Bernoulli
Bernoulli, famiglia originaria di Anversa, che verso la fine del XVI sec. si rifugiò a Basilea per sottrarsi alle persecuzioni religiose del duca d'Alba. — JacquesI (Basilea 1654-1705), matematico; indirizzato alla carriera evangelica, studiò contro la volontà del padre la matematica e l'astronomia. Perfezionò il calcolo differenziale e integrale le cui basi erano state poste da Leibniz. Solo o col fratello Jean, al quale insegnò la matematica, risolse molti problemi celebri del suo tempo, pubblicò la prima risoluzione di un'equazione differenziale, diede una soluzione al famoso problema degli isoperimetri che prepara al calcolo delle variazioni di Eulero e Lagrange, ed estese principi e applicazioni del calcolo delle probabilità. Professore di matematica all'università di Basilea (1687) scoprì le proprietà notevoli della spirale logaritmica (1690). — Il fratello Jean I (Basilea 1667-1748), professore di matematica a Groninga (1695), gli succedette a Basilea nel 1705. Insieme ebbero la gloria di avere esteso le ricerche di Leibniz, ma poi vennero in urto tra loro riguardo alla soluzione del problema degli isoperimetri, e nei dibattiti che ne risultarono Jean mise un'aspra animosità. Geloso delle sue scoperte, non risparmiò neppure suo figlio Daniel al quale rimproverò la “mancanza di rispetto” per avere con lui diviso il premio dell'Accademia delle scienze sulla declinazione dei pianeti. Maestro di Eulero e amico di Leibniz, pubblicò importanti lavori sul calcolo esponenziale, la soluzione di un problema detto delle brachistocrone(1696), ecc. — Il loro nipote Nicolas I (Basilea 1687- 1759) professò la matematica a Padova, poi il diritto a Basilea. Cercando la soluzione di problemi posti dagli zii, concluse la teoria delle condizioni di integrabilità delle equazioni differenziali. — Nicolas II (Groninga 1695 - Pietroburgo 1726), figlio di Jean I. Professore all'università di Pietroburgo contemporaneamente a Daniel. — Daniel (Groninga 1700 - Basilea 1782), secondo figlio di Jean I, studiò matematica col padre, poi medicina. Professore di matematica a Pietroburgo (1725- 1732), passò a Basilea ove insegnò anatomia, fisica, botanica, filosofia. Dopo aver scritto una Memoria sull'inclinazione delle orbite planetarie (1734) studiò lo scolo dell'acqua nei condotti, canali, fiumi, e pubblicò (1738) un Trattato di idrodinamica per il quale può essere considerato uno dei fondatori di tale scienza; pose inoltre le basi scientifiche della teoria cinetica dei gas. Lasciò pure un Trattato sulle maree (1740). — Jean II (Basilea 1710-1790), fratello di Daniel, studiò, oltre alla giurisprudenza, la matematica, che professò all'università di Basilea. I suoi lavori portano note sul calore, le calamite e la propagazione della luce. — Il figlio, Jean III (Basilea 1744 - Berlino 1807), acquistò ancora giovane grande reputazione. Dottore in filosofia a tredici anni, astronomo all'Accademia di Berlino a diciannove, dopo un viaggio per l'Europa ritornò a Berlino, nel 1779, dove diresse la classe di matematiche all'Accademia di questa città. — Jacques II, matematico e fisico (Basilea 1759 - Pietroburgo 1789), fratello del precedente, ricevette lezione dallo zio Daniel e lo supplì più tardi alla cattedra di fisica sperimentale di Basilea. Nel 1788 si stabilì a Pietroburgo ove professò la matematica e divenne membro dell'Accademia. Morì affogato nella Neva. — Christophe, naturalista e fisico della stessa famiglia (Basilea 1782-1863).