Curie (Marie)

Curie (Marie, nata Sklodowska), moglie di Pierre, fisica francese d'origine polacca (Varsavia 1867 - sanatorio di Sancellemoz, presso Sallanches, Savoia, 1934). Figlia di un professore di fisica polacco di sentimenti antirussi, quinta di cinque fratelli, rimasta orfana di madre a dieci anni, dovette mantenersi agli studi e dal 1887 fu istitutrice a Szczuki; quindi, racimolati pochi risparmi, riuscì a raggiungere una delle sorelle sposata a Parigi (novembre 1891). Qui, fra stenti di ogni genere, potè continuare gli studi alla Sorbona, ottenendo la laurea in fisica nel 1893 e quella in matematica nel 1894. Nel luglio 1895 sposò Pierre Curie e, a partire dal 1898, si dedicò nel laboratorio del marito a una tesi sui raggi emessi dall'uranio, da poco scoperti da Henri Becquerel. Lavorando in una vecchia rimessa adiacente all'Istituto di fisica, allargò lo studio al torio e propose al fenomeno la denominazione di radioattività. Scoprì che sia nell'uranio sia nel torio tale radioattività emanava da elementi nuovi, da lei chiamati polonio e radio, presenti nei minerali di pechblenda (comunicazioni del 12 aprile e del 6 dicembre 1898). Da questo momento, per quattro anni, con la collaborazione del marito, si dedicò a isolare il radio, risultato raggiunto nel 1902, dopo che prima il governo austriaco, poi quello francese ebbero messo a disposizione dei due fisici alcune tonnellate di residui di pechblenda provenienti da Sankt Joachimsthal. La scoperta del radio fece enorme impressione nel mondo: il 25 giugno 1903 Marie Curie si addottorò alla Sorbona e lo stesso anno le venne assegnato il premio Nobel per la fisica, insieme col marito, premio che divise con H. Becquerel. Nel frattempo insegnava in una scuola femminile di Sèvres, ma, dopo la scomparsa del marito per un incidente (aprile 1906), gli succedette nella cattedra alla Sorbona: fu la prima donna che coprì tale incarico. Marie Curie proseguì da sola gli studi sia sulla radioattività del torio (scoperta contemporaneamente al tedesco Schmidt), sia in altre direzioni: con Debierne isolò il radio allo stato metallico (1910). Creò poi l'Istituto del radio, di fondamentale importanza. Nel 1911 ottenne personalmente un nuovo premio Nobel, per la chimica. Morì contaminata dalle radiazioni, dopo una vita interamente spesa per la scienza e fu sepolta a Sceaux, accanto al marito. La sua figura, già in vita circondata da rispetto quasi leggendario, fu esaltata nel libro pubblicato nel 1938 dalla figlia secondogenita Eve (la maggiore, I rene, nata nel 1897, divenne pure una celebre fisica), a cui seguì un noto film, diretto da Mervyn Le Roy e interpretato da Greer Garson (1943).