Rivoluzione inglese
Rivoluzione s. f. 1 Violento rivolgimento dell'ordine politico-sociale
costituito, tendente a mutare radicalmente governi, istituzioni, rapporti
economico-sociali e sim.
Rivoluzione francese
Rivoluzione culturale
Rivoluzione inglese
Rivoluzione russa
Rivoluzione industriale
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• rivoluzione inglese Denominazione di due fasi consecutive di avvenimenti, la
prima (1642-49) che portò alla caduta della monarchia e all'istituzione del
regime repubblicano di O. Cromwell e la seconda (1688-89) che sancì
l'affermazione definitiva della monarchia costituzionale in Gran Bretagna. Tra
le cause più importanti vi furono la forte espansione demografica del sec. XVI e
la crescita della popolazione urbana che stimolò lo sviluppo dell'agricoltura e
del commercio dei prodotti agricoli. Tale complesso di fenomeni favorì
l'affermazione di un ceto borghese di mercanti e manifatturieri, ma soprattutto
della piccola nobiltà rurale (gentry) che aveva potuto trarre profitto dalla
vendita dei beni ecclesiastici promossa da Enrico VIII con lo scisma anglicano.
Il parlamento, espressione di quelle classi, si oppose sempre più risolutamente
alla politica assolutistica di Giacomo I Stuart. Dal 1625, con il successore
Carlo I, il conflitto tra parlamento e la corona si acuì. Nel 1628 il parlamento
negò al re i fondi necessari per finanziare la guerra alla Spagna e votò la
Petizione dei diritti che ne limitava i poteri. Carlo sciolse il parlamento e
governò dispoticamente perseguendo una politica estera accondiscendente verso la
Spagna e i cattolici con l'appoggio dell'arcivescovo W. Laud, che tentò di
imporre il primato dell'anglicanesimo contro le tendenze più radicali della
chiesa protestante (puritani). Nel 1639 la Scozia puritana si sollevò contro il
re che non aveva le risorse economiche per organizzare un esercito e sedare la
rivolta. Per questo fu costretto a convocare il parlamento (13.4.1640). Sciolto
dopo soli ventitré giorni per le richieste avanzate (Short Parliament), sotto la
minaccia dell'avanzata scozzese, fu riconvocato in novembre (Long Parliament) e,
guidato da J. Pym, riaffermò l'opposizione all'assolutismo, rifiutando ogni
tassazione senza l'approvazione del parlamento e reclamò la soppressione della
Camera Stellata, del Consiglio del Nord e di tutti gli strumenti della tirannide
regia.
Lo scoppio di un'insurrezione di cattolici irlandesi nell'Ulster aggravò
la posizione del re, accusato di averla fomentata, e spinse il parlamento a
proporre una serie di modifiche nell'ordinamento statale ed ecclesiastico. Lo
scontro si estese in tutto il paese e assunse i connotati della rivolta popolare
contro la proprietà guidata dai levellers. Dopo la condanna a morte di J.
Wentworth conte di Strafford e ministro plenipotenziario per l'Irlanda e
l'arresto di Laud, Carlo I tentò il colpo di stato contro Pym (1642), fornendo
così lo spunto allo scoppio della guerra civile (prima r. inglese). A fianco del
sovrano contro i fautori del parlamento (`teste rotonde') si schierarono gli
anglicani, i cattolici, l'aristocrazia e la nobiltà di campagna (`cavalieri').
Il re abbandonò Londra per insediarsi a York, lasciando così la parte più ricca
e sviluppata del paese sotto il controllo del parlamento alla direzione del
quale si pose il puritano O. Cromwell. Dopo una serie di vittorie dei realisti,
la guerra si concluse favorevolmente per il partito parlamentare, grazie
soprattutto al nuovo esercito nazionale organizzato da Cromwell che, formato da
piccoli proprietari rurali e borghesi addestrati professionalmente, trionfò sui
realisti a Marston Moor (1644) e a Naseby (1645). Carlo I riparò in Scozia ma fu
consegnato al parlamento che lo imprigionò a Wight. Nell'estate del 1648 le
truppe realiste furono nuovamente battute da Cromwell che, conquistata
Edimburgo, marciò su Londra, deciso a stroncare l'opposizione della maggioranza
parlamentare disposta a venire a patti con il re. Il 6.12.1648, dopo l'arresto
di 47 deputati e l'espulsione di altri 96, il Rump Parliament votò
l'incriminazione del re sotto l'accusa di tradimento e il processo si concluse
con la condanna a morte, eseguita il 30.1.1649. Furono aboliti la monarchia e i
privilegi nobiliari ma anche le frange più radicali vennero duramente represse:
sottomesse l'Irlanda e la Scozia (1649-51), fu costituito il Commonwealth. Nel
1651 fu approvato il Navigation Act che, limitando l'ingresso ai porti inglesi
alle sole navi inglesi, provocò la guerra con le Province Unite (1652-54).
Cromwell nel 1653 sciolse il parlamento, assunse i pieni poteri col titolo di
lord protettore del Commonwealth e avviò una serie di riforme, tra cui
l'abolizione dei diritti feudali. Nel 1654 e nel 1657 fu riconvocato il
parlamento che giunse a proporgli la corona reale che rifiutò. Alla morte di
Cromwell (1658), gli successe il figlio Richard che venne presto destituito. Il
generale G. Monk con un colpo di stato riammise in parlamento i membri espulsi
nel 1648, convocò le elezioni di un nuovo parlamento (Convention Parliament) che
chiamò sul trono Carlo II (1660). La monarchia venne restaurata e così la camera
dei lord ma gran parte della legislazione che limitava i poteri reali fu
mantenuta in vigore. Nelle campagne, dopo l'abolizione dei privilegi feudali, la
produzione agricola si modernizzò garantendo rese più alte e il commercio
estero, rafforzatosi grazie al Navigation Act, fece dell'Inghilterra una grande
potenza marittima e di Londra il principale mercato delle merci dell'epoca.
L'equilibro tra corona e parlamento si mantenne fino al 1688 quando, di fronte
alla pretesa di Giacomo II Stuart di restaurare il potere assoluto e imporre il
cattolicesimo come religione di stato, il parlamento si ribellò (seconda r.
inglese). La situazione precipitò quando il sovrano, già padre di Maria,
protestante, ebbe un figlio maschio dalla seconda moglie, Maria Beatrice d'Este,
che, si presupponeva, sarebbe stato allevato nella fede cattolica. Il parlamento
invitò allora il marito di Maria, Guglielmo III d'Orange, statolder d'Olanda, a
intervenire con l'esercito in Inghilterra. Sbarcato a Torbay (5.11.1688), marciò
su Londra senza combattere poiché Giacomo II era fuggito in Francia, e il
13.2.1689 fu incoronato insieme alla moglie Maria. I nuovi sovrani si
impegnarono, con un Bill of Rights a riconoscere tutte le prerogative del
parlamento, ponendo così fine per sempre all'assolutismo: l'esercito fu
sottoposto al controllo parlamentare, venne concessa una discreta tolleranza
agli estremisti protestanti e fu resa obbligatoria la convocazione periodica del
parlamento. Nel 1701 fu approvato l'Act of Settlement che riaffermò la
responsabilità di ministri e giudici nei confronti del parlamento e che la fede
protestante era requisito indispensabile per la successione al trono.