Vetro
Vetro (lat. vitrum). Nella più larga accezione del termine, ogni materiale che esiste allo stato vetroso ; tuttavia generalmente si riserva il nome di vetro a prodotti inorganici ottenuti per fusione e raffreddamento fino ad assumere consistenza rigida senza cristallizzare. Per estens. Oggetto di vetro: Vetri soffiati. Vetri d'arte. Collezionare vetri di Murano. In partic. Lastra di vetro utilizzata per finestre; per estens. la finestra stessa: Fa freddo, chiudi i vetri. Frammento, pezzo di un oggetto di vetro che è stato rotto: Non mettere i piedi sui vetri, potresti tagliarti. Ant. Bicchiere: D Si cominciano ad attaccare al vetro; bei e ribei, cionca e ricionca... (Sacchetti). Pasta di vetro o pasta vitrea, vetro colorato, fuso a bassa temperatura, generalmente opaco, di aspetto ceramico, la cui tecnica di fabbricazione era già nota agli antichi. (Si conoscono gioielli e amuleti egiziani preparati in pasta di vetro. Oggi il ricorso a tale tecnica si ha soprattutto nella costruzione di certe vetrate. La formatura avviene a freddo in stampi di materiale refrattario, segue una fusione a temperatura non eccessivamente alta sì da evitare contaminazione tra i vari colori giustapposti.)
Loc. div. Essere di vetro, fragile e delicato come il vetro; anche fig.: D Però le tue ragion son qui di vetro (Pulci). Avere la schiena di vetro, di chi non ha voglia di lavorare. I vetri degli occhiali, le lenti. Palazzo di vetro, costruzione in cui la quasi totalità della superficie esterna è occupata da finestre; in partic. il palazzo in cui ha sede l'ONU a New York.
Geol. Sostanza non cristallizzata che si forma per rapido raffreddamento di magmi e di lave e che costituisce completamente o in parte alcune rocce eruttive effusive. (Le rocce costituite solo da vetro, quali le ossidiane, si dicono anche vetri vulcanici.)
v Storia
Estremamente incerte e confinanti con la leggenda sono le prime notizie sul vetro tramandate attraverso gli scritti di storici greci e latini; la sua comparsa non può essere fissata in una data o in un periodo ristretto nè in una particolare regione. Si ritiene che nel III millennio prima di Cristo gli Egizi fossero in grado di produrre smalti vetrosi per imitare pietre o ricoprire oggetti d'oreficeria. Nell'antiquarium di Berlino si conserva una canna a mosaico che è ritenuta il più antico manufatto di vetro arrivato ai nostri giorni e che si fa risalire alla 12 dinastia (2000 circa a.C.). Le prime notizie storicamente accertabili risalgono alla 18 dinastia (1500 circa a.C.) e si sa che gli Egizi diffusero l'arte di ottenere prodotti vetrosi in tutti i paesi del Mediterraneo. Una decisiva svolta nell'arte vetraria si ebbe con l'invenzione della canna da soffio, che rivoluzionò la tecnica di fabbricazione e allargò notevolmente il campo delle applicazioni. Secondo alcuni autori tale innovazione avvenne in Siria nel I sec. a.C. Plinio il Vecchio dà ampie notizie sullo sviluppo dell'arte vetraria in tutti i paesi del mondo allora conosciuto, del largo favore di cui godeva il vetro nella civiltà romana, del moltiplicarsi delle vetrerie in tutti i paesi dell'Impero. Nel medioevo il prestigio della produzione del vetro fu tenuto alto da Venezia. E' del 1291 l'ordinanza del doge di concentrare tutte le numerose vetrerie già esistenti nell'isola di Murano e ancora oggi i prodotti dei vetrai muranesi sono rinomati in tutto il mondo. Nel 1612 venne pubblicato a Firenze L'arte vetraria distinta in libri sette di Antonio Neri, che è il primo trattato di tecnologia vetraria stampato nel mondo. Fra il XVII e il XIX sec. le vetrerie si moltiplicarono in tutta Europa, soprattutto in Francia, dove nel 1665 ebbe inizio la fabbricazione degli specchi in Inghilterra, dove si diede grande impulso alla fabbricazione di vetri al piombo, in Boemia, dove prosperò la fabbricazione del cristallo, in Russia dove nel 1830 esistevano già 200 vetrerie. La produzione del vetro rimase peraltro sempre un fatto artistico legato alla competenza di maestranze specializzate. Essa divenne un fatto industriale quando si riuscì a meccanizzare i processi di fabbricazione, nella seconda metà del XIX sec. Iniziò così la lavorazione meccanica delle bottiglie e nel 1903 comparve la prima macchina automatica. Ebbe inizio, sempre alla fine del XIX sec., la produzione meccanica delle lastre di vetro, che diventarono elemento essenziale dell'edilizia; mentre ancora nel Settecento venivano impiegate solo nei palazzi più ricchi. Si cominciò soprattutto a studiare il vetro da un punto di vista scientifico, rivedendo, alla luce delle più moderne conoscenze, l'esperienza maturata nei millenni e si giunse alla produzione del vetro d'ottica nelle sue più svariate accezioni, del vetro per usi domestici, elettronici, nucleari. Oggi la produzione nel mondo è di circa 12 kg di vetro per abitante e per anno.