Buffon (Georges
Louis Leclerc, conte di)
Buffon (Georges Louis L eclerc, conte di), naturalista e scrittore francese (Montbard, Digione, 1707 - Parigi 1788). Studiò a Digione presso i gesuiti, si laureò in legge e dopo il 1730 viaggiò in Francia e all'estero. Preso da vivissimo interesse per le scienze, nel 1735 pubblicò una traduzione della Statica dei vegetali dell'inglese Stephen Hales, premettendovi un'introduzione nella quale, con estrema chiarezza, espose i metodi della scienza sperimentale. Nel 1739 entrò all'Accademia delle scienze e fu nominato intendente del Jardin du roi, l'orto botanico di Parigi, il futuro Museo di storia naturale. In questo periodo cominciò a lavorare a una grande Storia naturale che fu pubblicata tra il 1749 e il 1788 (comprende trentasei volumi suddivisi in: Teoria della Terra, quadrupedi, Uccelli, Minerali, alcuni Supplementi tra i quali le Epoche della natura, 1778). Per quest'opera, che compose in gran parte nella sua proprietà di Montbard, Buffon ebbe come collaboratori Daubenton per l'anatomia, l'abate Bexon e Guéneau de Montbéliard per la parte riguardante gli animali, e altri. La Storia naturale riscosse grande successo presso un pubblico che si interessava a problemi scientifici e leggeva con entusiasmo l'enciclopedia di Diderot. Buffon, ispirandosi a Newton e a Leibniz, supera il rigido schematismo classificatorio di Lineeo, e descrive gli esseri viventi come disposti a una catena in cui ogni anello ha forti rassomiglianze con l'anello contiguo, in una sorta di continuità priva di forti distacchi. Le specie in tal modo perdono importanza almeno come schemi fissi prestabiliti. Nella sua opera Epoche della natura, in cui tratta della formazione della Terra e delle epoche geologiche, Buffon tende a considerare l'universo come nato da una lenta trasformazione; egli sostiene che le specie viventi subiscono modificazioni per effetto dell'ambiente, aprendo così la strada alle teorie dell'evoluzione.
Convinto che in un'opera di volgarizzazione scientifica lo stile dovesse contribuire a dare ordine alle idee e vivacità all'espressione, attribuì a questo problema tale importanza che nel discorso per la sua elezione all'Accademia francese (1753), invece di fare il tradizionale panegirico del predecessore, trattò ampiamente dello stile, dimostrando che, se le idee e le teorie, soprattutto in campo scientifico, sono un patrimonio dell'umanità in un certo senso impersonale, nello stile si manifesta invece l'intelligenza personale dell'uomo. La sua frase “Lo stile è l'uomo” è diventata proverbiale. La Storia naturale riflette realmente la personalità di Buffon: lo stile elegante, anche se pomposo, non offusca l'estrema chiarezza di espressione; qualità indispensabile per un'opera che è nello stesso tempo scientifica e letteraria.