Anassagora

Anassagora , in gr. Anaxagoras, filosofo, astronomo e matematico greco (Clazomene, nella Ionia, 500 circa a.C. - Lampsaco 428). Subì l'influsso della scuola di Anassimene, anche se non è cronologicamente possibile che sia stato suo diretto discepolo (come afferma Diogene Laerzio). Verso il 460 si recò in Atene, dove per primo introdusse lo studio della filosofia, e aprì una scuola. Fu amico e maestro di Pericle; ebbe tra i suoi discepoli anche Euripide, Archelao e, forse, Socrate, che accenna al suo insegnamento nel Fedone di Platone. Nel 432 fu accusato di empietà dagli avversari politici di Pericle, perchè negava che il Sole e la Luna fossero dei e diceva che il Sole era una pietra incandescente e la Luna un corpo terrestre. Con l'aiuto di Pericle riuscì a fuggire da Atene; si recò a Lampsaco, nell'Asia Minore, dove, prima della morte, tenne ancora scuola.

Anassagora fu un pluralista: pose come origine di tutte le cose un numero infinito di semi, ossia di particelle aventi qualità e natura simili a quelle delle cose che derivano dalla loro unione, dalla loro mescolanza: perciò tali semi vennero da lui detti omeomerie (“particelle similari”). Affermò che “nulla nasce e nulla viene distrutto”, per cui la nascita si configura nella sua dottrina come mescolanza e la distruzione come separazione, e che “tutto è in tutto”, cioè che in ogni cosa c'è una particella di tutte le cose. A spiegare tale principio trasse esempio dalla nutrizione: come potrebbe ciascun alimento, semplice e di una sola specie, come il pane, nutrire le varie parti del corpo, le ossa, i nervi, il sangue, ecc. se non avesse in sè frazioni minutissime delle parti che da esso traggono nutrimento? Tuttavia ogni cosa si differenzia dalle altre per il prevalere, nella sua composizione, dei semi di una stessa natura. Anassagora ammise l'infinita divisibilità della materia, sostenendo che i semi delle cose non possono esistere come particelle a sé stanti e sono indiscernibili. Al di sopra di questa infinita pluralità e dispersione, Anassagora pose l'intelletto(nous), inteso come la materia più leggera e più sottile, dotata di forza motrice e di conoscenza: esso ha dato ordine all'universo, regolando le rivoluzioni degli astri. “All'inizio era il caos — scrisse Anassagora — poi venne l'intelletto che diede ordine a tutte le cose”. Tuttavia bisogna notare che egli non fece intervenire il nous se non in assenza di cause meccaniche, per togliersi d'imbarazzo quando si trattava di spiegare l'origine del movimento oppure la vita.

Scrisse un trattato Sulla natura, di cui ci sono pervenuti ventidue frammenti. A lui si devono anche importanti scoperte scientifiche: supponendo che la Luna ricevesse la sua luce dal Sole, ne dedusse una spiegazione delle eclissi solari e lunari; praticando la dissezione degli animali, studiò l'anatomia del cervello, e scoprì che i pesci respirano con le branchie.