazione di una classe di composti dotati di proprietà batteriostatiche.
u Farmacologia
I sulfamidici strutturalmente derivano tutti dall'ammide dell'acido solfanilico o paraamminobenzensolfonico, detta solfanilammide, in cui di solito uno degli idrogeni del gruppo amminico legato allo zolfo è sostituito con un residuo organico di diversa struttura (gruppi alchilici, arilici, soprattutto eterociclici). Per estensione, il termine sulfamidico designa anche sostanze antibiotiche in cui al gruppo solfammide SO2NH2 è stato sostituito un gruppo solfone, solfossido, tiosolfone, ecc.
L'origine dell'impiego terapeutico dei sulfamidici risale alla constatazione (Domagk, 1935) dell'azione antistreptococcica della solfocrisoidina, composto azoico colorato. Tale composto libera nell'organismo la solfanilammide, di cui si poterono dimostrare le proprietà batteriostatiche. Le ricerche farmacologiche successive hanno portato alla preparazione di un gran numero di sulfamidici, ognuno dotato di una particolare attività antimicrobica, che può essere più o meno protratta nel tempo, anche perchè alcuni ceppi microbici sono capaci di sviluppare una particolare resistenza al farmaco (sulfamidoresistenza).
v Sulfamidici ipoglicemizzanti o antidiabetici
Nel 1942 la scuola di Montpellier scoprì l'azione ipoglicemizzante di un derivato solfammidico, ma solamente nel 1954 sono stati simultaneamente introdotti nella terapia corrente diversi sulfamidici in grado di abbassare il tasso di zucchero nel sangue, liberando la maggior parte dei diabetici dall'assoluta necessità delle iniezioni di insulina. Questi sulfamidici ipoglicemizzanti sono: la glibutilammide, o N-solfanilil-N'-butilurea, il glibutiazolo, o paraamminobenzensolfammido - 2 - terziario - butil - 5 - tiadiazolo, e il N-solfanil - parametilbenzenene-N'-butilurea, messi in commercio come specialità.