Lotario dei conti di Segni, venne
eletto papa a soli 37 anni nel 1198 e fu una delle figure di maggior
spicco nella lunga storia della Chiesa. Egli professava il principio della
supremazia assoluta del papa su tutti regnanti della terra, che da lui
vedevano derivare tutto il loro splendore. Ai sovrani spettava il potere
sui corpi, mentre al papa quello sulle anime. Egli seppe tradurre talmente
bene nella pratica questi concetti, da garantire al papato un prestigio e
un’autorità rimaste senza pari ancora oggi. Nonostante la sua grande
potenza, egli era personalmente un asceta, che portava sempre sulle carni
il cilicio, professava rigidissimi costumi ed era animato da un costante
pessimismo verso le cose terrene ed umane, come è ampiamente dimostrato
nel principale dei suoi scritti: De contemptu hominis che tradotto
significa Sul disprezzo dell’uomo.Attuò sempre una politica duttile e
paziente, egli fu piuttosto abile a trarre profitto dalle diverse
situazioni, là dove le circostanze lo permettevano. Alla morte di Enrico
VI, seppe approfittare della crisi venutasi a creare nell’interno
dell’Impero tedesco, per indurre o, in alcuni casi costringere, i
feudatari o i ministeriali tedeschi ad abbandonare le città dell’ Umbria,
delle Marche e della Romagna, i cui governi prestarono giuramento di
fedeltà al papa, il quale riconobbe loro le franchigie comunali.Anche se
per il momento queste regioni mantennero la propria autonomia, erano già
stati posti in realtà i fondamenti giuridici che avrebbero portato ad un
rafforzamento dello Stato della Chiesa, del quale esse avrebbero fatto
parte. Anche nel Lazio, Innocenzo III riuscì a sottomettere i feudatari ed
i Comuni, oltre allo stesso Comune di Roma, al quale venne tuttavia
concessa una certa autonomia. Il papa si occupò molto della politica
internazionale dell’epoca, riuscendo a farsi riconoscere come arbitro in
molte contese. Il suo prestigio, gli guadagnò il favore di numerosi
sovrani europei tra i quali i re di Aragona, di Castiglia, del Portogallo
e d’Inghilterra. La Curia romana acquisì autorità non solo in materia
religiosa ma anche civile: ad esempio, per lo scioglimento di matrimoni
reali e di altri importanti personaggi, doveva essere richiesto il
permesso a Roma. Per sostenere la complessa organizzazione della Curia
papale, diversi paesi corrispondevano alla Camera apostolica, un tributo
annuo denominato Obolo di San Pietro, fornendo così al pontefice i mezzi
finanziari necessari per lo svolgimento della propria attività. Ma un
grave pericolo minacciava in quell’epoca la Chiesa: l’eresia. Per
reprimere i moti ereticali, Innocenzo III riorganizzò e rafforzò,
dotandolo di sempre maggiori poteri, il Tribunale della Santa Inquisizione.
Questo organismo, aveva il compito di scoprire e giudicare gli eretici e
quindi, riconosciuta l’effettiva colpevolezza, di consegnarli al braccio
secolare, ossia all’autorità civile, perchè eseguisse la sentenza.
Drastiche misure vennero adottate contro gli Albigesi, una setta diffusa
nel sud della Francia. Contro di essi, il papa bandì addirittura una
crociata, che venne sfruttata a fini personali da una miriade di cavalieri
senza averi provenienti dal nord della Francia. Costoro, si diressero
verso il meridione del Paese, saccheggiando e massacrando popolazioni
inermi, senza fare distinzione fra cattolici ed eretici. La stessa cosa
fecero i cavalieri tedeschi che con la scusa della crociata avevano
ripreso la loro espansione verso est, la Drang nach Osten, la spinta verso
Oriente. Essi si abbandonarono a terribili massacri nei confronti delle
popolazioni slave e baltiche, impadronendosi delle terre affacciate sul
Mar Baltico.
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