Nicola o Niccolò da Cusa o Cusano

Nicola  o Niccolò da Cusa o Cusano, in ted. Nikolaus Chrypffs o Krebs von Cues, filosofo, teologo e scienziato tedesco (Cues Treviri, 1400 o 1401 - Todi 1464). Frequentò le università di Heidelberg (1416), di Padova (1417-1423) e di Colonia (1425), studiando prima diritto e poi filosofia e teologia. Divenuto segretario del cardinale Giovanni Orsini, legato papale in Germania (1426), intraprese la carriera ecclesiastica e fu pochi anni dopo (1430) ordinato sacerdote. Chiamato dal cardinale Giuliano Cesarini al concilio di Basilea, dapprima sostenne la causa della supremazia del concilio sul papa, ma poi, preoccupato per l'unità della Chiesa, passò fra i difensori dei diritti del pontefice. Dopo aver contribuito, con una missione a Costantinopoli (1437), alla provvisoria riunificazione della Chiesa greca con quella romana e dopo aver condotto successivamente un'abile campagna presso i principi tedeschi in favore di Eugenio IV e contro l'antipapa Felice V, ottenne in riconoscimento dei servigi prestati il cappello cardinalizio (1448). Inviato da Niccolò V nella diocesi di Bressanone, entrò presto in conflitto con il conte del Tirolo e il papa Pio II preferì averlo a Roma come vicario generale e governatore della città (1459). Quando morì era in viaggio alla volta di Ancona, per raggiungere il papa Piccolomini che ivi stava cercando di organizzare la partenza della sua anacronistica crociata per la riconquista di Costantinopoli. E' sepolto a Roma, in San Pietro in Vincoli. Il Cusano fu tra i grandi ecclesiastici del suo tempo, forse il più dolorosamente consapevole dei mali della Chiesa e uno di quelli che più conseguentemente lottarono per eliminarli: la sua azione appassionata contro le forme più aberranti del culto delle immagini e contro la corruzione del clero sembra come pervasa dal presentimento della Riforma incombente. Come filosofo, egli rivive in forma originale l'eredità dell'occamismo e del misticismo tedesco. Il suo capolavoro, De docta ignorantia (scritta nel 1439-1440), sviluppa il tema della conoscenza come infinita approssimazione a Dio, nel quale tutti gli opposti coesistono in un'unità incomprensibile al nostro intelletto (coincidentia oppositorum ). Il mondo, “Dio contratto”, è anche esso infinito, e in questa prospettiva crolla la vecchia fisica aristotelica ed emergono le tesi del Cusano, anticipatrici della nuova cosmologia: la terra non è il centro dell'universo; è presumibile che esistano altri mondi abitati; ogni moto è relativo a un sistema di riferimento. Cusano si occupò anche di problemi scientifici e tecnici particolari: studiò la rettificazione della circonferenza, propose una razionale riforma del calendario, disegnò la prima carta dell'Europa centrorientale. Altre opere: De concordantia catholica (1433), De coniecturis(1440), De filiatione Dei (1445), De genesi (1447), Apologia doctae ignorantiae (1449), Idiota (1450), De visione Dei (1453), De pace fidei (1453), De beryllo(1458), De possest (1460), De venatione sapientiae(1463), De ludo globi (1464).

Enea Silvio Piccolomini - Commentari sugli avvenimenti del concilio di Basilea