Bohr (Niels
Henrik David)

Bohr
(Niels Henrik David), fisico danese (Copenaghen 1885- 1962). Compiuti gli studi
a Cambridge, fu nominato nel 1916 professore all'università di Copenaghen, e nel
1921 divenne direttore dell'Istituto di fisica teorica. Fu uno dei teorici più
eminenti del nostro secolo ed è universalmente noto per aver perfezionato,
applicando la teoria dei quanta, la rappresentazione planetaria dell'atomo di
Rutherford. L'atomo di Bohr (teorizzato nel 1913), che postula la
quantizzazione delle orbite elettroniche, ha permesso di interpretare numerosi
fenomeni di fisica atomica, in particolare le proprietà spettroscopiche
dell'idrogeno (legge di Balmer) e la periodicità dei caratteri degli elementi
chimici, già scoperta da Mendeleev. Il modello dell'atomo di Bohr implica
l'esistenza di un momento magnetico elementare, il magnetone di Bohr,
il cui valore è verificato sperimentalmente. Per la sua opera ottenne il premio
Nobel per la fisica nel 1922. In seguito Bohr si dedicò allo studio del nucleo
atomico e, nel 1933, propose una teoria dei fenomeni di disintegrazione nucleare,
paragonando il nucleo a una goccia liquida, e spiegando così la grande
fissibilità dell'uranio 235. Rifugiatosi negli Stati Uniti durante la seconda
guerra mondiale, divenne consigliere del laboratorio di Los Alamos e partecipò
ai lavori che condussero alla liberazione dell'energia nucleare. Tornato in
Danimarca nel 1945, continuò gli studi di fisica teorica, in particolare di
meccanica ondulatoria e quantistica, elaborando la teoria secondo la quale i
corpuscoli in movimento e le onde rappresentano due aspetti complementari di una
stessa realtà. Nel 1945 fu eletto membro straniero dell'Accademia delle scienze
francese; successivamente socio straniero dell'Accademia italiana dei Lincei e
accademico pontificio.
Los Alamos e la bomba