Leon Battista Alberti
Alberti
(Leon Battista), umanista italiano (Genova 1404 - Roma 1472), di ingegno e
attività multiformi: architetto, scrittore di trattati d'arte e di scienza,
poeta e autore di dialoghi in latino e in volgare. Di nobile famiglia fiorentina,
esiliata a Genova, studiò a Padova e poi a Bologna, dove conseguì la laurea in
diritto canonico; passò parte della sua vita a Roma, membro della cancelleria
pontificia. Sua prima opera è la commedia Philodoxeos, fatta credere per
molti anni opera di un antico commediografo latino, Lepido. In seguito compose
altri scritti in latino (Intercenali) e in volgare finchè, tra il 1437 e
il 1441, si dedicò interamente alla sua più grande opera: il dialogo Della
famiglia, in cui espose le sue teorie sull'educazione dei figli, sul
matrimonio e su quanto può costituire la felicità morale e materiale dell'uomo:
questioni che più tardi trattò ancora nella Iciarchia.
Fin dal suo primo ritorno a Firenze, dopo la revoca del bando contro la sua famiglia (1428), l'Alberti si era entusiasmato davanti alle opere del Brunelleschi, di Masaccio, di Donatello, da lui glorificati nel proemio del trattato Della pittura (dedicato al Brunelleschi nel 1436). Dal 1431 al 1434 studiò e misurò a Roma gli antichi monumenti, ma alla attività architettonica giunse solo dopo i quarant'anni.
Ottimo disegnatore e prospettico lo dicono i contemporanei e coloro che poterono
vedere i suoi disegni oggi totalmente perduti. Sua prima opera certa è, in Roma,
Santo Stefano Rotondo: demolendo le pareti già in rovina della chiesa,
restaurando il colonnato interno e murando l'intercolumnio del secondo colonnato,
l'Alberti chiuse l'edificio in una nuova consonanza di spazi. Dopo questo
restauro creativo, iniziò nel 1450 il rivestimento della gotica chiesa di San
Francesco a Rimini, il Tempio Malatestiano. Ma i precisi progetti di
trasformazione dell'interno (già manomesso nel 1447 da Matteo de' Pasti e
Agostino di Duccio), cioè la volta a botte in legname, il nuovo transetto e coro,
la cupola semisferica, non ebbero mai principio di esecuzione. Solo il celebre
esterno fu realizzato, non monumento classico redivivo, ma monumento nuovo,
omaggio dell'Umanesimo all'arte romana. Seguono le opere fiorentine: il progetto
per palazzo Rucellai, dalla facciata elegantemente scandita dall'intelaiatura
lineare delle cornici e delle lesene, il prospetto di Santa Maria Novella, la
cappella del Santo Sepolcro in San Pancrazio (1467), capolavoro di proporzionati
rapporti, e la tribuna dell'Annunziata (disegnata nel 1470). Per i Gonzaga
l'Alberti progettò e iniziò tra il 1459 e il 1460 la chiesa di San Sebastiano a
Mantova. La facciata subì modifiche e menomazioni che ne rendono ardua,
nell'originalissimo impianto, l'analisi. Chiaro, invece, l'interno, il primo a
croce greca dell'Umanesimo, che nella sua essenziale stereometria resistette
all'ingiuria dei secoli: al centro della croce, la cupola semisferica e il cubo
di 15 m di lato creano uno spazio nitidamente definito e insieme grandiosamente
sonoro, perfettamente intonato, pur nella sua solennità, alla misura umana.
Nella chiesa di Sant'Andrea, pure a Mantova, ideata nel 1470, l'Alberti,
accettando apparentemente la forma basilicale latina, coi suoi progressivi piani
prospettici, riuscì a trasformarla in assoluta unità plastica col contrapporre e
legare in giochi alterni, sotto la volta maestosa e unificante, le masse chiuse
delle cappelle minori e i vani sonori delle cappelle maggiori.
Oltre al trattato Della pittura, teoria della nuova arte fiorentina, nel
quale la pittura è intesa come veduta prospettica della natura, l'Alberti lasciò
i trattati De statua e De re aedificatoria, finito quest'ultimo
nel 1450 e già in circolazione nel 1452. In un latino di aulica limpidità,
fondendo la cultura classica coi concetti e intendimenti moderni, l'Alberti
distingue disegno pittorico e architettonico, disegno di pianta e di alzato,
postula l'unità di spazio interno ed esterno di un edificio, giunge al processo
trasfigurativo della creazione per passare, con anticipi avveniristici, ai
problemi che legano cittą e suburbio, centro e campagna.
Leon Battista Alberti (letteratura)