Come in Francia, anche in Inghilterra
la Guerra dei Cento Anni ebbe notevoli ripercussioni: per sopperire alle
forti spese belliche, i re inglesi si videro costretti ad introdurre la
nuova imposta del testatico o capitazione, che venne pagata soprattutto
dai contadini e che produsse un forte malcontento. Si fecero inoltre
piuttosto tesi i rapporti con la corte papale, che risiedendo ad Avignone,
quindi in territorio francese, era sospettata di parteggiare per il re di
Francia. In uno statuto del 1350 venne proibito ai sudditi Inglesi di
appellarsi al papa per questioni di diritto ecclesiastico e venne abrogato
il tributo che ogni anno veniva versato alle casse papali. Dal canto loro
i nobili misero gli occhi sulle terre di proprietà della Chiesa, con la
requisizione delle quali essi speravano di sopperire alle ingenti spese
sostenute a causa della guerra. In questo contesto si diffusero in tutta
l’Inghilterra le dottrine di John Wiclif, docente dell’Università di
Oxford: egli dichiarò che i re ottenevano il loro potere direttamente da
Dio e non dal papa, che sempre secondo la sua dottrina, non avrebbe avuto
il diritto di sottoporre a tributo un regno. Inoltre, sempre secondo
Wiclif occorreva secolarizzare i beni della Chiesa, che avrebbe dovuto
rinunciare alle proprie ricchezze e divenire Chiesa nazionale e per questo
motivo egli sostenne che che il culto si dovesse effettuare nella lingua
del paese e provvide personalmente a tradurre in inglese la Bibbia. Le
dottrine di Wiclif vennero incoraggiate dalla monarchia e si diffusero in
mezzo al popolo tramite dei predicatori chiamati preti poveri, che diedero
alle dottrine del loro maestro un’impronta radicale, predicando contro la
feudalità sia laica che ecclesiastica. Essi riuscirono a fare un buon
numero di proseliti che vennero soprannominati lollardi. Spronati dalle
loro predicazioni, masse di contadini esasperati per le gravi ristrettezze
nelle quali erano costretti a vivere , nel 1381 si ribellarono nella
maggior parte delle contee dell’Inghilterra e si diressero verso Londra,
saccheggiando tutti i castelli feudali dei quali riuscirono ad
impadronirsi lungo il loro percorso. A capo di costoro vi erano
l’artigiano Wat Tyler ed il predicatore popolare John Ball. Giunti in
città essi si unirono alla plebe di Londra ed insieme incendiarono alcuni
edifici nobiliari, uccidendo i nobili più odiati e alcuni dei ministri del
re. Quando i loro capi vennero uccisi in seguito ad un tradimento, la
massa di rivoltosi si disunì; e venne cacciata da Londra: Seguirono
spedizioni punitive organizzate dai signori feudali contro i fuggiaschi ed
i loro villaggi. Come conseguenza a questi eventi, la monarchia e la
nobiltà inglese decisero di non appoggiare più l’eresia, perseguitando
duramente i lollardi, alcune comunità dei quali continuarono ad esistere,
anche se in segreto, soprattutto tra gli artigiani del Kent. Circa due
secoli più tardi, queste comunità si fusero con la Riforma protestante. Nel
Paese, nel frattempo,quando la guerra iniziò a prendere un andamento
favorevole alla Francia, si accrebbe il malcontento della nobiltà inglese,
che vedeva sfumare la possibilità di crearsi dei grossi domini al di là
della Manica. Per questo motivo, essa si rivolse con maggior bramosia
verso il potere nel proprio paese, sperando di poter raggiungere tramite
esso una fonte di ricchezza e di potere. Quella tendenza venne
incautamente incoraggiata dalla casa reale inglese, che nel XVI secolo
iniziò a distribuire ai membri della famiglia dei grandi feudi inglesi,
creando così una nuova aristocrazia composta da principi, ognuno dei quali
riteneva di possedere, a causa della consanguineità con il sovrano, dei
diritti per la successione al trono. L’urto tra le diverse cricche e
consorterie, portò alla creazione di due partiti dinastici che presero il
nome dai rispettivi blasoni famigliari:
la Rosa Rossa della Casa di
Lancaster e la Rosa Bianca degli York. La feroce guerra tra le due opposte
fazioni, ebbe inizio nel 1455 e terminò nel 1485. Durante questo periodo
si successero sul trono re York e Lancaster, finchè nel 1485 Enrico Tudor
pose termine al conflitto, pacificando gli York ed i Lancaster, con i
quali era imparentato. Egli divenne re con il nome di Enrico VII: sotto il
suo regno ebbe inizio una nuova fase della storia dell’Inghilterra,
contrassegnata dalla preminenza della monarchia. I grandi feudatari si
erano infatti distrutti con le proprie mani nei 30 anni di guerra
fratricida e dei 700 baroni esistenti nel 1455 non ne restavano che otto.
Eliminati i propri competitori, la nuova
dinastia dei Tudor potè finalmente
rimettere ordine nel paese, basandosi sull’appoggio della piccola e media
nobiltà e della borghesia delle città. In questo modo anche l’Inghilterra,
sul finire del XV secolo, superò il frazionamento feudale costituendosi in
uno Stato nazionale basato su una solida monarchia.
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