Corte di Versailles

Versailles Città della Francia (ab. 91000), capol. del dipartimento di Yvelines (Île-de-France), 12 km a SO di Parigi. Centro prevalentemente residenziale e meta turistica, è sede di industrie chimiche, ottiche, dolciarie. Il castello, attorno a cui si sviluppò la città, venne iniziato per ordine di Luigi XIII dall'architetto P. Le Roy (1632) e portato a termine con Luigi XIV, sotto la direzione di L. Le Vau e J. Hardouin-Mansart (1661-90).

Il castello divenne residenza reale e la città capitale dello stato dal 1682 al 1789, anno in cui Luigi XVI e la sua corte furono costretti dalla rivoluzione a trasferirsi a Parigi. Fu abbandonato fino al 1837 e quindi restaurato e trasformato in museo da Luigi Filippo. Al termine della guerra franco-prussiana (1870), Guglielmo re di Prussia vi fu incoronato imperatore di Germania (18.1.1871); fu sede dell'assemblea nazionale (1871-75, anno in cui vi fu proclamata la III Repubblica) e del governo francese (1875-79). L'imponente palazzo, preceduto da tre cortili successivi, si affaccia ai giardini, opera di A. Le Nôtre (iniziati nel 1662), che ospitano alcuni padiglioni (Grande Trianon, Piccolo Trianon, Padiglione Francese). Nella città: cattedrale di St-Louis (1742-54), con organo del 1760; chiesa di Notre-Dame (1684-86), con sculture e dipinti dei sec. XVII-XVIII.

trattato di Versailles Trattato di pace stipulato il 28.6.1919 tra la Germania e le potenze vincitrici della 1a guerra mondiale. Preceduto dal patto costitutivo della Società delle Nazioni, prevedeva la cessione alla Francia di Alsazia e Lorena, al Belgio dei distretti di Eupen, Moresnet e Malmédy, alla Danimarca di parte dello Schleswig, alla Cecoslovacchia di parte della Slesia, alla Polonia della Posnania e della Prussia Occidentale con la creazione del `corridoio polacco' e la costituzione di Danzica in città libera. Venne stabilita inoltre la cessione, in mandato fiduciario, delle colonie tedesche a Francia, Gran Bretagna, Unione Sudafricana e Giappone. La Saar fu posta per 15 anni sotto la tutela della Società delle Nazioni e lo sfruttamento dei bacini carboniferi fu assegnato alla Francia; venne smilitarizzata la riva sinistra del Reno e proibita l'annessione dell'Austria alla Germania. Fu quindi imposta alla Germania la drastica riduzione dell'esercito (non più di 100000 uomini), la proibizione di ricostituire una marina e un'aviazione e la consegna dei criminali di guerra. Le clausole economiche, infine, prevedevano il pagamento di pesanti riparazioni di guerra (in seguito fissate in 269 miliardi di marchi-oro, da pagarsi in 42 annualità) e la consegna di tutti gli armamenti e di una notevole parte della flotta commerciale, degli impianti industriali e del materiale ferroviario. Il trattato fu criticato, specie in Gran Bretagna e negli USA, per la sua estrema durezza che avrebbe messo sul lastrico la Germania e dato argomenti al revanscismo, come di fatto avvenne. J.M. Keynes, consulente economico, abbandonò per protesta i lavori e pubblicò un saggio critico (Le conseguenze economiche della pace, 1919).

Home